
(estr. di Wanda Marra – ilfattoquotidiano.it) – […] Sta limando i dettagli Silvia Salis. Per il lancio del suo libro il battage mediatico sarà imponente. È già domani, edito da Feltrinelli, arriva nelle librerie martedì 13 ottobre. Prima presentazione, un evento in piazza a Genova. Poi, nella stessa settimana, in un’altra grande città. Previste anticipazioni su tutti i quotidiani e una grande intervista su carta stampata. Poi, soprattutto, la prima uscita tv a Che tempo che fa da Fabio Fazio, la domenica 18. D’altra parte, il conduttore è cliente di Jump, l’agenzia di comunicazione dell’ex portavoce di Renzi, Marco Agnoletti, che segue anche Salis. Insomma, un inizio sprint che ancora una volta rivela stile e ambizioni della sindaca di Genova, che di certo non si accontenta di qualche comparsata spot o di palchi minori. “Parleremo di primarie dopo la legge elettorale”, ha detto Elly Schlein martedì sera durante il dibattito con i leader alla festa di Avs. La segretaria del Pd ha ripetuto spesso in questi giorni – in pubblico e in privato – che il Melonellum non si farà. Forse un auspicio, più che una vera previsione: ieri FdI poteva scegliere in un solo colpo di votare le preferenze e affossare la legge. Non l’ha fatto, dunque la riforma elettorale appare più vicina. Con buona pace di chi vuole evitare i gazebo. Tentazione accarezzata a tratti anche da Schlein, a favore della tesi che il premier lo deve fare il leader del partito che prende più voti. Ma a questo punto a Reggio Emilia dovrebbe annunciare la sua candidatura. Condizionale d’obbligo: il discorso non l’ha ancora scritto. D’altra parte, l’imponente discesa in campo di Salis racconta che senza i gazebo la segretaria dem non potrà arrivare a Palazzo Chigi. Basterebbe il veto di Giuseppe Conte per fermare un eventuale incarico da parte del Colle. Salis resta in pole position come premier alternativo. Ma non è l’unica.
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Raccontano che dietro il no di Roberto Speranza alle primarie ci sarebbe la voglia di Massimo D’Alema e degli ex Articolo 1 che rispondono a lui di puntare sul sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Una suggestione che va avanti da mesi. Sta di fatto che proprio lui martedì sarà in prima fila a presentare l’ultimo numero della rivista dalemiana, Italianieuropei. Domenica sarà un giorno importante per il campo progressista: Conte interverrà alla Festa del Fatto, Schlein chiuderà la Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, appuntamento a cui sta lavorando da mesi, con tanto di mobilitazione di tutte le federazioni. E a Roma, in chiusura della festa di Avs, sul palco salirà l’ex capo della polizia, Franco Gabrielli. Uno che viene considerato una garanzia da Mattarella. Ultimamente si è avvicinato a Ernesto Maria Ruffini, pure lui ben visto dal Quirinale, che aspira a rappresentare il centro meglio di Matteo Renzi. In questo contesto, per chi cerca premier alternativi, appaiono indicative alcune convergenze tra Nicola Fratoianni (il più esplicitamente contrario alle primarie) e lo stesso Gabrielli: alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia il leader di Avs ha rilanciato la patrimoniale e Gabrielli ha approvato. Ma intanto Salis è lanciatissima. Da Fazio ad aprile disse che alle primarie – strumento che non condivide – non avrebbe votato né Conte, né Schlein. Si aspettano aggiornamenti.
…puntare sul sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Una suggestione che va avanti da mesi…”
La “suggestione” Gualtieri meriterebbe un’analisi psicologica ( se non psichiatrica) approfondita su chi la propone. E voglio sperare che non sia davvero D’Alema, il cui Q.I. reputo superiore alla media. Già Roberto Speranza può rappresentare meglio i sottosviluppati mentali che possono partorire un’idea del genere. Gualtieri è meno carismatico di Lollobrigida e se la gioca in quanto ad appetibilità con due pesi da un kilo attaccati sullo scroto.
Detto ciò non scommetto neppure un centesimo sulla capacità del cosiddetto “campo” alternativo al centrodestra di candidare una persona decente e competitiva. L’unico è Conte.
Ma non lo candideranno mai.
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