Invito a scomparire

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Da cinque mesi Attilio Fontana e Giulio Gallera, i due caratteristi che sgovernano la Lombardia, sgomitano in un appassionante testa a testa (testa si fa per dire) per aggiudicarsi il primo avviso di garanzia. E noi, lo confessiamo, puntavamo tutto su Gallera, anche perché la sfangherebbe agevolmente con l’incapacità di intendere e volere. Invece, sul filo di lana, l’ha spuntata il governatore umarell, insospettabile per quell’aria emaciata da vecchietto sul punto di esalare l’ultimo respiro. Poi Report, anticipato dal Fatto, scoprì il contratto di fornitura da 513 mila euro per 75 mila camici e 7 mila set sanitari assegnato il 16 aprile dall’agenzia regionale Aria Spa, senza gara, alla Dama Spa del cognato e della moglie del presidente leghista: Andrea e Roberta Dini. Fatture previste per il 30 aprile, pagamento in 60 giorni. Il 19 maggio l’inviato di Report Giorgio Mottola iniziò a far domande in Regione. E intervistò il cognatissimo Dini. Che, al citofono, provò a negare: “Non è un appalto, è una donazione, chieda pure ad Aria”. Mottola richiamò spiegando di avere le carte della fornitura. Allora Dini cambiò versione, ammettendo quanto non poteva più negare, ma precisando che tutto era avvenuto a sua insaputa: “Non ero in azienda durante il Covid… chi se n’è occupato ha mal interpretato. Ma poi me ne sono accorto e ho subito rettificato tutto perché avevo detto ai miei che era una donazione”. “Subito” mica tanto: l’affidamento è del 16 aprile e la “rettifica” arriva solo il 22 maggio, quando già l’inviato Rai è sulle tracce dello scandalo e Dama inizia a stornare le fatture, cioè a rinunciare ai soldi pubblici.

Interpellato sullo scoop di Report, anche Fontana sposò la linea Scajola: “Non sapevo nulla della procedura e non sono mai intervenuto in alcun modo”. Diffidò la Rai dal trasmettere servizi non autorizzati da lui. E annunciò querela al Fatto. Ma chiunque avesse occhi per vedere capì subito che quella commessa da mezzo milione a cognato e moglie del presidente lumbard era andata bene a tutti finché Report non l’ha scoperta. Poi fu tramutata in tutta fretta in una donazione e le fatture in un errore da “rettificare” ex post, con una corsa precipitosa a coprire tutto con una toppa peggiore del buco. Come se un tizio accusato di rubare tentasse di dimostrare che non è vero restituendo il maltolto al legittimo proprietario.

Intanto accadevano altre cose che nessuno poteva sospettare: la Procura di Milano riceveva una segnalazione di operazione sospetta dall’ufficio antiriciclaggio di Bankitalia, allertato dall’Unione fiduciaria di Milano, che aveva bloccato un bonifico urgente ordinato da Fontana il 19 maggio.

Si trattava di un versamento di 250 mila euro al cognato dal conto che Fontana ha in Svizzera con 4,4 milioni di “mandato fiduciario”, frutto di un’eredità di 5,3 che dal 2005 nascondeva al fisco su due trust alle Bahamas e poi sbiancò nel 2015 (da presidente del Consiglio regionale) grazie alla voluntary disclosure del governo Renzi. Un chiaro tentativo di rimborsare Dini per il mancato affare con la Regione: infatti l’indomani il cognato scrisse ad Aria che avrebbe non più venduto, ma regalato i 49 mila camici e 7 mila set già consegnati. Ma, appunto, il bonifico fu bloccato per la causale generica e sospetta. Così Dini, rimasto a bocca asciutta, interruppe lì la donazione “spintanea” alla Regione (che non riusciva a proteggere i sanitari dal Covid) e tentò di rivendere i restanti 25 mila camici a una casa di cura per 9 euro l’uno anziché 6. Poi, appena la GdF acquisì gli atti dalla fiduciaria, Fontana annullò il bonifico. Perciò non solo Dini e l’ex ad di Aria, ma anche Fontana sono indagati per frode in pubbliche forniture. Ma non è per questo, cioè per un reato ancora tutto da accertare, che Fontana deve dimettersi subito. Bensì per i fatti acclarati che lui ha maldestramente tentato di nascondere.
1) Un pubblico amministratore non può nascondere ai cittadini milioni di euro alle Bahamas e in Svizzera.
2) Chi accede alla voluntary disclosure riporta fondi neri all’ufficialità in cambio di cifre irrisorie e dell’anonimato e ammette di averli detenuti illegalmente all’estero e al riparo dalle tasse: dunque non può ricoprire cariche pubbliche.
3) Fontana non pretese dal cognato i restanti 25 mila camici previsti dal contratto, che invece Dini voleva vendere a una Rsa, privando così medici e infermieri di protezioni fondamentali per l’emergenza.
4) Fontana ha mentito al Consiglio regionale e all’opinione pubblica, giurando di non aver “saputo nulla della procedura” e di non esservi “mai intervenuto in alcun modo”: invece sapeva tutto dall’inizio (lo informò subito il suo assessore Raffaele Cattaneo) e intervenne fino alla fine: prima favorendo la ditta di famiglia e poi, una volta smascherato, tentando di coprire le tracce del suo mega-conflitto d’interessi.
5) Nel vano tentativo di difendere il suo indifendibile sgovernatore, Salvini attacca la Procura col refrain berlusconian-renziano della “giustizia a orologeria” (senza spiegare quali sarebbero gli eventi elettorali influenzati dall’indagine, visto che siamo a fine luglio).
Ps. Annunciando querela, Fontana ci accusò di pubblicare “fatti volutamente artefatti per raccontare una realtà che semplicemente non esiste”. Attendiamo a piè fermo le sue scuse.

