Dal palco della Fiom Conte e Fratoianni tuonano ancora il Jobs Act, mentre il loro “alleato” Renzi insiste per bussare alla porta del Campo Largo: il paradosso di un’alleanza che rifiuta le idee ma corteggia i voti

(di Michele Larosa – mowmag.com) – Renzi è quello non invitato alla festa di compleanno, perché troppo antipatico, che però si presenta lo stesso. Oppure quel conoscente un po’ strano che saluti solo per educazione ma che poi ti si incolla per tutta la serata. La festa in questione è ovviamente quella del cosiddetto Campo Largo. E se sarà festa o funerale è ancora tutto da stabilire, ma in ogni caso Matteo Renzi non vuole mancare, e si è autoinvitato.
Peccato che gran parte del programma di Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non solo è di opposizione a Giorgia Meloni, ma anche allo stesso governo Renzi. Sabato Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni sono intervenuti per la festa per i 125 anni della Fiom Emilia-Romagna, il Kraken ovviamente non è stato invitato. E fra le bandiere rosse sventolanti Fratoianni ha galvanizzato la folla annunciando: “A fregare i lavoratori non è stata solo la destra, ma anche il cosiddetto centrosinistra, per subalternità culturale alla destra. Mai più Jobs Act!”. Ma come? Il Jobs Act, una delle misure simbolo del governo Renzi? E quando Marco Damilano, moderatore, chiede conto del leader di Italia Viva dalla platea si levano i buu, e Giuseppe Conte risponde: “Hanno risposto loro. Chi sono io per aggiungere altro?”.
Ma insomma, caro Matteo, come te lo devono dire? Non bastava già da sola la foto al ristorante con Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni per capire che non sei invitato? A quanto pare no, Renzi ha sviato dicendo che quella è la “sinistra-sinistra”, che però per governare ha bisogno anche di riformisti, ergo di lui. Lo ha detto anche la più diplomatica, per non dire altro, Schlein, sempre dal palco della Fiom: “Con le forze che rappresentiamo stasera non siamo autosufficienti. Quello che definirà l’alleanza sarà quello che vogliamo fare insieme”. Ma come si concilia questo se “quello che vogliamo fare insieme” è tutto il contrario di quello che ha fatto e detto Renzi in passato? E non parliamo solo del Jobs Act, che la sinistra aveva già tentato di correggere nel 2025 con il “referendum sulla cittadinanza”. Parliamo della giustizia, con il referendum dello scorso marzo dove Renzi ha paraculamente dato “libertà di voto”, ma anche la tanto sbandierata patrimoniale, cavallo di battaglia della campagna elettorale anti-Meloni, su cui il leader di Italia Viva ha detto: “È uno slogan che funziona bene sui social ma non funziona nella realtà. Se l’Italia aumenta le tasse ai ricchi, i ricchi se ne vanno dall’Italia. E così abbiamo meno gettito per la sanità, per la scuola, per la sicurezza. Dunque è uno slogan che funziona a parole ma nella sostanza è un autogol”. Per non parlare del nucleare, su cui il buon Matteo si ritroverebbe a dialogare con Angelo Bonelli…
Poi c’è un altro paradosso, Renzi si sente e si muove come parte dell’alleanza mentre gli stessi alleati ancora discutono se includerlo o meno. In un’intervista a QN qualche settimana fa ha detto: “O si sta con la Meloni a destra o si sta con noi a sinistra: nel mezzo, piaccia o non piaccia, non c’è spazio”. Peccato che i suoi stessi alleati non lo includano nel “noi” per adesso, con Conte che ha detto ad Andrea Scanzi: “Renzi nel campo largo? Non è scontato. Non ragiono per simpatie, ma l’affidabilità è un problema” il riferimento è chiaro, l’avvocato non ha perdonato il tradimento che ha portato alla caduta del Conte II.
