E la dittatura impose il reato di vivere

(Marcello Veneziani) – L’Italia si avvia a diventare un regime totalitario temperato dall’inefficienza e dal ridicolo. Con la scusa della salute è stato introdotto il divieto di sbarco agli italiani in piazza, al bar, al ristorante, sulle spiagge; ora mitigato da libertà provvisoria, con la condizionale. I veri clandestini sono gli italiani, sorpresi a consumare all’aperto il più losco dei crimini: il reato di vivere. L’eversione ha un nome preciso: movida. Acchiappatelo, fa la movida. È pericoloso, ha un’arma in pugno, lo spritz.

Gli unici che hanno diritto di sbarco sulle nostre coste senza dover prenotare lo scoglio né il tavolo o stare a distanza regolamentare, sono i migranti, che è reato chiamare clandestini. Appena sbarcano ricevono la mascherina vanamente cercata dagli italiani per mesi. Difatti hanno ripreso a sbarcare in massa, incoraggiati dalle aperture dell’Italistan e dall’imam che si professa papa. In omaggio ai nuovi arrivati le nuove mascherine promesse dal floppista Commissario agli Interventi Immaginari, detto Arcuri, saranno burqa o chador; ma in virtù della parità dei diritti non saranno riservati alle donne ma estesi pure ai maschi e agli asmatici che così potranno soffocare liberamente per strada, nella loro anidride carbonica.

Dopo un’ottantena di reclusione ci è stata concessa l’ora d’aria, che è poi la tregua in corso. Gli italiani clandestini per strada sono stati regolarizzati dalla legge Bruttavecchia (simmetrica alla legge Bellanova sui migranti); ma col preciso avvertimento che saremo controllati, limitati, dovremo prenotare tutto, dal prete allo scoglio, dal barbiere al bar, fare i turni per respirare. Dovremo vivere separati, mai riuniti, il sesso solo se lo prescrive la Guardia Medica; c’è divieto di associazione come nei regimi totalitari, salvo quelle di stampo mafioso. Purché in bonafede. Il permesso provvisorio di vivere concesso ora potrà essere revocato da un giorno all’altro e comunque si sta già predisponendo il comitato accoglienza del covid-20, il nuovo virus annunciato per l’autunno, molto atteso dagli addetti ai lavori (forzati). Allora ci sarà una nuova stretta, appena varano il vaccino e il 5G, secondo i dettami di Colao-Tse-tung.

Intanto allo scopo di perseguire il reato di vivere, è stata istituita la Guardia del popolo, la guardia civile reclutata dai 5Stelle & Bandiera rossa tra i pasdaran del regime; il Servizio d’Ordine del Partito Grillo e Martello vigilerà sugli italiani come l’Ovra, Organizzazione Vigilanza Repressione Asintomatici.

Siamo diventati una succursale di Hong Kong, mitigata dalla nostra incapacità di pianificare la violenza di Stato (neanche quella funziona) in cui il dissenso in piazza è proibito, naturalmente per ragioni di salute; e una piccola, innocua manifestazione tricolore viene dispersa con uno spiegamento di forza che manco a Piazza Tienanmen; l’opposizione è perseguitata da associazioni di stampo mafioso e da magistrati collusi col potere ed è accusata a sua volta di agire per conto di potenze straniere e clan mafiosi. Si può tenere in cattività un popolo di 60milioni di italiani per più di due mesi ma non si può tenere su una nave, con tutti i comfort, alcune decine di scappati di casa, per una decina di giorni. Questo è sequestro di persona, quella è profilassi sanitaria.