30 replies

  1. Di Sciaboletta è fornitissimo il “Bel Paese ”
    come di ladri, corrotti, evasori, voltagabbana, grazie all’esempio dal Drive Inn in poi, il Cainano docet.

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  2. Avevo, a suo tempo, mea culpa, applicato sul posteriore della mia auto il piccolo ma aggressivo pescecane di Paul&Shark, che dopo l’inchiesta di Report ho immediatamente tolto. La T-shirt ormai demodé lo messa in naftalina.

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  3. È triste, da troppo tempo non leggo più i post pro salvini, gatto, paolabl, dove siete? Le persone serie vincono e perdono a testa alta, voi invece spariti, senza motivazioni!!!! Recentemente ho letto: ride bene chi ride ultimo, senza un bricciolo di vergogna. Siamo italiani : da una parte conte e i 5s che fanno la parte dei leoni:ponte Morandi-Benetton, recovery found 209 miliardi di euro, mosse da fenomeni, dall’altra abbiamo i carabinieri dal piccolo agente di caserma a tutti i graduati suoi superiori a Piacenza e fontana a milano, roba da scappare di casa e non aprire la bocca per 100 anni.. Mettetici il centro dx che rifiuta gli stati generali, non si presenta e non propone niente, poi dopo il megasuccesso di conte in Ue, alzano la voce perché il governo li deve ascoltare…. Poi leggi vari siti, ti aspetti i 5s all’80% ed invece boom di meloni il centrodx al 50% e ti riviene da pensare: ma viviamo nello stesso Paese?? Dott. Travaglio invece delle scuse mi sa che è tutta colpa della Raggi

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    • Mi sono fatto la stessa domanda: cosa avrebbe fatto di tanto eclatante la Meloni per avere così tanti consensi? Possibile che ci siano italiani così fessi? Alla fine per Conte e i 5S non basteranno neanche i miracoli, prima o poi verrano comunque crocifissi.

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      • L unico merito della Meloni è essere”emergente” a fronte della lega “calante”.Sono entrambi in politica dai loro 15 anni, e riescono sorprendentemente a farsi passare per nuovi , solo che la gente vota chi può ambire di andare al governo, dunque distribuire denaro pubblico in qualsiasi forma .I valori dei partiti o non esistono o non sono minimamente influenti .

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      • La Meloni è semplicemente il soggetto più “spendibile”, o meno sputtanato, tra i tanti leader politici favorevoli alla Restaurazione, ovvero al ritorno della vecchia alternanza dx-sx (tanto è per finta), che tanto mangime ha fatto sparire dalla greppia pubblica di cui questi animali spazzini necessitano per la propria sopravvivenza. Pertanto non c’è da stupirsi che (almeno per il momento) venga incensata, o almeno non attaccata, da chi tifa per gli stessi obiettivi.

