Francia, migliaia in piazza contro il carovita: “Prendiamo la Bastiglia”. Scontri a Parigi. Giornata di mobilitazione contro inflazione dei generi alimentari e impennata dei carburanti, a sei mesi dalle presidenziali, in tutto il Paese. I fermi nella capitale sono già oltre 100. Riunione dell’unità di crisi oggi

(Anais Ginori – repubblica.it) – PARIGI – Gialli e giovani. Sette anni dopo la grande rivolta che aveva fatto tremare Emmanuel Macron, quel che resta del movimento dei gilet gialli torna nelle piazze francesi, provando a saldarsi con la mobilitazione degli studenti. Il collante questa volta è il caro vita tra inflazione dei generi alimentari e impennata dei carburanti, ma anche scuole degradate e servizi pubblici in difficoltà. L’appuntamento del 17 ottobre ha cominciato a girare in rete da giorni, senza una vera regia nazionale e con centinaia di iniziative sparse per tutta la Francia.
Le autorità francese, temendo l’ala più radicale in piazza, hanno vietato diverse richieste di cortei e alla fine la manifestazione principale era prevista a Parigi dove gli scontri sono cominciati ancora prima della partenza in place de la République. La polizia ha usato lacrimogeni e cannoni ad acqua contro gruppi di manifestanti, tra cui diversi black bloc che sparavano mortai d’artificio. Poco dopo, nello stesso quartiere, un’automobile è stata incendiata tra gli applausi di una parte della folla. Il centro della capitale è stato blindato, con numerose stazioni della metropolitana chiuse e divieti di manifestare intorno all’Eliseo, a Matignon, sugli Champs-Élysées e all’Arco di Trionfo.
In piazza si sono dati appuntamento vecchi gilet gialli, studenti, liceali, sindacalisti della Cgt, anche se i sindacati non hanno aderito alla giornata, ma anche militanti ecologisti, pensionati, agricoltori. Più che un movimento organizzato, è una costellazione di proteste nate soprattutto sui social, dove da settimane circola la parola d’ordine della «convergenza delle rabbie». Tra i cartelli gialli ricompare lo slogan che aveva segnato il movimento del 2018, ovvero la difficoltà di «arrivare alla fine del mese». Il bilancio, ancora provvisorio, è già pesante. A metà giornata il ministero dell’Interno contava 140 azioni e 32.800 manifestanti nella sola provincia, mentre erano 166 le persone fermate in tutta la Francia.

Le autorità denunciano «azioni violente mirate» di gruppi di black bloc, con tentativi di saccheggio, devastazioni e aggressioni contro le forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha convocato un punto di crisi per seguire l’evoluzione della situazione. Nuñez aveva qualche giorno fa sostenuto che la protesta degli studenti si stava trasformando negli ultimi giorni in “violenze urbane”. A Marsiglia alcuni manifestanti sono riusciti a forzare l’ingresso della sede del comune e a entrare per alcuni minuti nell’edificio, mentre un commissariato è stato danneggiato. I dimostranti sono rimasti nell’atrio e poi sono fuggiti. Non sono stati registrati feriti. Secondo FranceInfo, il gruppo è entrato nell’atrio del municipio dopo avere sfondato la porta gridando “è la rivoluzione, prendiamo la Bastiglia”. La polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni e sono stati inviati rinforzi. A Lione, in place Bellecour, una sede dell’ufficio del turismo è stata saccheggiata e incendiata mentre i pompieri faticavano ad avvicinarsi a causa degli scontri.
La giornata era cominciata già alle sette del mattino con un’azione nella capitale contro la sede di CNews, il canale di notizie del gruppo di Vincent Bolloré, identificato come media dell’ultradestra francese. Circa un centinaio di persone incappucciate hanno bloccato l’accesso al parcheggio dell’edificio, lanciando oggetti e rompendo alcune vetrate. La polizia ha fermato 21 persone.
Si, esatto. Ci sono diverse tipologie di volenterosi, purtroppo ..
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