Soldi e tanti fake: la “bestiolina” di Calenda

di Gia.sal – Il Fatto Quotidiano) – Nella politica italiana ognuno ha la sua “Bestia”. Quella di Luca Morisi che agisce nell’ombra di Matteo Salvini e quella di Alessio De Giorgi, spin doctor di Matteo Renzi. Poi ce n’è un’altra che nessuno immaginerebbe: è la “bestiolina” di Carlo Calenda, che da novembre scorso è sceso in campo in prima persona con il suo partitino “Azione”. Oggi viaggia intorno al 2-3% con l’obiettivo di sorpassare l’altra piccola forza politica – Italia Viva di Matteo Renzi – e di fare il castiga–matti della maggioranza giallorosa. La strategia è chiara: dettare l’agenda sui social network per “smontare le fake news dei populisti”, il principale vanto di Calenda su Twitter. Eppure, guarda caso, proprio l’ex ministro dello Sviluppo Economico utilizza lo stesso metodo dei propri avversari “sovranisti”.

Secondo i dati della Libreria Inserzioni di Facebook, Calenda fino a oggi ha speso già 65 mila euro per la sua propaganda social – terzo dopo Salvini con 259 mila euro e Renzi con 178 mila – mentre su Twitter “Azione” può contare su una rete di account fittizi con l’unico scopo di fare da megafono ai messaggi del leader. Sono le cosiddette “botnet”: una “flotta” di account provenienti dall’Est Europa e Asia (soprattutto India, Bangladesh e Pakistan) vecchi di oltre dieci anni per non creare sospetti che siano “fake” e, nel caso di quelli vicini ad “Azione”, anche validati telefonicamente (Phone Verified Accounts), ovvero account per cui è già stata fatta la validazione telefonica garantendo una maggiore longevità in caso di verifiche delle piattaforme social. Questi account, che possono essere acquistati anche sul deep web, costano dai pochi dollari per quegli appena creati a 20-30 dollari per i più datati (e quindi più sicuri). Poi basta configurarli con un software per automatizzarli insieme e poi utilizzare uno stesso “Proxy server” per dare loro un profilo anonimo senza rischiare di essere “bannati” da Twitter. Poi il gioco è fatto. Il Fatto Quotidiano ha analizzato almeno 15 account vicini a Calenda, molti dei quali con un’alta incidenza di follower stranieri, che agiscono solo per fare propaganda al leader e ad “Azione”: ci sono quelli – come @Andrea_Azione, @lallettapapa e @pas0220 – che non hanno mai prodotto un proprio cinguettio mentre si prodigano con migliaia di “mi piace” e “retweet” ai post di Calenda su qualunque cosa (dagli insulti contro Arcuri e Azzolina ai comizi del capo fino alla propaganda per il referendum di settembre contro il taglio dei parlamentari) e quelli che, dopo essere stati dormienti per anni, “vivono” del proprio leader come @ljetzan o @8bullNicco. Una macchina che serve solo a rilanciare il messaggio di “Azione” . Chissà se la “bestiolina” servirà a Calenda a superare la soglia di sbarramento.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

13 replies

    • Carlo Calenda fa (male) il suo mestiere.
      Nelle primitive intenzioni di Confindustria & Company avrebbe dovuto essere il successore di Renzi ma,
      data la caratura del personaggio, è stato facilmente sgamato anche da chi di politica ne mastica poca.
      Malgrado il suo agitarsi e la continua (molesta) presenza su TV e Grande Stampa che ne hanno sempre
      amplificato ogni starnuto, rutto o peto, il nostro eroe non riesce a decollare, rimanendo ancorato a un 2%
      che lo condannerà alla insignificanza che ampiamente merita.
      Così i suoi sponsor, a cui manca tutto meno che la grana e la gaglioffaggine, lo stanno finanziando per
      farlo funzionare come apripista per l’eterno Draghi al quale non difetta certo né il carisma nè la grana nè
      la Buona Stampa di Lorsignori.

