Una vittoria storica

(Tommaso Merlo) – Le autostrade tornano pubbliche. I Benetton tornano a cucire golfini colorati. Una vittoria storica. È salvo l’onore dello Stato che per una volta non piega la testa davanti ai potentati. È salvo l’onore delle 43 vittime. È salva la speranza che le cose possano cambiare in questo paese. Opposizioni e giornalacci possono buttarla in caciara fin che vogliono. I fatti parlano chiaro. Il Movimento 5 Stelle raggiunge un traguardo ormai insperato. In pochi credevano nel cedimento dei Benetton dopo un anno d’ipocrita melina di Salvini e dopo un altro speso tra complicazioni gastrointestinali della fu sinistra. Ed invece Conte ha tirato fuori un altro coniglio dal cilindro. L’ennesimo anche se il merito va a tutto il Movimento che non ha mai mollato. Spronando il suo premier e portando tutta la coalizione sulla sua linea. Una linea considerata dura ma solo perché siamo in Italia. Il paese delle stragi impunite e di una politica storicamente stracciona. Sempre col cappello in mano e pronta a soddisfare le esigenze più perverse di Lorsignori. Compreso l’esigenza di farla franca e quella di riciclarsi all’infinito. Ma per una volta non è andata così. Per una volta l’interesse pubblico ha prevalso su quello privato. Per una volta la politica si è assunta le sue responsabilità schierandosi dalla parte dei cittadini senza rifugiarsi dietro a qualche azzeccagarbugli. Spetterà alla giustizia determinare i responsabili del crollo, ma per una volta la politica non attenderà interminabili processi coi parenti delle vittime fuori dai tribunali ad implorare giustizia con qualche cartello in mano. Non questa volta. Le autostrade tornano pubbliche. I Benetton tornano a cucire golfini colorati. Una vittoria storica. Opposizioni e giornalacci suonavano già le campane a morto. Erano sicuri che l’accordo sarebbe sfumato e che quelli del Movimento sarebbero stati costretti ad ingoiarsi un’altra sconfitta. Ed invece il Movimento ha ottenuto il massimo risultato in un governo di coalizione e coi soci che si ritrova. Un risultato addirittura migliore di una revoca traumatica che avrebbe comportato un verminaio di contenziosi con strascichi legali che alla lunga avrebbero fatto il gioco dei Benetton permettendogli di attendere un governo amico per tentare di non mollare l’osso. Magari un governo guidato dal loro caro Salvini. Quello che hanno sponsorizzato, quello che li ha sempre difesi e che al governo ha fatto melina per un anno intero. Se a Salvini riusciva il colpo di mano del Papeete ed oggi avesse gli agognati i pieni poteri, a quest’ora i Benetton starebbero scegliendo il frac per la cerimonia d’inaugurazione del Ponte di Genova e canticchierebbero felici pensando al loro roseo futuro autostradale. Ed invece hanno dovuto cedere dopo due anni di duro corpo a corpo con lo Stato. Le hanno provate tutte. Come se non riuscissero a credere che la festa fosse finita. Come se non riuscissero a credere di poter perdere. Come se non riuscissero a credere che il paese in cui hanno spadroneggiato per decenni fosse cambiato al punto da costringerli a fare davvero le valigie. Ed invece per una volta è andata così. Le autostrade tornano pubbliche e i Benetton tornano a cucire golfini colorati. Una vittoria storica. Un passo avanti per la nostra democrazia.

13 replies

  1. Nelle larghe trame della vecchia politica sono riusciti ad entrarvi in molti, non solo, le trame sono state sempre più allargate per rendere la popolazione più inerme e più isolata rispetto alle azioni di governo; si può ricordare uno Stato più serio con un’aderenza maggiore con la popolazione, la sua cultura, la sua preparazione e le sua buone volontà. Tantissimi i campanelli di allarme che nessuno ha mai ascoltato, a cui molti non hanno creduto. Adesso molti di quei campanelli suonano all’impazzata e speriamo che non restino ancora per molto inascoltati. Per ricucire uno Stato sfilacciano saranno necessarie anni di cure e operazioni salva vita.. speriamo di salvargli davvero almeno la vita!

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  2. e.c. sfilacciato.. Peccato anche che si debba leggere di lotte interne al parlamento per strappare qualche diritto e sciogliere l’impunità di coloro che hanno abusato del potere di stato per distruggere la nave madre con la quale erano salpati nel grande mare; ancora la strada è lunga, irta e costellata di trappole ma il Parlamento deve lavorare per far tornare l’Italia credibile, per renderla competitiva, per renderla nuovamente un bellissimo giardino quale era e quale molti ancora hanno ricordanza .

