
(Tommaso Merlo) – Le proteste sono sacrosante e speriamo che dilaghino in una crisi politica che ci permetta di liberarci di certe classi dirigenti e girare pagina. Il governo minimizza e schiva ma è palesemente colpevole ed ha pure la sfiga che non manca molto alle elezioni e la becera propaganda non serve a nulla quando i cittadini hanno tasche e stomaco vuoti. Questa crisi energetica e quindi economica e quindi sociale è causata da ben due disfatte militari, quella in Ucraina e nel Golfo Persico. Non due guerre qualunque ma con due delle principali fonti energetiche mondiali. Due guerre suicide che questo governo ha pienamente sostenuto e addirittura finanziato inginocchiandosi senza dignità alla volontà di Washington e Bruxelles. E menomale che questi erano i sovranisti. Tutto aumenta perché aumenta il costo di gas e petrolio e cioè dei costi di produzione e trasporto ed aumentano perché di gas e petrolio ce ne sono in giro sempre meno per la distruzione di rapporti e rotte commerciali ed impianti a causa delle due guerre. I prezzi di gas e petrolio sono decisi a livello internazionale, ma la colpa di questo governo è quella di aver deciso sciaguratamente di partecipare a quelle guerre suicide nonostante l’Italia sia sul lastrico e cioè piena di debiti fino al collo e avvitata in una crisi infinita che in realtà è declino. Economico, sociale, demografico, culturale, politico. Nonostante cittadini in gravi difficoltà e un sistema allo stremo, questo governo ha buttato via gli spiccioli che ci rimangono per quelle guerre e quindi oggi non ha risorse sufficienti per alleviare la deflagrazione della crisi. Davvero un errore politico imperdonabile. Con miliardi inviati a Kiev anche dopo che sono scoppiati immondi scandali di corruzione come se la volontà della potentissima lobby della guerra venisse prima di quella del popolo italiano. E menomale che questi erano i patrioti. Noi come vicino di casa abbiamo la Russia che è la principale risorsa energetica al mondo ma per ubbidire allo stato profondo americano travestito da Nato e ai complici guerrafondai della Commissione, ci siamo invischiati in una guerra suicida che ci ha costretto a comprare risorse di qualità peggiore a prezzi più alti. Fatale per paesi come l’Italia che dipendono per oltre il 70% dall’energia altrui. Ed è infatti in quella fase che hanno iniziato a decollare le bollette “più care d’Europa”. Oggi siamo ad una seconda mazzata e ancora più grave perché oltre a giocarci la Russia ci siamo giocati anche lo Stretto di Hormuz da cui transitavano i mega mercantili carichi di gas e petrolio degli emirati. Se ne parla meno perché significa puntare il dito verso i padroni di colonie come l’Italia e cioè verso gli americani e in particolare verso i sionisti che hanno spinto Trump alla disastrosa aggressione dell’Iran che ha scombussolato l’intera Asia Occidentale e trascinato il mondo in una crisi energetica senza precedenti. Il governo italiano è uno di quelli più servili e complici del fatidico duo. Con la chicca della complicità al genocidio del secolo e centinaia di soldati italiani inviati in quella nefasta dittatura che è l’Arabia Saudita a difesa di quel criminale conclamato di Bin Salam. Una colpa storica più che politica e una vergogna morale oltre che strategica. La via di uscita è la pace, è il ritorno alla diplomazia e alla cooperazione. La buona notizia è che l’intera Europa è al verde e il corrotto baraccone ucraino ha bisogno ogni mese di miliardi per tirare avanti. La bancarotta e pure fraudolenta potrebbe arrivare prima della disfatta militare in corso. A quel punto si vedrà in che mani finirà Kiev ma di certo vanno immediatamente ristabiliti rapporti politici e commerciali con Mosca e pure ferrei in modo che nessun burattino della lobby della guerra possa comprometterli. Anche nel Golfo Persico la via d’uscita è la pace e il modo più rapido per ottenerla è che Trump ammetta la disfatta e si levi dai piedi. Il problema è che i sionisti sono all’ultimo giro di giostra, non avranno mai più un Congresso così corrotto e un presidente così ricattabile e quindi carpe diem. E anche qui la speranza è una sconfitta definita sia dell’impero americano sia dei deliri ideologici sionisti che soli e circondati da trecento milioni di arabi, persiani, beduini e turchi saranno costretti a più miti consigli. Trattando i palestinesi come essere umani come tutti gli altri e comportandosi in modo civile. Quanto a colonie come quella Italiana, l’unica speranza è il ritorno alla piena libertà politica e a governi con un minimo di sale in zucca e di cuore in grado sia di districarsi nelle dinamiche oltralpe sia di fare il loro lavoro che è quello di risolvere con serietà i problemi dei cittadini. Già, le proteste sono sacrosante e speriamo che dilaghino in una crisi che ci permetta di liberarci di certe classi dirigenti e girare pagina.
Bla bla bla bla bla bla bla come sempre. E senza una riga di separazione dei paragrafi.
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