La mancetta di Meloni per il voto anticipato: cancellato il bollo auto. L’annuncio. Accordo per renderlo strutturale, la premier: “Noi come Berlusconi con l’Ici” Mossa contro i franchi tiratori: pronti alle urne

La mancetta di Meloni per il voto anticipato: cancellato il bollo auto

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Alle 17 Giorgia Meloni e i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini si presentano in conferenza stampa col sorriso stampato. C’è da annunciare una mossa elettorale: l’abolizione del bollo auto per 14,5 milioni di veicoli. “La tassa più odiata dagli italiani”, è lo slogan di Palazzo Chigi anticipato con un comunicato pochi minuti prima. Chi, invece, sembra più imbarazzato è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, colui che deve tenere i cordoni della borsa e i conti in ordine. Quando Tajani e Salvini si permettono di dire davanti ai cronisti che “è solo l’inizio” o che in legge di Bilancio sarà alzata la potenza da 80 kilowatt per chi avrà l’esenzione, Giorgetti si mette le mani nei capelli: “Abolire il bollo auto era un desiderata, una decisione sofferta”, si limita a dire il ministro dell’Economia.

La decisione di cancellare il bollo auto – anche se le coperture non sono state indicate – è stata definita una settimana fa, proposta inizialmente dal governatore della Calabria Roberto Occhiuto. Meloni avrebbe voluto annunciarlo il 4 settembre alla festa per il governo più longevo della Repubblica, ma sono serviti approfondimenti tecnici. La decisione vale per il 2027, ma fonti di governo fanno sapere che l’accordo politico prevede di rendere la proposta strutturale. Non è chiaro quanto costerà la misura.

In Consiglio dei ministri è Giorgetti a presentare il nuovo taglio delle accise di 12,2 centesimi fino al 25 con tanto di piccolo diverbio con Salvini secondo cui “agli autotrasportatori non tornano i conti”. Giorgetti però lo ha rassicurato e ha dato la parola alla premier che, davanti ai ministri, ha fatto un riferimento proprio esplicito a Silvio Berlusconi: “L’abolizione del bollo è come l’abolizione dell’Ici di Berlusconi nel governo in cui io ero ministra – spiega la premier – mi sorprendo che Tajani non l’abbia notato”, scherza Meloni. Riferimento, quello della presidente del Consiglio, ripetuto anche pochi minuti dopo in conferenza stampa.

Ma ai giornalisti Meloni risponde anche sul contesto politico a cui si collega l’annuncio sul bollo. In primis sulla legge elettorale: fa sapere che è pronta a mettere la fiducia perché “è un fatto di chiarezza” e che sarebbe pronta a dimettersi nel caso di un voto negativo. “Le due cose (fiducia e dimissioni, ndr) sono collegate”, fa sapere. Come dire ai franchi tiratori: niente scherzetti. Non a caso l’eliminazione del bollo auto serve anche a far capire che Meloni è pronta ad andare al voto, in primavera, senza farsi “ricattare” dai peones alla prima legislatura che devono aspettare che maturi il vitalizio.

Anche se, davanti ai giornalisti, la premier continua a ribadire che si andrà a votare a novembre alla scadenza della legislatura: “Finché ho la maggioranza solida, governerò anche se leggo ricostruzioni sul fatto che sono pronta ad andare a votare da anni, prima di depositare la lista dei ministri”, ripete ai cronisti.

Che le chiedono anche se è pronta a dire “mai con Vannacci” e lei, più o meno, conferma: “Voglio ricordare che è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare. Questo è il tema che a me interessa”. Infine, risponde anche sull’incontro tra Salvini (al suo fianco) e le imprese russe e l’ambasciatore Paramonov difendendo a metà il leghista: “La cosa più naturale del mondo, non abbiamo chiuso i rapporti diplomatici con la Russia”. Ma poi conclude: “Per l’Italia è importante che continui ad avere una posizione chiara, e questo non è mai venuto meno”.