        Del resto, come dimostrato da illustri precedenti quali Berlusconi, Renzi, Salvini, Bossi, Fini (nella doppia veste di esaltato e di caduto dall’Olimpo), è sufficiente avere i mass-media ciecamente dalla propria propria parte per far credere all’opinione pubblica tutto ciò che si vuole. Cazzari professionisti che passano per grandi statisti, nani, ballerine, e tutto il campionario che chiunque abbia minimamente seguito la vita pubblica negli ultimi decenni ha imparato a conoscere, e che tanta gente ha allontanato dalla Politica, quella con la P maiuscola, ovvero il confronto sulle idee, giuste o sbagliate, che si praticava prima che i partiti si trasformassero in meri comitati d’affari.

        Se un domani così non dovesse più essere, per demolire un soggetto politico della pochezza di idee che da sempre caratterizza l’On. Giorgia Meloni, non c’è mica bisogno di inventarsi campagne di fango o di cercare chissà quali scheletri nell’armadio. Sarebbe sufficiente raccontare per filo e per segno le sue numerose figuracce e giravolte sul Mes, giusto per fare uno dei tanti esempi. Una settimana di verità sputtananti sulle prime pagine, e se ne tornerebbe politicamente a quei margini che sono il suo ambiente naturale. E lei è la prima a saperlo.

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      • Ciao Fabietto! Se sono sparito non è senza motivazioni: da quando ho segnalato alla Redazione il furbetto che scriveva col mio nick, non ho potuto più accedere al sito; solo stamattina ce l’ho fatta! PS: io, a differenza di paolabl, non ho mai scritto commenti pro Salvini, sia chiaro…

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    • Ciao Fabietto! Se sono sparito non è senza motivazioni: da quando ho segnalato alla Redazione il furbetto che scriveva col mio nick, non ho potuto più accedere al sito; solo stamattina ce l’ho fatta! PS: io, a differenza di paolabl, non ho mai scritto commenti pro Salvini, sia chiaro…

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  4. Vorrei scrivere che ho smesso di capire questo paese tanto tempo fa, ma la verità è che c’è stata una stagione in cui non lo conoscevo, una in cui lo capivo poco, una in cui non lo capivo affato e l’ultima in cui lo capisco anche troppo. Frustrante è la sensazione che deriva non dalla lettura di questo articolo, che per l’ovvietà dei fatti potrebbe essere esposta da tanti giornalisti anche meno precisi di Travaglio, (il che accade poco); disarmante è la reazione della politica, che per l’ennesima volta si rifugia nella leggenda della giustizia ad orologeria e dal momento che anche un orologio rotto segna l’ora giusta almeno due volte al dì, suppongo che per i leghisti l’orologio perfetto sia privo di lancette. Il caso in particolare assume una valenza ancora più meschina, se consideriamo che questo mancato affare lo si è fatto nella regione più colpita da un male dei più subdoli e la cui entità non era prevedibile. Il cognato di Fontana che cercava di rivendersi anche gli ultimi camici, dimostra ulteriormente senza altre interpretazioni, che la donazione è sempre stata una bufala e solo un ciarlatano di proporzioni epiche come Salvini può ancora aggrapparsi a questa versione. Del resto ci si può aspettare tutto e non dovremmo più sorprenderci (sebbene mi sorprenda a volte del sorprendermi), da uno che crede che il Governo faccia infettare deliberatamente la gente per poter prorogare lo stato d’emergenza. La Lega nella regione più colpita, gestita dalla Lega, che non intende addebitarsi alcuna responsabilità, non dico totale, ma neanche parziale della malagestione, ha cercato di fare affari mentre le persone stanno morendo.Rammmarico del fatto che anche ora, M5S non colga adeguatamente l’occasione per puntare il faro sulla questione, non per propagandare e neanche cavalcare, dal momento che non sono invenzioni ma tragica realtà.

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    • @Paolo_a
      Il M5S non può puntare alcun faro su queso ennesimo esempio di malapolitica semplicemente perché
      quasi tutti i fari sono stati sequestrati dalla malapolitica che li usa solo contro di lui.
      Travaglio e pochissimi altri fanno quello che possono, ma è come accendere una candela in un enorme
      salone buio.

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      • @pieroiula
        Ti è capitato, come è successo a me, di assistere ad una scena tra Liguri ponentini e vacanzieri Lumbard che si incxxno per essere trattati da “untori” e sostengono che è tutto un complotto contro la Lombardia? Si sono scordati della litania ” Roma ladrona, Napoli merda, forza Etna” e cercano solidarietà perché ” portano soldi” e sono gli unici che lavorano e mantengono tutta l’Italia.
        Figurati coi Liguri ! Un ( tragico) carnavaletto.

