Biospie

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – C’è una convinzione stupida e pericolosa che viene sfoderata, come un’arma rivolta contro se stessi, la  ragione e le libertà, ogni volta che vogliono metterci un bavaglio, e che si esprime con un suo mantra che si ripete sempre uguale: tanto siamo tutti controllati, tracciati, analizzati, quindi che differenza fa?  mi scarico Immuni, mi compiaccio che al mio 65esimo compleanno la ditta di articoli sanitari con gli auguri mi invii l’offerta di pannoloni per adulti, e che, finita la  relazione decennale, Meetic mi mandi via mail l’offerta per un’iscrizione gratuita.  

Non avremmo dovuto e non dovremmo permetterlo:   è così che i detentori della sorveglianza sanno tutto di noi, mentre noi non sappiamo nulla di loro, che possiedono la proprietà dei nostri consumi, dei nostri desideri e delle nostre inclinazioni.

E ci guadagnano perché all’ordine economico e finanziario mondiale è stato consentito di sfruttare ogni nostro comportamento e ogni nostra azione sotto forma di “dati”, per sostenere così le nuove forme di controllo e ordine sociale che vanno sotto il nome di ordoliberismo, quando cioè il mercato, le multinazionali, le banche e i  loro interessi sono ai posti di comando e lo Stato, che ha perso gran parte della sua sovranità, si incarica di  creare le condizioni   per le quali il loro dominio si possa esprimere senza ostacoli.

Così è vero che siamo tutti sotto osservazione da quando questo è diventato il brand di Google – e poi di Microsoft, Apple, Facebook e le grandi imprese del digitale –  che grazie all’occupazione delle esistenze dei naviganti e perfino del loro immaginario si è arricchito vendendo queste informazioni in modo da declinare la sua “proposta su misura” per ogni singolo utente, riuscendo a controllare le sue azioni e prevedendo i suoi comportamenti e le sue scelte sulla base di quelle già fatte, e facendoci diventare strumenti e merci del business di altri. Semmai la novità consiste della legittimazione che diamo e nella legalizzazione di questi fenomeni che facevano già parte della nostra vita che abbiamo accettato, introiettato come incontrastabili.

 Di questi tempi poi, si sono avverate le profezie di chi prevedeva che un accadimento eccezionale avrebbe convinto di buon grado stati e governi della necessità di adottare norme e pratiche  per regolare la vita biologica degli individui nelle sue diverse fasi e nei suoi molteplici ambiti (sessualità, salute, cure, riproduzione, morte, relazioni affettive e sociali).

In forma volontaria o assecondata, sotto la minaccia di sanzioni o per una moral suasion che richiamava a alte responsabilità nei confronti della tutela nostra e degli altri,  abbiamo approvato, o acconsentito,  e applicato misure di distanza fisica, di limitazione sociale, delle quali si è dichiarata la obbligatorietà per il rispetto di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, che per l’eccezionalità del momento, diventava unico e primario, imponendo la rinuncia a altri a cominciare da quello all’istruzione, o alla privacy, alla cui abdicazione siamo stati “invitati” con ogni mezzo.

Per mesi ci è stato spiegato in ogni sede che si rendeva necessario che le forze dell’ordine civili o militari agissero per controllare, vigilare e reprimere le trasgressioni, per via di considerazioni di carattere antropologico: saremmo un popolo infantile che ha bisogno della carota ma soprattutto del bastone altrimenti ci diamo a comportamenti incivili e a manifestazioni sociopatiche. 

Per mesi la normalità dello stato di eccezione è consistita dallo spostamento ideologico e psicologico del concetto di “ordine pubblico” in “ordine sanitario”, attraverso una serie di regole confuse quanto rigide, contraddittorie quanto inflessibili, imposte da autorità di governo e tecniche che avevano scavalcato e aggirato tutti i paletti del processo decisionale parlamentare, con la promulgazione di provvedimenti d’urgenza e con una comunicazione che via via perdeva reputazione e credibilità scientifica e organizzativa, per l’accumularsi di informazioni incoerenti, dati,  comandi  e ricette contrastanti frutto dell’occupazione militare della scena politica da parte di sacerdoti delle discipline mediche, convertiti in opinionisti senza diritto di replica e verifica dell’efficacia, imponendo un quotidiano atto di fede rivolto ai bramini della virologia e ai satrapi della disciplina proverbialmente inesatta: la Statistica.