      Piace a 6 people

  1. Su Calenda già si stanno sprecando troppe parole. Un tempo anche se nessuno ci credeva, i politici recitavano la parte dei disinteressati il cui posto in politica era solo un involontario effetto collaterale; oggi siamo inflazionati da leder prêt-à-porter, che mettono su dal giorno alla notte dei partitini start up (o meglio start down) nella speranza di accaparrarsi quote di mercato.
    E’ la risposta della politica che ha fallito e del semprevivo bipolarismo, alla minaccia del rispetto della costituzione. Carnefici che volevano sacrificare due terzi della carta e che oggi vogliono difenderla dai barbari che tagliano il numero dei parlamentari senza però devastare la stessa. Cosa deve dire un sistema alle persone, perché comincino a non fidarsi dello stesso? Ha unificato i giornali e tradito alla luce del sole battaglie storiche, si getta nel revisionismo più contorto per rivalutare i peggiori, non fa che alimentare un florido mercato di partiti usati sicuri schiavi in mano, spacciare una mastodontica quantità di supercazzole come informazione, rovesciare la verità in un modo così scomposto che persino un bambino comprenderebbe la bizzarria della cosa. Non bastasse nelle tragedie come il crollo del ponte e nell’attuale emergenza, continua a sottostimare il problema ed inficiare tutti gli sforzi a prescindere dal governo, di tutti quelli che per rispetto degli altri e della salute pubblica, indossano la mascherina. Cosa deve fare ancora un sistema per produrre leader che la gente cominci a valutare, dalla storia, dai fatti,dalle dichiarazioni, prima di vederlo all’opera e non dopo quando è troppo tardi? Cosa devono fare i leader che insultano i disoccupati, i poveri, chi non ha avuto la fortuna di nascere al nord, gli elettori, gli attivisti, chi pensa, perché aldilà dell’idea politica qualcuno cominci a pensare che chi non rispetta le persone non merita di essere votato? Cosa possiamo fare noi per smetterla di farci del male? Non ho l’autorevolezza per rispondere in assoluto, ma da cittadino penso che cominciare a rispettarci tra noi e la via per non comprare i giocattoli diseducativi che il mercato politichese ci offre.

    Piace a 3 people

  2. Mi è successa la stessa cosa, in spiaggia, in Calabria, l’anno scorso con la Jeep Renegade. NON MIA, perchè la giudico un cesso ambulante.
    Tra tante minchiate quelli della Fiat non hanno pensato di installare un sistema antipattinamento, che funga da differenziale elettronico quando una ruota slitta, usando semplicemente l’ABS per frenarla e trasferire coppia su quella momentaneamente ferma.

    "Mi piace"

    • Complimenti da un metalmeccanico amatoriale, spiegazione perfetta! Solo che la Jeep Renegade ora è assemblata a Canton, Cina e condivide la meccanica con la Cherokee assemblata a Changsha (Hunan), Cina per cui fanno cag….tutte!!!

      Piace a 1 persona

      • E’ assemblata a MELFI, sula stessa linea della 500X, con cui condivide l’80% dei pezzi.
        Cioè tutta la meccanica, l’elettronica mentre si differenza per gli allestimenti interni e la carrozzeria esterna. Anche se il telaio è lo stesso.
        Quella di cui parli te la vendono in Cina e basta. Per ora.

        PS
        La Mercedes sta tentando di chiudere lo stabilimento francese dove producono la Smart.
        D’ora in poi arriveranno tutte dalla Cina.

        "Mi piace"

      • Ho chiesto alla mia amica in centro stile Fiat, in effetti a Melfi escono le Compass, Renegade e 500X, e tra poco le ibride.

        "Mi piace"

  3. La politica-mercato agisce con logiche di marketing, quindi pubblicità a tappeto, presenzialismo, e code finte davanti ai negozi.
    Poi una volta eletti useranno il loro potere per rientrare delle spese (renzi 178.000 euro? E dove li ha presi?) e fare profitto.

    Si chiama commercio, sono i politici imprenditori, e in una democrazia finta è la prassi.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.