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      • Eppure questo non li ha mai fatti desistere dal girare il dito nella piaga dell’ipocrisia partitica. Rettifico molto parzialmente perché tra Di Battista e Toninelli, hanno detto il loro, ma nulla può sostituire l’impatto del muoversi all’unisono.
        Per cui Piero, io credo che M5S possa, debba, anzi non possa risparmiarsi dal tenere vivo l’interesse sulle mille contraddizioni di questa gentaglia che non fa altro che copiare movenze e modi del M5S (dopo averli insultati per anni) nella maniera più distorta e raffazzonata possibile. Così è tutto uno spuntare di “movimenti” che sono partiti fino al midollo, che hanno la politica di 35 anni fa nella testa e le idee sotto le scarpe, ma che si fanno i selfie di gruppo per dire che ora sono loro l’anima della piazza, quando dentro hanno quella dei piazzisti. In fondo è questo il motivo per cui il lavoro di Travaglio , è lavoro di pochi.

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  5. Mi chiedo cos’altro possa fare la lega per non farsi votare e sparire nell’iperuranio Da Bossi, Miglio. Borghezio, Maroni, Cota sino a Salvini e Fontana, un branco di pagliacci a cui mettere una museruola per non sentirli parlare e ancor più impedirgli di mangiare. Ma cosa c’è da aspettarsi da un popolo drogato dai media come il nostro, dove c’è gente che crede ancora in B. pregiudicato innocente e perseguitato dalla giustizia e che parte della politica vuole riverginarlo ( magari pur sapendo che dietro la sua discesa in campo ci sono le stragi di Mafia e assassinio di Falcone e Borsellino c’è il suo zampone) come padre della patria?

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  6. Cosa sarà mai… Il parco votante della Lega ha stomaco suino e coscienza da moscerino. Qualsiasi nefandezza è deglutibile, basta ce sia commessa in casa e da individui con pelle chiara…

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  7. https://www.tpi.it/opinioni/fontana-scudo-fiscale-5-milioni-caso-camici-20200726641103/

    RISPONDI FONTANA. RISPONDI.
    Oppure dimettiti, anche se il capitone non volesse. Per quanto tempo ancora potrai reggere la crescente ostilità dell’opinione pubblica, già scottata dalla CRIMINALE gestione dell’emergenza Covid19?
    Vogliamo il bersaglio grosso, IL CAPITONE CRIMINALE E PREGIUDICATO.
    Sarete spazzati via dalla storia con ignominia.

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  8. Non metto mi piace a tutti sarebbe troppo lungo, ma siamo, almeno fino qui, tutti della stessa opinione.

    Lo statuto della destra italiana qualsiasi sia e qualsiasi origine abbia, immancabilmente finisce per essere
    “interesse privato in pubblica utilità”.
    Almeno da quando ho cominciato ad avere il mio primo pensiero intellegibile, molto tempo fa.

    Per cui, per quante nefandezze possa combinare la sinistra, (ne fa tante). almeno in alcuni casi si dimettono o sono costretti a dimettersi.
    Questi, attorniati da altri lestofanti, non mollano.

    Riguardo ai sondaggi, come sono fatti e chi li fa? a me sembrano più che altro il responso della “ZINGARA” dice quello che vuoi sentirti dire.

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    • La destra italiana, IL VOMITO.
      Quell’esaltato criminale di Peppe Montella, il carabiniere a capo di una caserma di spacciatori narcotrafficanti da chi si fa difendere?
      Da un avvocato candidato di Forza Nuova. A cui metteva like sulla pagina facebook.
      Oggi esiste una legge che non permette la stessa libertà del passato nel prendere in giro l’Arma attraverso le barzellette.
      Peccato che nel frattempo i loro componenti stiano degenerando verso il crimine.
      Cucchi, Serena Mollicone, l’omicidio di Cerciello da parte dei turisti americani, i generali renziani Del Sette e Saltalamacchia che bruciano le indagini sul mega appalto Consip, i militari che truccavano gli appalti sulle forniture, cinesi e non italiane, e poi infiniti casi di rappresentanti che passavano notizie a boss della criminalità organizzata.
      Appunto, IL VOMITO. Situazione disastrosa e lascito CRIMINALE del berlusconismo.

      https://www.tpi.it/cronaca/carabinieri-piacenza-montella-avvocato-emanuele-solari-forza-nuova-candidato-20200726641078/

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    • È vero, molti anni fa il prototipo di forza dell’ordine corrotta e screditata era la Guardia di Finanza, che ora invece funziona a dovere nella lotta contro il malaffare. I Carabinieri, all’opposto. Anche se molti di loro non meriterebbero di essere associati alle troppe mele marce apparse

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  9. Se non sono lestofanti non li vogliono: questa risale al 2011 (cambiato qualcosa?) eppure sono votati proprio per questo.

