Di Battista e la verità sul Movimento

(Tommaso Merlo) – Di Battista ha ragione. Descalzi deve andarsene in quarantena e tutte le nomine pubbliche devono essere eseguite in base a merito, moralità e massima trasparenza. Chissà in che modo l’Italia avrebbe affrontato la pandemia se nella sanità non fosse la politica a nominare medici e dirigenti. Battaglia storica del Movimento che passata la tempesta dovrà diventare realtà. La sacrosanta presa di posizione di Di Battista conferma come non sia affatto sparito dalla scena, ma stia aspettando di contendersi la guida del Movimento. Eravamo rimasti che stava tornando dall’estero mentre Crimi rimuginava sulla data degli Stati Generali a seguito delle dimissioni di Di Maio. Tutto finito giustamente in frigorifero scoppiata la pandemia. Compresi certi malpancismi tra i portavoce e certi focolai di voltagabbana. Chissà come stanno vivendo la pandemia i traditori, aspettando il grasso bonifico a fine mese. Davvero incredibile il destino di questo Movimento fiorito nel deserto politico e morale del nostro paese. In dieci anni passato dai meetup al bar all’angolo, al governo del paese e che oggi si ritrova ad affrontare la crisi più grave del secolo come primo partito di maggioranza. Più che uno stress test, una vera sfida esistenziale. Se dei cittadini entrati nelle istituzioni riusciranno a superare questa prova, sarà un’ulteriore conferma che una democrazia può fare benissimo a meno dei politicanti di professione, dei partiti servi di qualche lobby e di tutto il carnevale giornalistico che si portano dietro. Il Movimento si è trovato in prima linea in una crisi non solo inedita ma complessissima perché gravemente dannosa in ogni ambito della società. La tempesta non è ancora passata, ma fin da ora si può oggettivamente dire che la reazione del Movimento è stata di grande responsabilità. Scoppiata la pandemia si è ricompattato e si è messo a lavorare al servizio esclusivo del paese. Schivando attacchi e polemiche e rimboccandosi le maniche alle spalle di un premier che solo un movimento di cittadini liberi e solo la mezza rivoluzione del 4 marzo poteva portare a Palazzo Chigi. Il vecchio marciume politico ha sempre partorito premier di ben altro rango. Mentre il Movimento si appellava all’unità e la praticava, i partiti delle opposizioni e i loro dirigenti “professionisti” e super competenti tentavano vilmente di lucrare sull’emergenza dando uno spettacolo indegno. Sia in Italia che all’estero. Gli stessi professionisti della politica e super competenti che hanno devastato il paese facendogli perdere decenni e che vorrebbero tornare al più presto ad abbuffarsi. Cittadini permettendo. Movimento permettendo. La partita è ancora tutta aperta e questa pandemia potrebbe rimescolare le carte. I superstiti del vecchio regime tentano del resto di distruggere il Movimento fin dalla sua nascita, ma finora hanno fallito. Vedremo che effetto avrà la pandemia sulla verità storica della politica italiana degli ultimi anni. Per adesso il Movimento può solo continuare a lavorare seriamente evitando possibilmente scivoloni alla Descalzi. La lista delle cose da fare per riformare la democrazia italiana è ancora molto lunga ed importante e Di Battista giocherà certamente un ruolo da protagonista.

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