Il fatto è che l’opinione pubblica, quella che affiora e si afferma nel marasma di opinioni e credenze, è monopolio indiscusso di un ceto che è passato attraverso l’anomalia di questo periodo senza patire danni particolarmente pesanti, lo stesso che rivendica una superiorità culturale e sociale, quindi morale, e che ha prodotto i delatori dei comportamenti trasgressivi e che ora fanno da altoparlante della necessità di nuove restrizioni punitive di immigrati come di vacanzieri, perché comunque all’immunità e impunità confindustriale, alla sospensione di ogni critica e opposizione al governo, devono fare riscontro la colpevolizzazione e il castigo del popolo bue. Il che conferma il sospetto che nuove limitazioni, nuovi isolamenti di massa siano quasi desiderati da chi vuole estendere il controllo che accetta per sé in modo da delegare scelte difficili, da rimettere ad altri decisioni e responsabilità ad altri, esercitando una superiore vigilanza morale finalmente ancora una volta sul sofà, dopo  le brevi e dovute vacanze nella seconda casa, nella magione degli avi, nel relais scelto per l’osservanza della profilassi e dei principi di precauzione, negli anni passati mai richiesti come il lavaggio delle mani dopo la pipì.

Non hanno voce né ascolto i milioni di lavoratori delle attività essenziali che nel pieno della narrazione apocalittica sono stati “esposti” al rischio, quelli che costretti alle serrate oggi verificano che non c’è possibilità di ripristinare la quotidianità  già ardua del passato, quelli che nei mesi di domicilio coatto hanno speso i risparmi, quelli, e ce ne sono, che tentano di riaprire negozi, esercizi, e rimettere in funzione attività ancora in attesa degli aiuti, quelli che tengono giù la serranda contando sull’equivoco pudico che si tratti di chiusura per ferie.

E  intanto i predatori sono già pronti a acquisizioni a prezzo di saldo, di attività e garanzie, i manager del disastro si cimentano con nuovi asset,  dalle mascherine alla commercializzazione di mappe genetiche, dall’automazione nei luoghi di lavoro alla promozione del lavoro agile e della Dad, preliminari a una contrazione dei diritti e delle garanzie del lavoro, dai nuovi dispositivi di sorveglianza al comparto  della proprietà dei dati, e il governo invece fa ostensione di quelli di sempre: cantieri e turismo propedeutici alla trasformazione delle città in insediamenti del terziario, in centri direzionali per imprese globali e il territorio tutto in mega parco tematico, con i cittadini convertiti in inservienti, affittacamere e osti.

C’è da dire che l’accondiscendenza a tutte le forme concrete e virtuali di sorveglianza e controllo sociale durante l’emergenza e il suo prolungamento, è favorita, così come il consenso, l’obbedienza e l’autocensura nei confronti di processi decisionali dai quali i cittadini sono stati estromessi e con loro anche i loro rappresentanti, dal fatto che grazie alla propaganda di Dad, smartworking combinata con l’isolamento è stato favorito il solipsismo davanti al Pc,  l’offerta di dati e conoscenze erogate in forma apodittica e incontestabile, che si sono promossi l’emarginazione dalla democrazia  e il disorientamento. Quindi l’accettazione delle scelte e l’arrendevolezza a essere guardati, osservati, ispezionati.

Non consola che anche chi esercita il controllo, governo, apparato statale, sia a sua volta tenuto d’occhio dal potere economico che deve imporre i suoi modelli, i suoi padroni, i suoi strumenti: non a caso uno dei primi esiti della pandeconomia è l’incremento della “aziendalizzazione” del settore pubblico in attesa della totale privatizzazione: scuola, università, assistenza (e d’altra parte da anni abbiamo accettato perfino la definizione “azienda sanitaria”, con gli effetti che conosciamo).