    Ecco l’elenco parziale

    ABRIGNANI Ignazio (PDL) – indagato per dissipazione post-fallimentare
    ANDREOTTI Giulio (Sen. a vita) – condannato per associazione a delinquere (l’associazione mafiosa è stata inserita nel codice solo dopo l’epoca dei fatti contestati), prescritto
    BERLUSCONI Silvio (PDL) – 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.
    BERRUTI Massimo Maria (PDL) – condannato per favoreggiamento
    BOSSI Umberto (Lega Nord) – condanne per finanziamento illecito, istigazione a delinquere, vilipendio della bandiera
    BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) – condannato in appello per propaganda razziale
    BRANCHER Aldo (PDL) – condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione
    BRIGANDI’ Matteo (Lega Nord) – condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte
    BRIGUGLIO Carmelo (PDL) – vari processi a carico (truffa, falso, abuso d’ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto
    CALDEROLI Roberto (Lega Nord) – indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto, indagato per associazione antinazionale reato poi dichiarato incostituzionale
    CAMBER Giulio (PDL) – condannato in via definitiva per millantato credito
    CANTONI Giampiero (PDL) – patteggia per corruzione e bancarotta fraudolenta
    CAPARINI Davide (Lega Nord) – resistenza a pubblico ufficiale prescritto
    CASTAGNETTI Pierluigi (PD) – rinviato a giudizio per corruzione, prescritto
    CASTELLI Roberto (Lega Nord) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità
    CATONE Giampiero (PDL) – rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e estorsione
    CESA Lorenzo (UDC) – condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere
    CIARRAPICO Giuseppe (PDL) – condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela “lavoro fanciulli e adolescenti”, condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac “valadier”, condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi
    CICCHITTO Fabrizio (PDL) – Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
    COMINCIOLI Romano (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture e bilanci truccati, reati poi depenalizzati
    CRISAFULLI Vladimiro (PD) – Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004
    CUFFARO Salvatore (UDC) – condannato per favoreggiamento
    CUSUMANO Stefano (Udeur) – Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.
    D’ALEMA Massimo (PD) – finanziamento illecito accertato, prescritto
    DE ANGELIS Marcello (PDL) – condannato per banda armata e associazione eversiva
    DE GREGORIO Sergio (PDL) – indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra, corruzione, concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio
    DELFINO Teresio (UDC) – Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’inchiesta sui fondi dell’Enoteca d’Italia.
    DELL’UTRI Marcello (PDL) – condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
    DEL PENNINO Antonio (PDL) – Nel luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese
    DEL BONO Flavio (PD) – indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata
    DE LUCA Francesco (PDL) – indagato per tentata corruzione in atti giudiziari
    DE Luca Vincenzo (PD) – Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell’aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all’ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.
    DRAGO Giuseppe (UDC) – condannato in appello per peculato e abuso d’ufficio
    FARINA Renato (PDL) – patteggia condanna per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar
    FASANO Vincenzo (PDL) – condannato per concussione, indultato
    FIRRARELLO Giuseppe (PDL) – condannato in primo grado per turbativa d’asta, richiesto rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa
    FITTO Raffaele (PDL) – rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito
    FRIGERIO Gianstefano (PDL) – Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione
    GALATI Giuseppe (PDL) – indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta
    GIUDICE Gaspare (PDL) – condannato in primo grado per bancarotta, prescritto
    GRILLO Luigi (PDL) – rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa
    LA LOGGIA Enrico (PDL) – Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.
    IAPICCA Maurizio (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto
    LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) – condannato per finanziamento illecito
    LAGANA’ FORTUGNO Maria Grazia (PD) – indagata per truffa ai danni dello Stato
    LANDOLFI Mario (PDL) – indagato per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre”
    LEHNER Giancarlo (PDL) – condannato per diffamazione
    LETTA Gianni ( PDL) – Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.
    LOLLI Giovanni (PD) – rinviato a giudizio per favoreggiamento
    LUSETTI Renzo (PD) – condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate
    MALVANO Franco (Forza Italia) – Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.
    MANNINO Calogero (UDC) – condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d’appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata
    MARGIOTTA Salvatore (PD) – indagato per falso ideologico e abuso d’ufficio
    MARONI Roberto (Lega Nord) – condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, imputato per creazione di struttura paramilitare fuorilegge
    MARTINAT Ugo (PDL) – indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio
    MATTEOLI Altero (PDL) – imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera
    MESSINA Alfredo (PDL) – indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta
    NANIA Domenico (PDL) – condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto
    NARO Giuseppe (UDC) – condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta
    NESSA Pasquale (PDL) – rinviato a giudizio per concussione
    ORLANDO Leoluca (IDV) – condannato per diffamazione
    PARAVIA Antonio (PDL) – arrestato per tangenti, prescritto
    PAPA Alfonso (PDL) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, immunità
    PAPANIA Antonio (PD) – patteggia accusa per abuso d’ufficio
    PECORELLA Gaetano (PDL) – imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza fontana e piazza la loggia
    PILI Mauro (PDL) – Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.
    PITTELLI Giancarlo (PDL) – indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare”
    PREVITI Cesare (PDL) – Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l’incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest. E’ stato condannato, in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir.
    RIGONI Andrea (PD) – condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta
    ROMANI Paolo (PDL) – Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

    ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai “Responsabili” e attuale ministro dell’Agricoltura del Governo Berlusconi – marzo 2011) – nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l’indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella.
    RUSSO Paolo (PDL) – indagato per violazione della legge elettorale
    SCAJOLA Claudio (PDL) – arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato prosciolto poi in seguito.
    SCAPAGNINI Umberto (PDL) – condannato in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d’ufficio aggravato
    SCELLI Maurizio (PDL) – accusato di aver dirottato 17 milioni di euro destinati alla missione “antica babilonia”
    SCIASCIA Salvatore (PDL) – condannato per corruzione
    SIMEONI Giorgio (PDL) – indagato per associazione per delinquere e corruzione
    SPECIALE Roberto (PDL) – indagato per utilizzo privato di mezzi della GdF
    STERPA Egidio (PDL) – Deputato di Forza Italia. Dirigente del vecchio Partito liberale, Ë stato condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.
    STORACE Francesco (PDL) – Ex presidente della Regione Lazio e poi ministro della Salute, ha dovuto dimettersi perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni e dello spionaggio illecito ai danni di Piero Marrazzo, Alessandra Mussolini e Giovanna Melandri, suoi avversari alle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, è indagato anche per associazione a delinquere.
    TOMASSINI Antonio (PDL) – condannato per falso
    TORTOLI Roberto (PDL) – indagato per concorso in estorsione
    VALENTINO Giuseppe (PDL) – indagato per favoreggiamento
    VISCO Vincenzo (PD) – Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.
    VITO Alfredo (PDL) – Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli
    VALENTINO, Giuseppe (PDL) – Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalitý organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.
    VIZZINI Carlo (PDL) – condannato in primo grado per finanziamento illecito, prescritto
    ZINZI Domenico (UDC) – condannato in primo grado per omicidio colposo. In seguito la prima sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste

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  10. Il confronto di metodo di certa stampa nel trattare un argomento come quello dei conti occultati all’estero da un esponente di un partito che ha fatto sparire 49 mln di €, con quella che fu una vera campagna mediatica/ politica denigratoria e diffamatoria verso due sindache per bene (Appendino e Raggi), esponenti di un movimento che era nato per cacciare i pregiudicati dal parlamento, la dice lunga sugli interessi occulti che questi politici e questi giornali, schierati a difesa di un sistema mafioso ed evasore, difendono a prescindere, anche se, come nel caso del governatore Fontana, ha nascosto ai suoi elettori e e ai lumbard, l’esistenza di fondi personali nei paradisi fiscali, di cui si spera, dovrà da oggi dare giustificazione alla Finanza e ai magistrati. Politicamente è arrivato al capolinea, insieme al suo capitano ruspante, razzista verso “il negher” che arriva in gommone, mentre è difensore “del nero” sistemato in un caveau di lussuose banche svizzere…

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