Ma se a Matteo Renzi si possono ascrivere tanti difetti, tra questi non c’è sicuramente la mancanza di astuzia. Dopo il pasticcio con Calenda, a meno di un impensabile bagno di umiltà per entrambi, al centro non c’è spazio per il Kraken, e la sinistra è l’unico posto per cercare di ritornare rilevante. Anche se questo vuol dire rinnegare gran parte dei proprio principi in nome di uno solo, battere la Meloni. Insomma, il nemico del mio nemico è mio amico. Ma in tutto questo non si può non notare un certo equilibrismo della sinistra che a giorni alterni tira Renzi più vicino o lo spinge lontano. E poi c’è un’altra domanda da farsi, quando e se la corrente contraria meloniana si sarà arrestata, converrà ancora remare insieme al Campo Largo verso programmi contrari ai suoi principi? Insomma, caro Matteo come te lo devono dire che non ti vogliono? O meglio, non vogliono te, ma le tue idee, i tuoi programmi e le tue battaglie. La soluzione ci sarebbe: dirglielo. Ma forse non conviene a nessuno.
E perché dovrebbero dirglielo? Classico esponente della categoria ( giornalistica) che giustamente nn capisce na sega.
"Mi piace"Piace a 1 persona
In compenso è conteso e spinto da molti elementi che non si fanno una ragione della sua esclusione…
Stasera a Otto e mezzo Gruber gli ha piazzato i compiacenti Giannini e Iosi… non bastava lei, tutta sorrisi…
Mica fanno i sorrisini ironici che fanno a Conte… e beh, altro spessore, Bin, ben altri danni ci ha regalato!
https://share.google/oxYLTsVZHaZa32UtB
"Mi piace"Piace a 5 people
🛑Tra riarmo europeo, cultura della performance e polemiche identitarie, destra e sinistra liberale condividono una stessa mentalità competitiva e bellicista. Intanto il disagio sociale viene trasformato in scontro culturale e la guerra diventa normalità.
https://www.kulturjam.it/costume-e-societa/il-partito-unico-della-guerra-da-vannacci-alla-rai-tutti-addestrati-allo-stesso-fronte/
🛑 Il risultato è una società senza tensione, critica su tutto e incapace di credere in qualcosa.
https://www.kulturjam.it/costume-e-societa/qualcuno-era-comunista-abbiamo-smesso-di-credere-e-non-e-progresso/
"Mi piace""Mi piace"
Tanta brava gente di sinistra si chiede che ci faccia Renzi nella coalizione progressista. Ma sbaglia la domanda: quella giusta è che ci faccia il Pd.
"Mi piace""Mi piace"
Conteso e spinto da molti elementi che non si fanno una ragione della sua esclusione… Come fu per Draghi e la sua agenda
"Mi piace"Piace a 3 people
Questo articolo parte da premesse sbagliate. Basta sentire le dichiarazioni dei protagonisti per capire come stanno le cose: La Schlein ha detto esplicitamente che vuole Renzi. La posizione di Avs è tiepida. Mentre Conte, come al suo solito (e con il suo solito cuor di leone) non parla direttamente ma per allusioni. Quando la platea della Fiom ha urlato il ‘No’ a Renzi, lui ha detto: “Non devo aggiungere altro”. Insomma, le posizioni mi sembrano abbastanza chiare. Bisogna vedere chi avrà la meglio. E per lo strapotere che ha il Pd nella coalizione è alta la probabilità che ad avere la meglio sarà la Schlein. Sarà interessante, a quel punto, vedere come la prenderà l’elettorato pentastellato
"Mi piace""Mi piace"
L’elettorato pentastellato la prenderà male e questo Conte lo sa. Con l’eventuale presenza di Renzi nella coalizione l’unico partito a rimetterci sarà il M5 Stelle e questo Conte lo sa. Spero che gli iscritti gli diano la sveglia.
"Mi piace"Piace a 1 persona