L’ex pugile vicino a Bandecchi e i blitz anti-immigrati: «L’ho picchiato così forte che s’è piegato il bastone». Torino, indagate 8 persone tra le quali la star social Frank Mascia: dal suo profilo TikTok si etichetta «coordinatore nazionale» di «Dimensione Bandecchi giovani», il movimento del sindaco di Terni. Scoperta una chat con 70 persone

16 set 2026

(di Massimiliano Nerozzi – corriere.it) – La versione criminale di Batman: «L’ho picchiato così forte che s’è piegato lo sfollagente», scriveva in chat uno degli indagati che partecipava ai raid notturni contro gli spacciatori, organizzati — secondo l’ipotesi investigativa — dalla star dei social Frank Mascia, al secolo Franco Masciandaro, 44 anni due giorni fa, torinese con il cuore (e i cazzotti da ex pugile) di estrema destra. E che dal profilo TikTok con 33 mila follower, oltre ai quasi 50 mila su Instagram, si etichetta «coordinatore nazionale» di «Dimensione Bandecchi giovani», il movimento del sindaco di Terni.

Il video: «Stiamo reclutando»

Utilizzando i profili digitali — sostiene la Procura distrettuale antiterrorismo di Torino, che ha appena chiuso l’inchiesta — Mascia ha istigato «all’usurpazione di pubbliche funzioni», sostituendosi cioè alle forze dell’ordine, invitando le persone «a partecipare alle ronde nei quartieri periferici», da Aurora a Barriera di Milano, per «individuare e allontanare soggetti asseritamente dediti allo spaccio o comunque ad attività illecite».
Basti un video su TikTok del 21 luglio 2024, finito nell’inchiesta della polizia: «Stiamo reclutando persone che abbiano voglia di contrastare baby gang, spaccio, rapine, ci siamo stufati di vivere con la paura per i nostri figli. Contattateci». 

Tanti l’hanno preso in parola, visto il gruppo whatsapp «Security Torino», con circa 70 partecipanti e gli altri sette indagati dalla Procura diretta da Giovanni Bombardieri. Dall’istigazione a delinquere si è presto passati ai fatti, se nell’avviso di fine indagini notificato ai difensori — tra i quali gli avvocati Roberta AlbaPasqualino Ciricosta e Gianni Iacono — vengono descritti sei blitz, per i quali sono contestati la violenza privata e le lesioni. Raid ai quali avrebbero partecipato uomini tra i 57 e i 29 anni.

Spedizioni punitive

Tutto è partito da un’informativa della Digos che, subito dopo una manifestazione antidegrado, aveva notato un gruppo di persone, tutte vestite di nero, tornare sul posto alla ricerca di pusher. La sera del 17 luglio 2024 — secondo l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Davide Pretti — Masciandaro e un complice «avevano accerchiato alcuni ragazzi di etnia africana e, percuotendone uno con schiaffi al volto, li costringevano ad allontanarsi da piazza Bengasi», capolinea sud della metro. 

Una decina di giorni dopo erano entrati in azione a parco Sempione, zona di spaccio, avevano accerchiato un ragazzo di origine nordafricana, ma nato a Torino, che fumava uno spinello su una panchina: colpendolo con un bastone e con uno sfollagente di metallo, «a testa, torace e genitali», per poi spruzzargli dello spray al peperoncino. Morale: «Trauma cranico non commotivo e congiuntivite», guaribili in una settimana. Era andata peggio a un altro giovane, picchiato «con bastoni e spranghe», provocandogli «lesioni guaribili in 15 giorni».

Ronde non  autorizzate

Oltre alle aggressioni, gli inquirenti contestano l’organizzazione delle ronde: poiché i servizi di controllo (da parte dei cittadini) richiedono l’iscrizione dell’associazione all’albo tenuto dalla prefettura, con l’indicazione dei nomi degli iscritti, la partecipazione degli stessi a specifici corsi di formazione, lo svolgimento dell’attività in gruppo di massimo tre persone, una casacca apposita e rigorosamente senza armi. Di più, il gruppo non si sarebbe limitato alla mera osservazione e alla segnalazione, «ma svolgendo attività di prevenzione e di repressione di reati». A novembre 2025 era scattato il sequestro preventivo dei profili social, non è bastato: per i magistrati, l’istigazione a delinquere è ancora «attuale».