E basta pensare ai condizionamenti obbligati per chi dovrebbe essere grato dell’elargizione di aiuti comunitari grazie a una paradossale partita di giro, subordinati al rispetto di comandi la cui esecuzione viene sottoposta a rigida vigilanza, a misure intimidatrici e repressive, a ricatti a norma di trattato, pena commissariamenti definitivi e retrocessione a “espressione geografica”.  

15 replies

  1. Voi COMPLOTTISTI siete i migliori clienti di quelli che dite di voler combattere.
    QUANTE piattaforme social utilizzate per propagandare le vostre paranoie?
    TUTTE.
    Con quali sistemi operativi funzionano i vostri devices?
    Con quali browser navigate nell’iperuranio del web?

    Auspicherei da parte vostra una sola cosa:
    COERENZA TRA COMPORTAMENTI E CHIACCHIERE

    Perchè non andate a vivere in mezzo ai boschi, perchè non vi nutrite di bacche, radici, foglie, frutti o non vi date ala pesca in acqua dolce o di mare?

    E QUANDO VI AMMALATE CURATEVI CON LE PREGHIERE, L’OMEOPATIA E GLI ANTICHI RIMEDI DEGLI STREGONI.

    Come pensate che funzioni questo mondo che disprezzate?
    Per esempio le telecomunicazioni che vi permettono di spammare ovunque E IN TEMPO REALE le vostre supercazzole?
    A chi pensi che si rivolgano gli amministratori e i tecnici di queste imprese?

    Oppure hai un traduttore dei tuoi segnali di fumo in bit digitali?

    Noto che tramite la propaganda strampalata contro quelli che si sarebbero impossessati delle menti altrui, vorresti in realtà raggiungere il tuo scopo. Volerne prendere il posto e assurgere, a saggia guida dell’universo.
    E’ tutto un complotto.Ci vogliono soggiogare per renderci schiavi.
    E ALLA FINE CI VOGLIONO UCCIDERE. POOOOTEEEN, imperatore dell’universo, VIENI A SALVARCI.

    MA VAI A CAGARE.

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    • In pratica avrà preso nota che erano sufficienti tre righe per riportare alla realtà il corpo del reato contenuto in quel ” articolo libro”

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    • A sentire e a vedere gli scritti dei tipi come il Tomo, ci sarebbe da accreditare incondizionatamente la Lombroso anche se a supportare le sue idee ci fossero i rettiliani! Ma dove vogliamo andare il ItaGlia se per cento, mille, un mGlione di loro ce n’è a mala pena mezzo dell’altro?

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  2. Intanto, con la scusa del Coronavirus, a Leroy Merlin, hanno dimezzato il personale e precarizzato-schiavizzato quello restante.
    Le poste, hanno introdotto l’IA che risponde ai messaggi, evitando di dare 2 spicci agli schiavi al call center mentre nei comuni, nelle province (che ci sono eccome) ecc… con la scusa dell’appuntamento, a parià di stipendio, si lavora la metà.
    Direi che il “distanziamento sociale” è esattaente quello che si sta perpetrando…

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    • Scusami biciclettina, ma dove le prendi le cagate che spari?
      Non è che con il coronavirus, il sacrosanto lockdown e la prudenza negli spostamenti, le vendite siano un tantino diminuite, nell’ordine del -50%?
      E tu pretenderesti che una società PRIVATA si debba indebitare sino al fallimento?
      Che poi, nel dettaglio. NON E’ STATO LICENZIATO ALCUN DIPENDENTE.
      Hanno fatto ricorso alla CIG e NON HANNO chiamato i lavoratori stagionali come gli altri anni.
      Di solito nel mese di agosto le aziende retail, grandi e piccole, che si occupande del Fai da te-Bricolage accrescono di molto le vendite.
      Perchè le persone durante le ferie intervengono sulle abitazioni, sui giardini, sugli orti della prima casa e di quella dove passano le vacanze, con lavori che possono fare solo durante questo periodo estivo.
      Restano a lavorare i dipendenti a tempo indeterminato, RIENTRATI DALLA CIG e un pò aumenterà il loro carico di lavoro durante i picchi orari. Ma fanno pur sempre 6-7 max 8 ore di lavoro.

