(di Amy Kazmin – ft.com) – Quando quest’estate i prezzi della benzina in Italia hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, il provocatorio esponente dell’estrema destra Roberto Vannacci ha interrotto le sue vacanze al mare per dare la colpa all’Ucraina.
A torso nudo e con al collo un ciondolo a forma di doppia ascia associato al movimento neofascista Ordine Nuovo, l’ex addetto militare italiano a Mosca ha sostenuto che gli attacchi con droni ucraini contro le raffinerie di petrolio russe avessero fatto «volare alle stelle» i prezzi dei carburanti.
La sua soluzione: «Smettere di dare armi e soldi all’Ucraina», ha detto Vannacci in un video sui social media che non faceva alcun riferimento alla guerra in Iran né al suo impatto sui prezzi del petrolio. «Dobbiamo solo avere il coraggio — che molti non hanno.»
L’attacco di Vannacci ha aperto un nuovo fronte contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sfidando direttamente la sua politica estera fermamente filo-ucraina con argomenti sorprendentemente vicini a quelli della stessa Mosca.
Le sue tesi allineate al Cremlino — tra cui l’appello a riprendere gli affari e gli scambi commerciali con la Russia — rischiano di complicare la campagna per la rielezione di Meloni, facendo leva sulle profonde correnti di pacifismo, malcontento economico e affinità verso Mosca presenti in Italia.
«Senza Vannacci, avrei scommesso con una certa tranquillità sulla rielezione di Meloni», ha detto Giovanni Orsina, direttore del dipartimento di scienze politiche dell’università Luiss di Roma. «Con Vannacci, è molto più complicato e difficile fare previsioni.»
I sondaggi estivi indicavano il nuovo partito di Vannacci, Futuro Nazionale — lanciato quest’anno dopo la rottura con la Lega di estrema destra del vicepremier Matteo Salvini — al 7,6 per cento, con consensi provenienti da elettori che in precedenza avevano sostenuto la coalizione di destra di Meloni.
Alcuni analisti sospettano che dietro l’ascesa di Vannacci vi sia l’influenza russa, soprattutto dopo che Meloni ha costretto Salvini — un tempo lui stesso fervente ammiratore di Vladimir Putin — ad allinearsi al suo sostegno a Kyiv.
«Abbiamo il sospetto che sia un progetto russo», ha detto Nona Mikhelidze, senior fellow dell’Istituto Affari Internazionali di Roma.
In una recente analisi, l’European Council on Foreign Relations (ECFR) ha definito Vannacci «un cavallo di Troia dell’influenza russa all’interno dell’Italia». Il think-tank ha avvertito che, se dovesse sostenere la coalizione di Meloni, potrebbe «mandare in frantumi il consenso collettivo dell’UE sulla sicurezza».
«Una Roma influenzata da Vannacci bloccherebbe attivamente le iniziative di difesa dell’UE, porrebbe il veto alle sanzioni e farebbe trapelare informazioni sensibili sul coordinamento in materia di sicurezza», ha affermato l’ECFR.
La prospettiva non è del tutto accademica. Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri di Fratelli d’Italia, il partito di Meloni, ha detto la scorsa settimana di augurarsi che Vannacci entri nella coalizione di governo di destra.
Il partito ha successivamente affermato che il commento rifletteva la sua «opinione personale», e Cirielli ha precisato di aver parlato «in via teorica». Vannacci non ha risposto alle richieste di commento sui suoi presunti legami con la Russia.
Un portavoce di Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, ha affermato che la posizione del partito sulla Russia è «molto chiara» e che sostiene la «pace in Ucraina» anziché una «guerra inutile». Nel suo manifesto politico pubblicato di recente, il partito sottolinea «l’importanza di riaprire i canali con la Federazione Russa» per ridurre i costi dell’energia per gli italiani.
Afferma inoltre che l’Italia dovrebbe rivalutare tutti gli impegni assunti attraverso i trattati internazionali, compresa la possibilità di ritirarsi dalla Nato. «Nessun tema o opzione dovrebbe essere considerato un tabù politico», sostiene il partito.
Tra le altre idee estreme figurano deportazioni di massa, l’attribuzione di più voti alle elezioni ai genitori con figli piccoli e la promozione di un «patriarcato mediterraneo» che «forma uomini forti capaci di dominare le emozioni».
