(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] L’“attentato a Zelensky” col “drone russo che ha quasi colpito il suo aereo” ha riempito giornali, tg, siti e social per poi sgonfiarsi subito come un soufflé abortito. Intanto il “quasi colpito” somiglia tanto al “quasi gol” di Nicolò Carosio. E soprattutto a smentire tutto ha provveduto il governo di Kiev (“allarme esagerato”), una volta tanto in sintonia col Cremlino (“allarme inesistente”). L’unica certezza è che uno dei tanti droni della guerra in Ucraina ha sconfinato in Moldova prima di precipitare a 160 km dall’aeroporto dove Zelensky attendeva il decollo. Del resto Putin dovrebbe essere impazzito se volesse farlo fuori proprio ora che non è più il cavaliere senza macchia e senza paura, ma un leader screditato da scandali, disastri al fronte, arruolamenti forzati e attacchi di rivali molto più amati. Ma il fatto che a diffondere la “notizia” sia stato il premier norvegese, capo di uno dei governi più ostili ai negoziati, la dice lunga su chi e perché sparge allarmi sulla minaccia russa all’Europa proprio mentre si riaprono spiragli di dialogo.

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Giusto un anno fa, il 1º settembre 2025, l’aereo che portava la von der Leyen e la sua lacca in Bulgaria atterrò con 9 minuti di ritardo. E subito scattò l’allarme rosso, anzi russo. La sua portavoce sparò: “Secondo le autorità bulgare, è stata una palese interferenza della Russia. Siamo abituati alle minacce, una costante del comportamento ostile della Russia”. Purtroppo il ministro dell’Interno bulgaro Mitov la smentì: “Escludo categoricamente un attacco informatico”. E i siti di tracciamenti aerei certificarono “la buona qualità del segnale Gps dal decollo all’atterraggio”. Ma il Circo Togni dei bufalari&boccaloni, da Picierno a Calenda, da Sensi al Giornalone Unico partì in quarta. Corriere: “Ursula, l’aereo in tilt: la pista russa”. Rep: “Nel mirino dei russi il jet di Von der Leyen”. Sole 24 Ore: “Ombre russe sul volo”. Stampa: “Putin-Europa, il fronte dei cieli”. Messaggero: “Sabotato il volo di Ursula. L’Ue: ‘Sono stati i russi’”, “La ‘Guerra fredda’ del Gps minaccia gli aerei europei”. Giornale: “Putin minaccia i nostri aerei”. Domani: “I sospetti Ue: ‘Interferenze russe’”. Macron riunì d’urgenza i mitomani Volenterosi: “26 Paesi sono pronti a inviare all’Ucraina forze armate nei cieli, nei mari e a terra”. Poi, il 5 settembre, la portavoce della Von der Leyen dovette smentire l’attentato. Probabile che a mandare in tilt la strumentazione fosse stata la lacca di Ursula. Oggi resta da capire chi abbia lanciato quel drone in Moldova sbagliando clamorosamente mira. Ma un recente scoop di Rep può aiutare a capire: “Putin arruola ciechi e sordi”. Sarà stato un pilota di droni non vedente col bastone bianco e il cane guida.