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    • Allora se tu ne hai ricordanza, dovresti ricordare che il disfacimento è arrivato dagli ex P.C.I. ora nel e del PD.
      Quelli che sono al governo grazie ai 5 zerbini e al loro guru Grillo.
      O anche tu sei di quelli che: «È tutta colpa di Berlusconi!»

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      • Bisognerebbe imparare a distinguere un granchio da un paguro o il tarassaco dalle margherite, e le rispondo che con i partiti ho sempre avuto pochissima simpatia e feeling, non le dirò certo che fare di tutta un’erba un fascio sia legittimo, ma quasi..Il partito è stato un blocco monolitico, pochissimo aperto al nuovo ed è vissuto alimentandosi dell’apertura e degli input sociali che il povero Enrico aveva seminato e dell’apertura e delle connessioni al patto atlantico del dopo Gorbaciov; quindi autofagia fino al nulla cosmico che non fosse pura speculazione. Ma Lei crede che viva su Marte? Guardi che se una persona tiene a dei principi e tiene alla propria coscienza non è che li baratta per un misero posto al sole dove devi disimparare ad essere un uomo o una donna per imparare a belare..

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      • Purtroppo Il partito di forza italia si è posto diciamo di traverso e ha alimentato fette di mercato che non avevano niente a che vedere con la storia passata di questi luoghi, portando Milano sul cucuzzolo della montagna o lungo ruscelli ruspanti; le dico sommariamente, perché la mia conoscenza si ferma al dato elementare, che qualcosa si è appropriato di interi borghi e se lei ha un minimo di cognizione storica potrà comprendere la risonanza di ciò in persone abituate ai casolari non come ville extra lusso ma come luoghi dove ti attendono la sveglia delle 5 e la zappa per ore.. E le assicuro che la svendita di pezzi di storia non è colpa del partito di B, penso che lui e il suo popolo abbia solo approfittato del nulla cosmico a sinistra..

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      • E.C spiegare. Tutto ha una spiegazione, tutto , con il senno di poi, ha una sua logica anche se contraria e opposta alla propria. La dea dell’umiltà cammina scalza, a piedi nudi con passo leggero e silenzioso, non solo nel “parco” ma ovunque vi siano ragioni profonde da trarre dall’ombra e dall’oblio.

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  3. Ahahaha! Quindi il problema sarebbe stato Salvini? Non il PD che le autostrade, ai Benetton, gliele aveva regalate?
    Perchè ora, carissimo merlo canterino, con la Cassa Depoiti e Prestiti, lo Stato dovrà ricomprare quello che già era suo. E per colpa del PD, non certo di Salvini. Se Salvini si opponeva alla revoca (che infatti SAGGIAMENTE Conte non ha concesso) era perchè con la Revoca, i Benetton avrebbero potuto fare causa allo Stato ed avere anche un maxirisarcimento, per la rescissione anticipata del contratto.
    E Merlo che fa? Attacca Salvini, da bravo lecchino trallarero. NON il PD. Da vomito, come sempre.
    Comunque, carissimi, i Benetton restano, sebbene in minoranza e si dice persino che l’accordo sia stato firmato dai Benetton “con una nota” che ancora non è dato conoscere. Sì, bella vittoria davvero! E bei compagni di governo, si sono scelti, i 5 zerbini.

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    • @Giuseppe del zotto
      Eppure basterebbe leggere le condizioni che ASPI, obtorto collo, ha dovuto accettare, per evitare di
      postare commenti che evidenziano o mancata comprensione dei termini della questione o malafede.
      O forse, ancora una volta, la stampa di regime (quello di Lorsignori) è riuscita coi suoi solti giochi illusionistici
      a far sembrare bianco ciò che è nero e viceversa.

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  4. Stavolta è una vittoria storica, non è MAI successo che qualche politico o funzionario che abbia cercato di far valere il bene comune contro un potentato economico sia riuscito a prevalere o sia rimasto al suo posto.
    Dove sono ora tutti quelli che dicevano che NON SI PUO’! ALTRIMENTI CI SONO PESANTISSIME PENALI DA PAGARE!. Fossero andati a giudizio credo che in effetti (visto come fanno carriera i giudici) avrebbero fatto perdere lo stato (noi), ma Conte è stato irremovibile e bravo a far saltare la commistione tra i componenti del CdM pro Benetton, anche se la De Micheli (eterodiretta da Del Rio vedi Renzi) ha lanciato in extremis un siluro contro Conte, scansato con molta nonchalance.
    Persolnalmente sono contento per Conte, che si prende le sue rivincite dalle vergognose offese ricevute, e per le 43 vittime dell’ingordigia del capitalismo predatorio.

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