L’ex 5Stelle sente la premier e Tajani: “Farò di tutto per tornare presto”. E posta la foto del suo pasto in ospedale

Di Battista: i post e la voglia di pizza. Conte invia medici, Meloni chiama

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] L’ex trascinatore del Movimento non molla: neanche un po’. Lo fa capire chiaramente a Giorgia Meloni e a Antonio Tajani, che lo chiamano in ospedale. Lo ribadisce sui social, rispondendo a un post di Ilaria Loquenzi, veterana dell’ufficio comunicazione del M5S, sua amica dai tempi dei primi meet up: “Ce la metterò tutta per tornare presto”. Ha fame, financo. Tanto che al noto pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo lo promette, sempre sui social: “Vi vengo a trovare presto, ne ho bisogno”. E a corredo, allega la foto di un piatto con pollo e riso: cibo da ospedale, cubano. Alessandro Di Battista ha la forza e la voglia di farsi sentire. Il ricovero improvviso venerdì a Cuba, dove è andato per fare alcuni reportage per il Fatto Quotidiano e Tv Loft, non gli ha tolto spirito e verve: anche se lo ha costretto nei letti di ospedale, prima a Santa Clara, dove lo avevano ricoverato venerdì sera (ora italiana), e poi a L’Avana, dove è stato trasportato in ambulanza sabato, per effettuare esami più approfonditi. “Dite a Marco Travaglio che vi preparerò un bel reportage” fa sapere al Fatto. “L’ho trovato combattivo, non indebolito nel morale” dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ieri gli ha telefonato. Tanto che l’ex deputato M5S gli ha chiesto di di aiutare il popolo cubano, provato dall’embargo americano. E in serata è arrivata anche la chiamata di Meloni. “È stata gentilissima, una bella telefonata” raccontano. Altri gli scrivono: come Giancarlo Giorgetti. Tutti quelli che gli hanno parlato in queste ore confermano che Di Battista è reattivo. Gli hanno scritto in tantissimi, anche degli ex del Movimento. E a moltissimi ha risposto, via messaggio, anche scherzando. Vuole rassicurarli. “Lo aspetto presto in Italia” aggiunge Tajani.

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Il governo ha ribadito di essere pronto a mettergli a disposizione un aereo per riportarlo a Roma. Ma l’ex deputato per ora non lo ritiene un tema all’ordine del giorno. E comunque di viaggiare in aereo, qualunque esso sia, per ora non se ne parla, come hanno confermato ieri fonti sanitarie cubane. Trasportarlo comporterebbe rischi che vanno assolutamente evitati. Anche per questo, ieri sono partiti per Cuba due medici del Policlinico Gemelli di Roma, attivati da Giuseppe Conte, che porteranno nell’isola anche alcune attrezzature mediche. Oltre che a dare supporto ai medici cubani, dovranno valutare se l’ex deputato sia trasportabile in Italia con un aereo sanitario, in grado di volare a un’altitudine più bassa rispetto alle normali rotte. In queste ore Di Battista sta venendo sottoposto a molti esami, dopo la prima Tac a Santa Clara di venerdì scorso. E ieri c’è stata una riunione sul suo caso tra gli specialisti dell’ospedale Hermanos Ameijeiras, a cui hanno partecipato anche il viceministro cubano alla Salute e l’ambasciatrice italiana nell’isola, Simona De Martino.

Ogni decisione va valutata con cautela. Mentre ieri è partito dall’Italia un volo con a bordo la madre dei due figli dell’ex parlamentare, Sahra, e alcuni suoi amici. In contatto costante con Di Battista e i suoi familiari c’è anche Giuseppe Conte, che ha garantito da subito il sostegno del Movimento. L’ex parlamentare ha un’assicurazione sanitaria, ma ovviamente anche il Fatto si è subito messo a disposizione per supportare lui e la famiglia per ogni necessità. Nell’attesa di novità, dall’Italia continuano a piovere comunicati e post di solidarietà. Ieri Luigi Di Maio, che sabato aveva parlato con Di Battista al telefono, ha rilanciato sui suoi social vari articoli che raccontavano della sua vicenda, corredati della scritta “Forza Alessandro” e dell’emoticon di un bicipite.

Mentre l’ex ministro del Movimento Danilo Toninelli pubblica un lungo elogio di Di Battista: “Alessandro è uno che ha avuto il coraggio anche di perdere posti, occasioni, convenienze, consenso, e di dire cose scomode quando sarebbe stato molto più facile stare zitto. Lui rappresenta la speranza che esistano persone non disposte a vendersi”. Ma c’è anche l’europarlamentare del Pd, Sandro Ruotolo, che al Fatto racconta: “Ero alla festa de l’Unità a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove ci siamo tutti alzati in piedi per fare un applauso a Alessandro”. Un mare di affetto, trasversale.