
(di Marcello Veneziani) – Come si annunciò funesto il nuovo millennio quell’11 settembre di venticinque anni fa, con lo spettacolo così esagerato da sembrare finto, di due aerei che si infilavano in due grattacieli, detti Torri Gemelle e poi venivano mangiati dal fuoco, nel pieno centro di New York. Sembrò l’inizio dell’apocalisse, la profanazione della Superpotenza mondiale in casa sua, come mai era successo, l’insicurezza di vivere trasmessa a tutto l’Occidente. Il passaparola che ne derivò fino a diventare un mantra fu che niente da quel momento sarebbe stato come prima. E invece molto tornò come prima, la guerra globale non venne, l’apocalisse dopo il trailer di NY non venne. Dobbiamo avere la cruda franchezza di dirlo: si trattò di un gigantesco, doloroso falso allarme. Si apriva in modo spettacolare e feroce il terzo millennio annunciando la terza guerra mondiale. Non tra est e ovest ma tra nord e sud del pianeta, non tra due ateismi, uno pratico e l’altro ideologico come era il comunismo ma tra due civiltà venute da due religioni, di cui una appariva come giudeo-cristiana. Con la perdita dell’invulnerabilità dell’America in casa sua pensavamo di entrare in uno scontro di civiltà. Eravamo rassegnati a veder precipitare le cose, sembrava una valanga inarrestabile, un po’ come il 1939 o il 1914.
Per fortuna ci sbagliammo. L’11 settembre non fu l’inizio di una guerra mondiale ma l’apice, la fase più acuta di un fenomeno terribile e molecolare, che non configurava i prodromi di una guerra ma un imprevedibile stillicidio: il serpeggiare del terrorismo. Allora pensavamo che il peggio dovesse ancora accadere. Invece, il peggio, perlomeno quel peggio, passò. E le guerre hanno continuato senza evocare scontri di civiltà. Negli anni seguenti la psicosi fu alta e diffusa, gruppi di fanatici lampeggiavano qua e là coi loro focolai di odio e distruzione, l’attesa di attentati è stata mille volte più alta di quel che è realmente accaduto; ma pochi furono gli strascichi, a Londra e Madrid e poi Parigi e pochi altri episodi, anche cruenti. Ma non abbiamo visto moltiplicarsi le due torri distrutte, non abbiamo visto orde di fanatici, come cantava Battiato, invadere le terre degli infedeli. Arrivò qualcuno alla spicciolata nascondendosi sotto la pancia dell’immigrazione, ma i terroristi islamisti più noti erano cresciuti in Occidente e mescolavano fanatismo integralista d’importazione e fanatismo giacobino di marca occidentale.
Vedemmo al seguito un paio di guerre, in Afghanistan e in Iraq ma guerre preventive, mosse dagli Usa e dall’Occidente, la seconda più discutibile, morte di Saddam inclusa. E da ultimo, nei nostri giorni, l’attacco all’Iran.
Nulla ha superato in spettacolare efferatezza l’attentato dell’11 settembre; ci furono stragi, minacce e presentimenti, lupi solitari, prevenzioni e falsi allarmi, o allarmi sventati. L’emergenza Medio Oriente è rimasta, con ruoli e attori mutati, e col permanente focus sulla striscia di Gaza e i territori occupati.
L’11 settembre incise più nella mentalità globale che negli assetti mondiali e nella storia. L’egemonia planetaria dell’America è rimasta con le stesse cadute ma sempre più ristretta a contrastata; l’antiamericanismo, che si era sopito all’indomani dell’11 settembre quando tutti si proclamarono americani per solidarietà col Paese colpito, ha ripreso in Occidente e nel resto del mondo, trovando anche validi argomenti. E dall’altra parte, l’Islam non si è unificato, non ha seguito bin Laden, Daesh, gli ayatollah, non ci sono Stati islamici che minacciano l’Occidente. Il mondo islamico ha continuato a dividersi. E le varianti all’integralismo sono tante, tra nazionalismo, modernizzazione, islamizzazione ibrida.
Non dirò allora che tutti, da Bush ai teocon e ai nostri atei devoti, si erano sbagliati, che Oriana Fallaci aveva perso il suo tempo a suonare l’allarme, che gli apparati militari e polizieschi si mobilitarono per nulla, che le file interminabili agli aeroporti per i controlli, soprattutto negli Usa, fossero ingiustificati. Altro che, il pericolo c’era… Ma la guerra non c’è stata, i barbari interni all’Occidente hanno ripreso il sopravvento sulla paura dei barbari esterni; e chi diceva che l’Islam sarà il comunismo del XXI secolo, ribaltando una vecchia teoria, si è sbagliato, perché la Cina, ad esempio, è il nuovo antagonista globale del XXI secolo e l’Islam non c’entra. C’è ancora irrisolto e tremendo il nodo Russia, non si capisce bene come si svilupperanno le altre potenze regionali, e l’insofferenza dei paesi non allineati verso un Nuovo Disordine mondiale.
Comunque non fu Dio il mandante dell’Orrore e del Terrore, alle Torri Gemelle e altrove, come credono sciami di atei; non sono le religioni a insanguinare il pianeta, ma sono i fanatici che usano religioni, ideologie o interessi vari per spargere sangue ed esercitare la loro volontà di predominio. Ogni segno di tradizione cancellato per forza e per legge è un’offesa all’uomo, alla sua civiltà e un incitamento ai fanatici a reagire e a imporlo poi con la forza. Lasciate che i costumi cambino col maturare del tempo e delle situazioni, senza forzature progressive o regressive, comunque repressive. Non restaurare, non rinnegare…
Non dirò che l’allarme suonato dopo l’11 settembre fosse un effetto propagandistico per tenere unito il mondo sotto l’America, dopo che aveva perso il suo antagonista sovietico; non dirò, come sostenevano gli stessi neocon, che l’Islam fanatico è stato utile all’America per risvegliare la rabbia e l’orgoglio; non dirò che dietro tutto ci sono solo gli interessi petroliferi, militari e strategici degli Usa o di altri soggetti che hanno pompato il pericolo e tantomeno seguirò i complottisti di allora che parlarono dell’11 settembre come di un evento inesistente, una fiction pilotata dalla stessa America, più ambienti giudaici…I fanatici sono tanti e gente disposta a morire per farci morire ce n’è ancora tanta, in numero impressionante. Ma le aspettative tragiche dopo l’11 settembre non si sono avverate, l’allarme ha superato di gran lunga la realtà. E il nemico principale dell’Occidente è ancora l’Occidente, il suo nichilismo, la sua depressa vitalità, la sua perdita di lucidità e il suo ripiegare nell’egoismo.
Oggi rivedo quelle immagini di due aerei che bucano i due grattacieli e per un attimo prescindo dai terroristi, dal fanatismo islamico: tutto mi appare come un simbolo tremendo di un cortocircuito della modernità, una specie di tecnologia impazzita che si serve di folli terroristi per portare a compimento la sua facoltà di annientamento e distruzione dell’umanità, imponendo l’avvento disumano della Tecnica. A vederlo così sembra un caso di Intelligenza Artificiale ammutinata ai comandi, che distrugge l’umanità, come nelle denunce Anthropic di questi giorni, e si serve di personale fanatico per realizzare il suo disegno antiumano. Poi ritorno alla storia vera dell’11 settembre, inclusi alcuni misteri irrisolti, e concludo: la fine del mondo, con annesso giudizio universale, è stata rinviata a data da destinarsi. Però non rilassatevi…