“Report”, si scalda anche il Gabibbo

(di Nanni Delbecchi – ilfattoquotidiano.it) – Due nomi forti e di grande esperienza, specie nella conduzione, hanno messo la parola fine al TotoReport seguito alla decisione di rimuovere Sigfrido Ranucci. Ma non è stata una decisione facile, altre fortissime candidature erano state sondate in segreto dalla Rai, come siamo in grado di rivelare in esclusiva.
Valter Lavitola. Offrirgli la conduzione di Report, trasferendo lo studio al ristorante Cefalù. Era l’uovo di Colombo: se è amico di tutti e tutti vanno lì, chi meglio di lui? Il primo programma d’inchiesta a domicilio, due ostriche con una fava. Lavitola era possibilista, ma ha rilanciato. Lo studio non al Cefalù, ma in un autogrill sull’autostrada del Sole. Le trattative si sono misteriosamente arenate.
Paolo Mieli. Primo nome emerso da un sondaggio riservato, si era detto disposto a prendere in mano Report in tandem con il direttore di Repubblica Stefano Cappellini. La trattativa è fallita all’ultimo, quando Mieli ha scoperto che le vongole degli spaghetti della mensa Rai non sono sgusciate.
Il Gabibbo. Ora che Striscia la notizia è ferma, qualche papavero di Viale Mazzini lo avrebbe visto bene a Report: “In fondo è uno dei nostri”. Ma il diretto interessato ha seccamente girato la proposta al mittente con una battuta sibillina: “Voi sarete anche dei pupazzi come me, ma io non sono un pupazzo come voi”.
Ignazio La Russa. Se la seconda carica dello Stato può permettersi di sparare a zero contro una trasmissione giornalistica del servizio pubblico, perché non potrebbe anche condurla, tra una seduta e l’altra del Senato? I dubbi dei costituzionalisti hanno stoppato l’ipotesi. Peccato: “Non sarà facile trovare un conduttore peggiore di Ranucci”, aveva tuonato La Russa; con lui sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Topo Gigio. L’intramontabile pupazzo animato è un vecchio democristiano, meno schierato del Gabibbo, di Provolino e di Kermit la Rana: tutta la dirigenza Rai lo avrebbe visto bene a Report. Gigio era tentato dal debutto nel giornalismo, ma quando ha saputo che il Mago Zurlì non era disponibile, ha dettato le sue condizioni: voglio interagire con un giornalista Rai senza appartenenze sindacali, politiche e amichettismi di sorta. Non si è trovato nessuno.
azz… vi siete dimenticati del vespone…
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Perche’ il vespino se non rinniva con la 7🤔
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Molto divertente e molto triste.
Però non riesco ad essere indignato come lo sono stato per Travaglio, Santoro, la Dandini, Luttazzi, Biagi, Paolo Rossi, Dario Fo, Benigni, la Guzzanti eccetera eccetera.
Ancora non mi capacito di come Ranucci abbia potuto essere così fesso.
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Benigni? Non lo vedo con gli altri.
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