Sebbene molte proposte saranno liquidate come stravaganti, Orsina ha affermato che le posizioni di Vannacci sulla Russia troveranno probabilmente un pubblico ricettivo. «Sta esprimendo un’opinione o una convinzione profondamente radicata e diffusa — che la Russia non sia un problema, che non rappresenti una minaccia alla sicurezza», ha detto Orsina. «Questa è una delle ragioni per cui Vannacci è così pericoloso.»
L’affinità di Vannacci con la Russia è emersa quando, all’inizio del 2021, è stato inviato a Mosca come addetto militare italiano, dopo una carriera da paracadutista all’estero che lo aveva portato anche in Iraq e Afghanistan.
John Foreman, ex addetto alla Difesa britannico in Russia, che ebbe modo di conoscerlo a Mosca, ricorda Vannacci come un uomo affascinante che non considerava la Russia una minaccia alla sicurezza.
«Apparteneva a quel tipo di militare italiano che pensa che non dovremmo essere in contrapposizione con la Russia — che la Russia dovrebbe essere un partner», ha detto Foreman al FT. «Non appartenevano al fronte dei falchi sulla Russia. L’atteggiamento era: “lasciamo che il passato resti nel passato”.»
Vannacci spingeva inoltre con entusiasmo affinché Roma riprendesse la cooperazione militare con Mosca dopo che la Nato aveva interrotto i rapporti in risposta all’annessione russa della Crimea nel 2014, ha aggiunto Foreman.
Anche le opinioni socialmente conservatrici di Vannacci e il suo istinto per la gerarchia lo rendevano ricettivo nei confronti della Russia di Putin. «È una sorta di uomo autoritario», ha detto Foreman. «Si può vedere l’affinità che ha con il pugno di ferro di Putin — e con la narrazione del Cremlino secondo cui Putin ha riportato disciplina e ordine.»
Vannacci ha inoltre attribuito alla moglie romena da oltre 20 anni, Camelia Mihailescu, il merito di aver alimentato il suo interesse per la vita e la cultura russe. Figlia di un ufficiale di carriera dell’esercito romeno, lavorava come archivista presso l’accademia militare di Bucarest quando Vannacci la conobbe durante un viaggio nella città.
Nel 2023 Mihailescu ha raccontato a una testata online romena che il periodo trascorso a Mosca dalla coppia e dalle loro due figlie era stato «uno dei più fantastici» della sua vita. Prima dell’invasione dell’Ucraina, Vannacci sosteneva con fermezza che la Russia non avrebbe attaccato, nonostante le crescenti prove di un concentramento di forze militari.
«La sua valutazione del concentramento di forze e dell’invasione dell’Ucraina nel 2022 si rivelò completamente sbagliata», ha detto Foreman. «La sua affinità verso la Russia e il regime, la sua mancata comprensione del più ampio contesto storico . . . e forse la considerazione che ha di sé e il suo ego hanno interferito con la sua valutazione.»
Dopo l’inizio dell’invasione, Vannacci disse all’ambasciatore italiano in Russia, Giorgio Starace, che le forze russe sarebbero entrate in Ucraina «come un coltello nel burro» e predisse che Kyiv avrebbe capitolato rapidamente.
«Sopravvalutava l’efficienza e la potenza dell’Armata Rossa e forse sottovalutava la capacità degli ucraini di resistere», ha detto Starace, ricordando l’«ammirazione» di Vannacci per la potenza dell’esercito russo.
Nel maggio 2022, Vannacci fu tra i 24 diplomatici italiani espulsi da Mosca dopo che Roma aveva espulso un gruppo di diplomatici russi. Successivamente assunse il comando dell’Istituto Geografico Militare italiano.
Poi, nell’agosto 2023, il generale fino ad allora poco conosciuto balzò agli onori della cronaca con un incendiario libro autopubblicato, Il mondo al contrario, che attaccava il femminismo, l’omosessualità e la diversità etnica, elogiando al contempo la Russia. Fu rimosso dal suo incarico e sospeso per 11 mesi, prima di lasciare infine del tutto le forze armate.
Ma il bestseller gli fruttò anche €800.000, secondo quanto da lui dichiarato, e spinse Salvini a farne il capolista della Lega alle elezioni del Parlamento europeo del 2024. Quando Vannacci ha lasciato la Lega a febbraio, si è lasciato alle spalle molta amarezza.
«Pensavo che potesse essere un buon innesto — molto intelligente, molto bravo nella comunicazione», ha detto il senatore della Lega Claudio Borghi, che contribuì a reclutare Vannacci. «Forse pensava che fosse un bel modo per ottenere un posto molto ben pagato al Parlamento europeo.»