      Non dire SCEMENZE e se delle anomalie ce le trasciniamo dai tempi del job’s act dii renziana memoria sarebbe ora che il partito di giggino INTERVENISSE A SANARLE.
      Ma con il decreto dignità e i RdC non avevamo sconfitto la povertà e gli sfruttatori?
      Mi sono perso qualche passaggio?
      QUOTA 100 PER TUTTI. E TORNIAMO CON IL FANTASTICO CAPITONE CHE STRAPARLA DI BILANCIO STATALE.

      Piace a 1 persona

      • @SOMARO CRIMINALE
        ATTACCATI AL CAZZO E SUCCHIA, ALMENO TIENI OCCUPATA QUELLA FOGNA CHE HAI AL POSTO DELLA BOCCA.
        COMPLOTTISTA ASSASSINO.

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      • @SOMARO CRIMINALE NEGAZIONISTA
        Voglio ricordare a TUTTI che questo BASTARDO ASSASSINO è arrivato ad affermare, nei suoi deliri COMPLOTTISTI E Negazionisti, che il numero sui ricoverati in terapia intensiva fosse stato MANIPOLATO per favorire non si sa bene CHI.
        INSULTARLO È COSA BUONA, GIUSTA E SACROSANTA.

        Forza coniglietto, vai a rifugiarti sotto la gonna di quella cagna in calore di mammà e dille che un cattivone ti ha fatto la bua.

        SEI PATETICO.

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  3. Ottimo articolo, La politica ha ostracizzato un cambiamento concettuale asservendosi a percezioni che rimandano alla nostra storia antica e dello sviluppo rurale, borghese, della media borghesia (negozianti) della bassa e umile borghesia ( venditori ambulanti) e dell’alta borghesia ( capi mastri imprenditori) si è trasformata , meccanizzata e industrializzata a favore dell’accumulo del capitale e della concezione privata dello stesso che rimanda alla libertà di poterne usufruire liberamente per principio proprio di assunzione di responsabilità e irresponsabilità conseguente. La Politica è il medium della capacità governativa del Parlamento Italiano (IP) sia verso le centrali dei colossi tecnologici e verso il mercato globale della telefonia che ha messo in mano, ad ogni persona che cammina sul geoide, un cellulare in tasca.
    Detto ciò passo il testimone, non prima di aver esplicato ad sermone scientifico connaturato ad un modo di pensare, di essere , di voler essere :e di poter agire in libertà ostensiva con una concezione dello Stato che riconosca le verticalità di altre percezioni o visioni anagrafiche volte al cambiamento generazionale attraverso molle e snodi istituzionali di avvio di percorsi che possano, potevano e potrebbero, incidere sui valori immateriali e materialmente appetibili, conducendo il surplus della massa umana a pensare al bene della stessa nell’ambito privilegiato di un circuito virtuoso che possa estendersi o duplicarsi secondo accezioni moralmente compatibili anche con un sacerdozio alle discipline numericamente in fase relativa, digitale e logica per spingere l’idiolatria al denaro in forme con-sessuate ad una morale riproduttiva del bello del buono, del sacro e del profano.
    La tangente è il pensiero che si sviluppa dai circuiti neuronali, nuclei e bitorzoli durali e pii, che smuovono la testa, grazie a l’anello con i motoneuroni e il cervelletto e la postura posizionale de l’assit di un corpo umano.
    Se paragoniamo, per ipotesi prativa, i circuiti neuronali e sinaptici dai dendriti agli assoni e dagli assono ai dendriti a figure geometriche, piane e solide, si potrebbe constatate che la virtù possa risiedere nella sfera e in misura planare nel cerchio, mentre gli inganni , i fantasmi e i film dell’orrore, in poligoni spezzati aperti che non possono evolversi a solido.

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    • – Constatare, per i maniaci della perfezione umorale e domestica si potrebbe proporre diverse cure; ma l’ingorgo ingordo passa proprio dalla muta morfosi a bambolona per allietare, pensiero mai più sbagliato, palati esigenti che ragionano con il cervello palatino.

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