L’artista non aveva inviato al Comune la comunicazione di inizio dei lavori. E ha versato i soldi della sanzione

(di Alessio Gemma – repubblica.it) – Il murale aveva diviso la politica: il volto di Francesca Albanese, la relatrice dell’Onu invisa a Trump per la sua battaglia al fianco del popolo palestinese. Ora si scopre che per realizzare ad aprile quell’icona della sinistra italiana sulla parete di un palazzo di Barra, l’artista Jorit non aveva inviato al Comune la comunicazione di inizio dei lavori. E la mancanza di quell’atto gli è costata una sanzione di mille euro. Pagata da Jorit a giugno.
Mille euro sul conto della tesoreria del Comune di Napoli, versati da “Jorit Ciro Cerullo”. Causale: sanzione per mancata Cila. E Cila è la comunicazione di inizio lavori. In più a giugno l’artista ha presentato i documenti al Comune sulla “mancata comunicazione di inizio lavori”. Per sanare la pratica. Delegando, si legge negli atti, il geometra Ciro Borriello. Che è consigliere comunale M5s. Artista che fa discutere Jorit. Tra chi lo osanna per la sua “human tribe”, i volti segnati dalle strisce rosse. E chi gli addebita quella foto 2024, a guerra in Ucraina già iniziata, al fianco di Putin in Russia. «Voglio mostrare all’Italia – disse l’artista rivolto al presidente russo– che sei un essere umano come tutti e contrastare la propaganda occidentale». Quando divampò lo scontro per il suo murale di Albanese in corso Bruno Buozzi, Jorit rilanciò: «Io credo che Albanese sia divisiva solo per chi non ha a cuore il diritto internazionale». Il fatto è che la relatrice Onu era già diventata un caso per la proposta della cittadinanza onoraria di Napoli. Approvata dal Consiglio comunale nel 2025, è ancora congelata. Complice una battuta infelice di Albanese: «Milano non è Napoli. Nel senso che lì ci pensano che si devono svegliare alle sei». Scivolata? In un lungo post l’attivista di origini irpine sostenne poi che le sue parole erano state manipolate. Partendo dalla cittadinanza in stand by, Catello Maresca – magistrato e consigliere comunale di opposizione, già candidato a sindaco – ha cominciato a interrogare l’amministrazione sul murale. Ha chiesto se c’erano i documenti di inizio lavori. Rispolverando la querelle amministrativa che aveva già scosso il Comune per il murale di Ugo Russo ai Quartieri Spagnoli. E Maresca ha brandito la sentenza del Consiglio di Stato del 2023 per la quale un murale non è opera di edilizia libera alla stregua di una tinteggiatura: ma un intervento di manutenzione straordinaria che necessita di una Cila.
Per questo Maresca ha chiesto la “rimozione dell’opera”, anche in “assenza di una determinazione definitiva sulla proposta di cittadinanza onoraria ad Albanese”. Nella pratica presentata ex post per sanare l’opera a giugno è allegato l’accordo tra Jorit e i proprietari del palazzo in cui si specifica che “l’opera è finanziata interamente dagli artisti”. Ed è agli atti la delega per depositare i documenti al geometra Borriello. Che non si scompone: «Trovo stucchevole la polemica su un murale che la gente va a vedere», replica il consigliere Borriello: «Ho valutato la buona fede dell’artista che conosceva il regolamento. Abbiamo sanato tutto attraverso il mio operato prestato gratuitamente. Sono orgoglioso: l’arte merita un sacrificio professionale».