L’anniversario del Papeete

(Tommaso Merlo) – È passato un anno dal tentativo maldestro di Salvini di prendersi i pieni poteri. Un anno per lui davvero tremendo. Ha perso oltre dieci punti percentuali e continua a calare. Un crollo davvero impressionante se si considera che Salvini ha trascorso quest’anno comodamente all’opposizione. Potendo cioè fare quello che gli riesce meglio. Lagnarsi e criticare il lavoro degli altri. Ormai la Meloni insidia la sua leadership sovranista e Zaia è più popolare di lui in casa leghista. Cresce la fronda padana che vorrebbe rimettersi la camicia verde lasciando quella nera ad altri. Salvini ha sempre rivendicato l’harakiri del Papeete, ma da allora dentro di lui qualcosa sembra essersi incrinato visto che non ne ha azzeccata più una neanche per sbaglio. Forse si credeva davvero infallibile ed aver commesso l’incommensurabile scempiaggine di regalare il potere politico ai suoi avversari deve aver frantumato le sue certezze interiori facendogli perdere lucidità. Con la maldestra mossa del Papeete, Salvini dimostrò di non aver capito una mazza di chi fosse Conte sia come persona che come potenziale politico al punto che era convinto di potersene sbarazzare in quattro e quattr’otto. Ma Salvini non aveva capito una mazza neanche del contesto politico e dell’esistenza di una maggioranza alternativa in parlamento. E se non bastasse Salvini non aveva capito una mazza nemmeno di cosa passava per la testa del popolo sovrano che il 4 marzo aveva votato per quel vento “populista” e che soprattutto grazie al Movimento si stava togliendo delle soddisfazioni. Errori gravissimi per un politicante navigato come lui. Dopo una vita spesa a far comizi di nicchia, Salvini era al centro della vita politica nazionale ed un punto di riferimento sovranista anche all’estero. Si giocava la partita della vita. Ed ha fallito clamorosamente. Dimostrandosi non all’altezza della situazione e delle sue ambizioni da premier. Ma ad un anno dal Papeete, Salvini avrebbe potuto perlomeno tenere. Ed invece sta precipitando in un vortice che ricorda ogni giorno di più quello che si è inghiottito la stella di Renzi. Una via crucis fatta di dolorose stazioni. Il disastroso all-in in Emilia-Romagna. Gli scandali che da Mosca si son trasferiti nei meandri brianzoli. La linea sciagurata sul virus con un Salvini incapace di comprendere la gravità non solo sanitaria ma anche politica della pandemia e scivolato in uno sciacallaggio autolesionista. Il tutto condito con abbondanti dosi di gaffe. Il Salvini occhialuto degli ultimi mesi è la brutta copia dell’intrepido leader sovranista del Papeete. Ma ad essere cambiato è anche il contesto. La pandemia ha disinnescato certi slogan sovranisti. E ad essere cambiati sono anche gli italiani che non hanno smesso d’innamorarsi del pifferaio magico di turno, la differenza è che oggi la cotta gli dura molto meno. A furia di fregature si son fatti più esigenti e dalle corna facili. A gonfiare la bolla salviniana erano milioni di leghisti last-minute che non sanno neanche dove sia Pontida e che tra il Papeete e tutto il resto han tirato le somme su chi sia Salvini come leader e come uomo scappando a gambe levate. Tutto qui. Salvini sta tentando disperatamente di reagire ma lo fa nel modo peggiore. Attaccando, tentando di ricreare artificialmente il clima del Papeete che tanta fortuna gli stava portando. Rispolverando l’invasione, puntando allo sfascio e scagliandosi contro l’odiato Conte che però vola mentre lui precipita. È passato un anno dal tentativo maldestro di Salvini di prendersi i pieni poteri. Un anno davvero tremendo. Non resta che attendere che la Meloni se lo pappi e che Zaia passi il Rubicone. Di questo passo la carriera di Salvini potrebbe concludersi inaspettatamente molto prima del previsto.

6 replies

  1. Chi è in astinenza di mazza qui ne trova a iosa.
    No dai, scherzo.
    Tommaso, a destra attendono il messia e sappiamo tutti come si chiama, Meloni e Zaia vanno bene a merenda.
    Lo aspetta anche Renzi.

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  2. Se il cp prevedesse il reato di idiozia il capitone sarebbe all’ergastolo da un pezzo.
    Art. 438 codice penale: Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo [448, 452]. Selfies, assembramenti, mani unte. Vi ricorda qualche sciagurato?
    L’art. 452 c.p. prevede poi che il delitto di epidemia possa essere integrato anche nella forma colposa. Un delitto è colposo o contro l’intenzione quando l’evento, anche se previsto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza, imprudenza, imperizia o per inosservanza di leggi.
    IGNORANTE E VERGOGNOSO.

    2 Agosto 238 Nuovi contagiati
    3 Agosto, perchè di lunedi e il fine settimana vengono processati meno tamponi, 159 Nuovi contagiati
    4 Agosto 190 nuovi contagiati
    5 Agosto 384 nuovi contagiati
    6 Agosto 401 Nuovi contagiati

    Ora, calcolando che il tempo d’incubazione varia dai 14 ai 21 giorni, si può tranquillamente affermare che le sue stronzate e quelle dei suoi simili, pappalardo, sgarbi, zangrillo, bocelli, cominciano a produrre i loro nefasti effetti sulla diffusione del virus.
    E che non venissero a tirarmi in ballo gli africani, perchè vengono TUTTI sottoposti a tampone e tenuti preventivamente in quarantena.
    Invece i suoi seguaci idioti indigeni fanno quel cazzo che gli pare.

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  3. Mi fa specie vedere e rivedere quelle foto con (l’allora) ministro dell ‘interno, in mutande , con le cuffie e il bicchiere in mano, e con le donne intorno seminude , come un “vitellone” qualsiasi …Ha fatto tanto di quel danno di immagine al Paese , che dovrebbe pagare i danni .

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    • A quel tempo il “formato” politico piaceva. Poi si brucio’ coi “poteri” e un sacco di fascio-leghisti se la presero per la mancata occasione, impestando i media digitali della loro delusione.

      Chissa’ Morisi come si mostrava al bar…

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  4. Non era meglio che il virus avesse “sterminato” tutta la longobardia..tra Calderoli, scimmie padane ex mdi e tele(visioni) scandalose.Del tipo la7..e non si capisce più una “mazza”.Meglio si capisce fin troppo bene.Solo delinquenza comune con troppo potere. è ora di segare qualche “ramo” dove sono appolaiati troppi allocchi. P.s Per ricordare cose note:

    Povera patria

    Schiacciata dagli abusi del potere

    Di gente infame, che non sa cos’è il pudore

    Si credono potenti e gli va bene quello che fanno

    E tutto gli appartiene

    Tra i governanti

    Quanti perfetti e inutili buffoni

    Questo paese devastato dal dolore

    Ma non vi danno un po’ di dispiacere

    Quei corpi in terra senza più calore?

    Non cambierà, non cambierà

    No cambierà, forse cambierà

    Ma come scusare

    Le iene negli stadi e quelle dei giornali?

    Nel fango affonda lo stivale dei maiali

    Me ne vergogno un poco e mi fa male

    Vedere un uomo come un animale

    Non cambierà, non cambierà

    Sì che cambierà, vedrai che cambierà

    Si può sperare

    Che il mondo torni a quote più normali

    Che possa contemplare il cielo e i fiori

    Che non si parli più di dittature

    Se avremo ancora un po’ da vivere

    La primavera intanto tarda ad arrivare

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