Grillo, l’analfabeta politico


(Stefano Rossi) – Beppe Grillo è riuscito in un’impresa storica. Fondare un partito politico dal nulla e portarlo non solo al governo ma, nelle ultime elezioni, avanti i partiti storici di questo Paese. Vorrei però soffermarmi su un particolare: Grillo e la politica.

In Italia abbiamo già visto che una persona, dal nulla, è riuscito a fondare un partito e portarlo al governo però con l’aiuto di giornali, televisioni, squadra di calcio, corruzione di magistrati (lodo Mondadori). Quando Berlusconi decise di fondare un partito sapeva benissimo che lui stesso avrebbe avuto un ruolo di prim’ordine nell’agone politico.
Egli voleva sapere, conoscere, imparare l’arte della politica, il suo linguaggio, le sue insidie, le tecniche per sopravvivere e per far morire gli avversari. Ricordate quando andò a sbattere contro un microfono mentre lo stavano intervistando? Ricordate la sua scomposta reazione? Bastò poco per imparare come ci si comporta davanti i giornalisti e tutto filò liscio con tanto di sorrisi smaglianti.

Beppe Grillo invece sapeva e sa bene che non avrebbe mai ricoperto incarichi politici. A lui la politica fa talmente schifo che ci gode nel fare tutto il contrario di quello che farebbe un politico esperto. Purtroppo anche nel dire.
Cominciò con un’apoteosi. Da Bruno Vespa, poco prima delle prime elezioni che portarono il Movimento al 26 %, disse che avrebbe istituito i “tribunali del popolo” per i politici corrotti.

In Italia! L’unico luogo dove vince sempre chi è più moderato e al centro di tutti gli altri. Fortuna che nessuno gli ha creduto. Così sull’immigrazione, tante dichiarazioni l’una differente dall’altra. Ed ecco il sonetto romanesco.
Intanto mi chiedo ma perché mai scriverne uno quando abbiamo due illustri romani che ne hanno scritti tantissimi.

Grillo lo aveva già detto: la Raggi è meglio non ricandidarla. Ora lo ha fatto a modo suo, lui ogni volta che parla non si rivolge mai agli elettori del Movimento semplicemente perché lui non pensa come un politico perché lui non vuole essere un politico. Lui parla come si rivolgesse al suo pubblico pagante durante uno spettacolo comico. Se lui va a Milano e parlasse male dei milanesi è certo che riderebbero tutti. E così in tutte le città italiane. Quel genere di pubblico, tra cui il sottoscritto, si aspetta già, prima ancora di sedersi sulla poltrona, le battute anche sarcastiche del comico.

Purtroppo questo non funziona in politica e meno che mai con gli elettori. Pubblico ed elettori possono anche coincidere ma i tempi e i modi sono sempre diversi. Ma tutto questo Grillo non lo sa. E non lo vuole sapere.
Il Movimento se vuole sopravvivere deve fare un deicidio! Perché tra le tante cose che ha detto Grillo ce n’è una incredibile: il Movimento è biodegradabile. Può anche scomparire.

Ecco un’altra delle sue che, sul piano politico, è una castroneria inaccettabile. E’ come se un Zingaretti o un Salvini dicessero la stessa cosa del Pd o della Lega. Se poi vuoi per forza un sonetto sulla politica, c’è sempre il grande Trilussa.

La politica
Ner modo de pensà c’è un gran divario;
Mi’ padre è democratico cristiano
E siccome è impiegato ar Vaticano
Tutte le sere recita er rosario;
De tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano
È socialista rivoluzionario,
Io invece sò monarchico, ar contrario
De Ludovico ch’è repubblicano.
Prima de cena liticamo spesso
Pe’ via de ’sti principii benedetti:
Chi vò qua, chi vò là… Pare un congresso!
Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma
Ce dice che so’ cotti li spaghetti
Semo tutti d’accordo ner programma.

2 replies

  1. L’errore madornale, e matematico, del M5S è stato fare il “redditino di cittadinanza” al posto del Reddito di Cittadinanza proposto nel 2014.
    Il RdC 2014 costava 15 MLD e aveva 10.000.000 di beneficiari. Si basava sul raggiungimento delle soglie di povertà Eurostat. https://www.beppegrillo.it/il-redditodicittadinanza-m5s-approvato-dallistat/

    Invece il “redditino” costa 6 MLD e ha 2.500.000 beneficiari. La soglia di povertà (780 euro/mese) è raggiunta solo dai single in affitto, mentre le famiglie, soprattutto quelle numerose, rimangono sotto la soglia di povertà.

    10.000.000 – 2.500.000 = 7.500.000 cittadini/elettori rimasti a bocca asciutta. Risultano poveri, ma non poverissimi per avere il RdC.

    Gianroberto, che era persona intelligente, si arrabbiò quando nel 2013 fecero una proposta RdC che partiva da 600 euro invece che da 780. Secondo indiscrezioni mai smentite, fu lui a far cambiare la proposta di legge (nel 2014), perchè il RdC doveva togliere le persone dalla povertà e invogliarle a rinunciare a lavorare in nero e delinquere.

    Se il M5S avesse fatto il vero RdC, solo per riconoscenza oggi avrebbe minimo 10.000.000 di voti nei sondaggi e detterebbe legge in parlamento.

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