Nella Repubblica Impopolare Filocinese la gente non ha soldi ma la verità, somministrata dell’Istituto Nazionale Propaganda Sociale, detto Inps, afferma tramite il suo satrapo chiamato Tridico perché ha tre narici, di aver “riempito di soldi gli italiani”. Ci governa un’imitazione scadente di totalitarismo prodotta in Cina e venduta a Zingaretti a prezzi gonfiati. L’emergenza a ogni livello – sanitario, previdenziale, giudiziario, ministeriale – viene guidata da un gruppo di persone d’estrazione grillosinistra, che risultano asintomatiche al test sull’intelligenza. Non ci sono neanche i più vaghi sintomi d’intelligenza, forse ne sono immuni. E sono così puri da avere spesso il curriculum immacolato, senza una voce, almeno decente. La tv di regime rispecchia perfettamente i requisiti indicati e offre l’immagine di un Paese felice di vivere sotto questa cappa totalitaria, che porta la foto di Conte nel portafoglio, adora la divinità Kasalino e segue gli ordini del regime, con poche infrazioni represse nel sangue delle multe. Seguono a ruota i giornaloni conniventi col potere per tirar su i profitti dei loro padroni anche sotto i pechinesi della Repubblica impopolare. Avallano le peggiori incompetenze, tacciono le peggiori nefandezze, appoggiano il peggior venditore di fumo al governo. Un po’ come fa, nel suo piccolo, Renzi.

La Lombardia è il loro Tibet, da reprimere e sradicare; all’uopo è stato allestito pure un giornale, la Piccola Vendetta Lombarda, che si occupa ogni giorno di spostare l’attenzione sul duo Fontana-Gallera, reputati la causa di tutti i mali.

Gli Stelle & Coronas guazzano nell’emergenza perché sospende ogni libertà e riduce il Paese a un asilo infantile per grillini; sospende i luoghi del sapere, dando un chiaro impulso all’estensione universale dell’ignoranza come prevede la loro costituzione; dispone dei cittadini come se fossero pupazzetti nelle mani del Pagliaccio, riduce la democrazia e la scuola, il lavoro e la vita a un video-collegamento con la Piattaforma del Grande Fratello o della Grande Sorella col rossetto (tipo Azzolina, per capirci).

Ridendo e scherzando abbiamo un regime comico-totalitario che per nostra fortuna funziona male. Appena aprono le frontiere ce ne andiamo. Oppure finiamola in fretta, dateci di corsa il Mes, ma a una condizione: che ci annetta all’Austria o alla Svizzera, alla Germania, alla Scandinavia o ai Paesi Bassi (e Loschi). La troika è troppo poco.

La Verità 26 Maggio 2020

13 replies

  1. A Bisceglie mi hanno assicurato che trattasi di un caso unico.
    Un responsabile delle istituzioni locali, dopo aver letto “l’articolo”: 《sono certo che il passaporto non gli è mai stato ritirato》.

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  2. Fantastico, una delle pochissime menti pensanti di questo idiota e sciagurato paese.
    Dissento solo sulla movida. Dipendesse da me, la abolirei per decreto, un DPCM.
    Per il motivo elementare che non è più uno svago innocuo, è diventato uno stile di vita, un obbligo, qualcosa che se non lo fai, non sei nessuno.
    A prescindere che bere in eccesso oltre a fare male, produce assuefazione.
    Esattamente come gli stupefacenti che peraltro sono parte integrante del passatempo.

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  3. Quante SCIOCCAGINI: costui non ha ancora capito bene che la sua, e quella di ognuno di noi, privazione della libertà è finalizzata allo scopo di VIVERE tutti. Per la libertà di bere e frescheggiare di molti, tanti altri non hanno nessuna intenzione di CREPARE
    ( anche malamente). Veneziani si dedichi a viaggi e sesso (mavaff…)

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  4. Capisco il tono vagamente scherzoso dell’articolo, ma mi sembra il classico umorismo forzato che non fa ridere nessuno, talmente sottile da essere invisibile.

    Faccio un’ipotesi, ragionando per assurdo: il governo non ha mai chiuso un bel niente (tipo Bielorussia, che, incidentalmente, è un regime), tutto è sempre rimasto aperto, e ci sono stati non gli oltre trentamila morti (che reali saranno anche quaranta o cinquanta mila) ma “appena” dieci o venti mila.

