Coronavirus, De Luca: “Milano non si ferma, poi fermi a contare i morti”

Affondo del presidente della Regione Campania: “Quando noi chiudevamo altrove si facevano iniziative pubbliche”

“Quando noi chiudevamo altrove si facevano iniziative pubbliche: Milano non si ferma, Bergamo non si ferma, Brescia non si ferma. Poi si sono fermati a contare migliaia di morti. Migliaia non centinaia”. Così il governatore campano Vincenzo De Luca durante una visita all’ospedale di Sapri (Salerno).

“A Milano – ha sottolineato il presidente della Regione – discutono ancora se la zona rossa doveva farla il governo o la Regione Lombardia. Noi, intanto, abbiamo chiuso e salvato la vita di centinaia di persone”. “Qui in Campania – ha detto – abbiamo ospedali di assoluta eccellenza. Non c’è bisogno di andare a Milano, Bologna, Verona o Pavia”.

“In Italia – ha proseguito – si aspettavano che qui ci fosse una ecatombe, sono rimasti delusi. Provate a immaginare cosa sarebbe accaduto se Codogno fosse stata in Campania e non in Lombardia. Non avremmo potuto aprire bocca per altri duecento anni in Italia. Non è andata così e oggi camminiamo a testa alta. La Campania è stata la regione che ha retto meglio di tutte. Una sola provincia lombarda, Bergamo, ha contato duemila morti tra gli anziani nelle residenze sanitarie assistite. In tutte le Rsa della Campania, 14 decessi”, ha concluso De Luca.

6 replies

  1. Qualcuno ha dimenticato il mantra leghista ” Rona ladrona, Napoli merda, forza Etna”? Il mito dell’efficenza lombarda è calato nelle tombe dei poveri morti e lì giace.

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  2. Sperando che arrivino più fondi alla sanità italiana, amministrati DAL CENTRO e non in mano ai soliti ladroni, primi fra tutti I CRIMINALI ASSASSINI LEGHISTI LOMBARDI.
    Spero che si possa mettere un freno al turismo sanitario costituendo eccellenze anche nel sud Italia.
    Si metterebbe termine al depredamento di risorse che vengono trasferite alla sanità PRIVATA lombarda dalle altre regioni, che così si ritrovano a corto di investimenti per migliorarsi, in un circolo vizioso accentuato dalla scellerata riforma del titolo V della Costituzione che passò le competenze in tema di salute alle regioni.
    Per carità, esistono in Lombardia eccellenze dedicate ala cura di specifiche patologie, come ne esistono a Bologna, Roma, Milano, Genova, Palermo, ma questo è stato un limite anche per i cittadini lombardi, depredati dal’assistenza territoriale dai ladrocinii a cui abbiamo assistito sotto le guide criminali di Sgovernatori come Formigoni, Maroni e Fontana.

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