
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Noi che assai apprezziamo la politica dei modi cortesi e del rispetto tra avversari, nel leggere sul Corriere il sentito elogio di Antonio Polito “all’applauso di un manipolo di riformisti, non solo del Pd, a Giorgia Meloni sull’Ucraina”, come “un gesto di civiltà politica e di coerenza morale”, ci siamo un tantino commossi. Poi, invece di indugiare tra le buone cose del Salotto di Nonna Speranza abbiamo rivolto il nostro sguardo viziato (e vizioso) sui tortuosi anfratti del Palazzo dove spiccano, sul Giornale, le parole di Ettore Rosato, vice segretario di Azione: “Noi al governo con Meloni? Se c’è il pareggio…” (puntini di sospensione come funghi allucinogeni). […] Non appagati abbiamo avidamente trangugiato, sul Foglio, una sapida dichiarazione di Luigi Marattin, segretario del Partito liberaldemocratico (qualunque cosa significhi) : “Io con il centrodestra?” Se sono rose fioriranno, ma senza Vannacci”. A questo punto tormentati dal dubbio abbiamo compulsato l’elenco dell’applausometro from Giorgia. Appurando che, mercoledì scorso, a Palazzo Madama, sgorgati dalla sorgente dell’opposizione i clap clap arrivavano copiosi e appassionati da Calenda, Renzi, Casini, Scalfarotto, Sensi, Rojc, Verini, Zampa, Delrio. Ovvero, “senatori di Azione, tutta Iv e riformisti del Pd” (Corriere). Tormentosa la domanda che allora sorge spontanea: vuoi vedere che la Meloni sta lavorando alla costruzione di un secondo forno, alternativo o appaiato a quello con Lega e Forza Italia (più, all’occorrenza, Vannacci)? Che, arruolate le truppe siciliane di Cateno De Luca (Sud chiama Nord) a lei non dispiacerebbe affatto poter contare (se c’è il pareggio, se son rose fioriranno) su un polo moderato già bello che cotto, scaturito dal sistema proporzionale della nuova legge elettorale? Che, insomma, l’astuta premier si sta portando avanti con il lavoro. Mentre, Schlein, Conte, Fratoianni&Bonelli, se aspettano ancora, nell’unico forno del centrosinistra rischiano di finirci loro.