Ora Conte può dire no al Pd sul fondo salva-Stati


(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Quello che non ti uccide ti fortifica, sosteneva un tedesco. E di certo oggi l’italianissimo Giuseppe Conte è molto più forte, dopo la maratona al tavolo europeo da cui poteva uscire devastato e invece no, è andata molto diversamente. Al punto che il presidente del Consiglio è pronto a dire apertamente no al Pd che torna a invocare compatto il Mes, con il puntuale sostegno di Confindustria (“Ora serve più che mai, hanno tagliato fondi per la ricerca”). Ma i 5Stelle fanno di nuovo muro, e Conte ha voglia di accontentarli: perché non ha mai creduto nel fondo salva Stati, e perché ha strappato alla Ue 36 miliardi di prestiti in più, cioè l’ammontare del Mes, come ricorda la viceministra all’Economia Laura Castelli: “Quei 36 miliardi sono più che una coincidenza”. D’altronde, dicono fonti di governo vicine al premier, “riceveremo già 120 miliardi di prestiti, non possiamo indebitarci all’infinito”.

Nell’attesa, oggi Conte potrebbe sfruttare il vento che tira dalla sua parte, convocando un Consiglio dei ministri per preparare la richiesta al Parlamento di un nuovo scostamento di bilancio da 20 miliardi, fondamentali in attesa dei miliardi del Recovery Fund. Può accelerare l’avvocato, che oggi riferirà in Parlamento sul Consiglio Ue: ieri quasi blindato da Sergio Mattarella, che lo ha ricevuto al Quirinale e poi ha fatto trapelare “apprezzamento e soddisfazione per l’esito del Consiglio europeo”. Invece da Palazzo Chigi diffondono tabelle da cui emerge come l’Italia sarà il Paese che riceverà di gran lunga più fondi dalla Ue, e fanno notare il post dell’estremista di destra olandese Geert Wilders, durissimo con il premier Mark Rutte: “Conte è molto soddisfatto, grazie alle ginocchia deboli di Rutte riceverà 82 milioni dei nostri soldi mentre gli italiani non pagano le tasse”. Ma al di là delle sciocchezze di Wilders e dei sorrisi restano i nodi. E il primo rimane il Pd che da 48 ore chiede a una sola voce il fondo salva stati, per il fastidio dei 5Stelle. Consapevoli che ora bisognerà discutere seriamente della grana, alimentata dalla voglia dei governatori uscenti dem di promettere risorse per la sanità in vista delle Regionali. Nel frattempo però bisognerà ragionare anche, e in fretta, di come utilizzare i miliardi del Recovery Fund. Il ministro agli Affari europei, il dem Enzo Amendola, lo dice a Sky Tg24: “La partecipazione dell’opposizione alla programmazione di come investire i fondi sarà importantissima”.

Ma i giallorosa devono innanzitutto organizzarsi tra loro, perché il tempo è poco (i progetti per investire i soldi del Recovery vanno presentati alla Ue a metà ottobre). “Serve una cabina di regia” insistono i 5Stelle, che qualche sera fa hanno tenuto a Palazzo Chigi una riunione sul tema. Mentre Conte promette “una task force” che gestirà i progetti per gli investimenti. “Il presidente – dicono da Chigi – si è impegnato con i leader europei garantendo che l’Italia non sprecherà queste risorse, ci ha messo la faccia”. Sempre lui, l’avvocato, fortissimo anche nel M5S. “Conte capo politico? Perché no, lo stimo molto” dice l’europarlamentare Laura Ferrara ad Agorà. E non è affatto l’unica a pensarla così, dentro i 5Stelle.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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1 reply

  1. Ma alla fine Conte cederà sul Mes: il PD è troppo influente, e può contare sui giannizzeri di IV, sui responsabili di FI, sugli euromanichei di +Europa, su qualche senatore a vita come il sempiterno Monti (che quando può mettere se stesso o l’Italia a 90 davanti all’UE è sempre pronto) e su frattaglie varie.
    Dall’altra parte il Movimento ha paura delle urne ed è diviso al suo interno: di fronte alla prospettiva di far cadere il governo, parte dei 5S voterebbe “sì” a qualunque cosa “per senso di responsabilità”. E allora ecco fatto il MES.

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