    Ora, io dovrei credere che gli stessi che ora strillano e si stracciano le vesti per il loro sacrosanto diritto allo spritz, costituzionalmente garantito, in questo stesso momento non starebbero strillando, con lo stesso identico tono (l’unico di cui sono capaci), tacciando apertamente il governo non di dittatura ma di incapacità, inazione e financo stragismo, senza mezzi termini? E con ragioni migliori delle attuali.
    Il giusto contrappasso, per questa gente in cerca sempre di facili capri espiatori e mai di provare a vedere un po’ più in la’ del loro naso, sarebbe quello di farli rinascere al tempo di mio nonno: allora, quando succedeva una catastrofe di portata mondiale, il governo mica ti chiedeva gentilmente di restartene in casa, ma ti obbligava ad imbracciare il moschetto e a partire per il fronte, magari per la Russia, l’alternativa era la fucilazione come disertore. Quello era un vero regime, non so se a Veneziani sarebbe piaciuto ma almeno avrebbe avuto un motivo d’indignazione un po’ più credibile e consistente del mancato spritz.

    Purtroppo, mi sa che sono davvero in molti quelli che avrebbero bisogno di patire qualche stento nella vita, prima di riuscire (forse) a capire che il mondo non è tutto rose e fiori e che le soluzioni semplici ai problemi complessi esistono solo nelle chiacchere da bar. E che prima di parlare a vanvera di dittatura, propaganda e repressione forse bisognerebbe conoscerne almeno la definizione, altrimenti, quando la dittatura poi arriva per davvero e hai l’occasione di assaggiarla pienamente, ti mancherà il termine per definirla.

    A proposito di indignazione appropriata Vs. indignazione un tanto al chilo: dov’erano tutti questi strilloni a senso unico mentre ci venivano poco a poco sottratti diritti faticosamente conquistati in decenni di lotte di classe, pagate col sudore, le lacrime e il sangue di almeno un paio di generazioni? Magari, se quando veniva cancellato l’art.18 avessero riservato all’argomento, dallo stesso autorevole pulpito, un decimo dell’indignazione che ora tanto si beano di ostentare, non saremmo quel fanalino di coda d’Occidente che siamo diventati nel giro di un paio di decenni, e partivamo da membro del G7.

    Ultima considerazione: mi risulta che nei veri regimi, fra le altre simpatiche cose, non sia affatto possibile strillare al regime, e chi anche solo ci prova, finisce sempre col fare una brutta fine.

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  5. Non è vagamente scherzoso. È del tutto scherzoso ed ironico, e lei lo ha capito. Altri, meno dotati, invece no.
    Vero è che scherzando si dicono molte verità, mi pare che lo dicesse Freud.
    Men che meno, Veneziani pensa lontanamente di vivere in una dittatura, come non lo penso io.
    Gli è che vi sono state delle forzature che

    unite a provvedimenti farraginosi, mancanza di risorse, confusione derivante dalla suddivisione delle responsabilità e quant:altro, hanno provocato un mezzo disastro.
    Veneziani esercita un normale diritto di critica, credo sia il minimo.

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    • Il vero problema è che c’è chi lo prende sul serio per criticarlo, e chi per dargli ragione, ma i secondi possono anche risultare pericolosi. Però su una cosa siamo d’accordo: quando capita un disastro, quasi sempre la responsabilità non è univoca ma ci sono tutta una serie di concause, che vanno dalle premesse sbagliate, a una pessima gestione, dopodichè ci può stare anche una quota di sfortuna.

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  6. S. B. Q. L. di un Venesian

    Madooo Marce` ti sei superato, sta’ volta hai fatto “Pingon
    dove hai trovato il patentino da giornalista nella busta delle patatine?
    Marce`stai talmente prostrato che ti riduci a essere la sorella brutta della Carlucci, la parodia di Zalone, il cugino Scemo di Travaglio.
    Madooo Marce` parli proprio tu di asintomatici al test di intelligenza
    che tien a Bocc` per equilibrare il peso del culo
    ricevuto in dotazione perché tu possa esercitare il mestiere di Buglia.
    Marce` tu sei l’emblema, il monumento, l’unico reduce di Bisceglie “LA CITTÀ DEL MANICOMIO”

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  7. In tanti anni Veneziani, anche quando andava in TV, ai tempi di AN, non l’ho mai visto scherzare o scrivere qualcosa di spiritoso. Semplicemente non ne è capace.

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