Dalla sua posizione nell’assemblea dell’UE, Vannacci ha continuato a considerare inevitabile la sconfitta dell’Ucraina, esortando il blocco a raggiungere un accordo con Putin e cercando di eliminare dai documenti parlamentari i riferimenti alla minaccia rappresentata dalla Russia per l’Europa.
«La pace è vicina, è a un passo», ha detto Vannacci agli altri eurodeputati lo scorso anno. «Non sarà una resa a Putin o a [Donald] Trump, ma una resa al campo di battaglia e alla realtà.»
In patria, Vannacci sostiene che le difficoltà economiche dell’Italia derivino in parte dal suo isolamento dalla Russia, un tempo il suo principale fornitore di energia e un importante mercato per i beni di lusso italiani.
Teresa Coratella, policy fellow dell’ECFR, ha affermato che Vannacci ha «compreso molto saggiamente» che collegare le sanzioni contro la Russia alle difficoltà economiche dell’Italia potrebbe essere una strategia vincente in un paese in cui i salari reali sono ora inferiori del 6,1 per cento rispetto all’inizio del 2021.
«Vannacci sta colmando il vuoto nel dibattito sulle questioni economiche», ha detto Coratella. «Promuoverà l’agenda russa, nascondendola dietro la necessità di porre fine alla cattiva situazione [economica] dell’Italia.»




Articolo decisamente inutile.
Il cavallo di Troia funzionò perché i Troiani decisero di portarlo dentro.
Ulisse lo fece costruire e i suoi lo spinsero fino alle porte della città, ma se i Troiani avessero detto che cosa è sto robo la storia sarebbe finita lì.
In modo del tutto analogo il problema non è Vannacci e non è il sostegno che riceve dalla Russia; qualunque esso sia e ammesso che ci sia.
Il problema è che propone soluzioni inesistenti o sbagliate a problemi concreti.
In che modo il sostegno o l’avversione alla Russia possono risolvere i problemi degli Italiani?
I salari stagnanti da 30 anni li risolvi modificando le relazioni con la Russia?
Il prezzo della benzina o del gas li riduci modificando le relazioni con la Russia?
Più in generale, il malcontento economico e sociale che c’è in Italia lo elimini modificando le relazioni con la Russia?
Semmai il problema vero, che l’articolo non tratta, è come sia possibile che ci siano persone disposte a dargli credito.
Quando una spiegazione insufficiente diventa politicamente credibile, tre sono i casi: o per disperazione o per ignoranza o per interesse.
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Non si finisce di leggere una pagina e arriva un commento come il tuo
Il prezzo della benzina o del gas li riduci modificando le relazioni con la Russia?
Certo non ci aiuta, lo capirebbe anche un babbuino ma certo non uno come te.
Noi diamo soldi agli ucraini e questi bombardano le raffinerie russe, quest’é.
Devi essere uno di quelli che sostiene che il GNL americano non costa più del gas russo.
Massì, continuiamo a dare soldi all’Ucraina, impoveriamoci, tagliamo le accise di 17 centesimi ma per 1 settimmana, prendiamo la benza a 3 euro e poi tutti felici a votare PD e altri partiti bellicisti, giammai Vannacci che dice cose di puro buonsenso, ovvero quelle che gente come te non capisce, vedi tra l’altro le vaccate che hai detto sull’Islanda. 😀
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Il F.T. non ricorda che molti dei soldi e delle armi inviate in quel pozzo senza fondo dell’Ucraina sono finiti nei CESSI D’ORO degli oligarchi ucraini e ad alimentare il mercato nero delle armi. Voterà per il generale chi crederà alle sue promesse, così come ha votato la bionda sig.ra chi ha creduto al taglio delle accise, alla” pacchia è finita” in Europa, all’autonomia dall’UE e dagli USA e alle altre balle.
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Interessante non il contenuto dell’articolo, ridicolo, ma il posizionamento di FT: salvo che si tratti di un depistamento per favorire Vannacci nelle urne, sembrerebbe che il generale non è (ancora) a libro paga degli inglesi, che muovono i fili di baltici e tedeschi, ma piuttosto degli oligarchi tecnologici trumpiani, notoriamente putiniani.
Salvo compattarsi tutti per lo scontro di civiltà contro la Russia, fino all’ultimo europeo continentale, come da secoli piace agli anglosassoni.
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E cmq complimenti a Vannacci per la mogliera, chiamalo fesso 😀
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