
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Perché Putin firmò gli accordi di Pratica di Mare del maggio 2002 se temeva l’espansione della Nato? La risposta dell’apparato intellettuale della Nato è che Putin ha usato l’espansione della Nato come scusa per giustificare l’invasione dell’Ucraina. Per capire Putin, bisogna studiare Eltsin, giacché la strategia del “primo” Putin coincide con la strategia dell’“ultimo” Eltsin. Che cosa vuol dire?
[…] Eltsin impiegò due strategie contro l’espansione della Nato: la strategia del “blocco” e la strategia del “contenimento del danno”. La prima strategia era volta a “bloccare” l’espansione della Nato sul nascere. Quando Eltsin si rese conto che il fine non era realizzabile, passò alla strategia del contenimento del danno, che mise in atto compiutamente al vertice di Helsinki del 20-21 marzo 1997, come emerge dal verbale della conversazione Eltsin-Clinton desecretato dal Dipartimento di Stato americano. In quell’occasione, Eltsin chiese a Clinton di promettergli che la Nato non si sarebbe espansa nelle ex repubbliche sovietiche, come Ucraina, Estonia, Lettonia e Lituania. Perché una richiesta così specifica nel marzo 1997? Perché la Nato si accingeva a invitare ad aderire Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca nel vertice di Madrid dell’8-9 luglio 1997. A Helsinki, Eltsin propose un patto segreto a Clinton, che rifiutò. Eltsin ribadì che l’espansione della Nato era un grave errore e disse che avrebbe aderito alle iniziative della Nato come un “passo forzato”, cioè contro la propria volontà.
Per questa via, si arrivò alla firma dell’Atto fondativo Nato-Russia a Parigi, il 27 maggio 1997, e alla formazione del Consiglio congiunto permanente Nato-Russia. La strategia del contenimento del danno consisteva nel collaborare istituzionalmente con la Nato con la speranza di influenzare le sue decisioni. Servì a poco: la Nato bombardò la Serbia nel marzo 1999 nonostante l’opposizione furiosa di Eltsin. Dalla documentazione disponibile emerge che Eltsin visse tutto questo in modo drammatico poiché sapeva una cosa molto tragica: se la strategia del contenimento della Nato fosse fallita, una grande guerra sarebbe scoppiata in Europa. E lo disse chiaramente, maledicendo la Nato, in una conferenza stampa al Cremlino dell’8 settembre 1995, che ho pubblicato nel mio nuovo Nato. L’espansione verso la Russia (Piemme). Eltsin dovrebbe essere rivalutato. Fu lucidissimo nel dire che l’avvicinamento della Nato alla Russia avrebbe “sicuramente” causato lo scoppio di una guerra in Europa. Nella conferenza stampa dell’8 settembre 1995, disse che l’espansione della Nato “significherà una conflagrazione di guerra in tutta Europa, di sicuro”. Chi pensa che Eltsin non si oppose all’espansione della Nato a est commette un errore.
[…] Nella prima fase del suo mandato, Putin adottò la strategia della gestione del danno di Eltsin. Firmò gli Accordi di Pratica di Mare in quest’ottica. I limiti di quella strategia gli parvero subito evidenti: il 21-22 novembre 2002 a Praga, la Nato invitò ad aderire Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia. Sotto Putin, la cooperazione Nato-Russia sulle questioni pragmatiche ha continuato a coesistere con il conflitto sulle questioni strategiche. L’odio dei russi per l’espansione della Nato verso la Russia non è stato inventato da Putin. Quel problema affliggeva anche Gorbaciov, come mostra la genesi del verbale allegato al Trattato sullo stato finale della Germania.
strano nessun sodonatomita che commenta. dove sono i democrtici pro zeleskiani’
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