Report, Brunetta ha dato quasi 50mila euro a Piervincenzi. Nel 2025 il neo conduttore della trasmissione ha aperto una società di cui è socio e ad. E ha ottenuto dal Cnel dell’ex ministro (promosso presidente per volontà di Meloni in persona) due affidamenti diretti da circa 24 mila euro l’uno. «Nessun conflitto d’interesse», la replica del giornalista. Che su Ranucci dice: «Prima mi compra un’inchiesta sul Congo e poi dice che sono un mediocre. Certo, capisco la situazione psicologica in cui si trova adesso e mi dispiace»

(Enrica Riera – editorialedomani.it) – Un giornalista antimafia, impegnato da sempre nel contrasto alla criminalità organizzata, ma anche nella narrazione dei conflitti internazionali. Il curriculum di Daniele Piervincenzi, neo prescelto dai vertici Rai per la conduzione di Report insieme alla collega Giulia Presutti, mostra tutta la sua versatilità. Celebre per l’aggressione violenta subita da un membro della famiglia Spada, appassionato di rugby – passione utilizzata in maniera pretestuosa da alcuni giornali per avvicinare il neo co-conduttore al direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini, anche lui fan della palla ovale –, Piervincenzi è un cronista di razza, seppure poco fortunato nella conduzione (il suo programma Popolo Sovrano non fu un successo).

Gli affari con Brunetta
Inoltre Piervincenzi, seppure abbia quasi tutta la redazione contro dopo la decisione dei vertici meloniani di affidargli la co-conduzione insieme a Giulia Presutti, ha anche collaborato per Report nel 2025. Nello stesso anno, ha scoperto ora Domani, ha però aperto anche una società, la Outcast srls. Il sostituto di Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma investigativo di Raitre ne è amministratore unico e socio al cinquanta per cento. Di cosa si tratta? Di una società attiva nel settore della produzione cinematografica, di video e programmi televisivi con sede a Roma. Una società che a marzo scorso e maggio 2025 ha ottenuto due affidamenti diretti per complessivamente circa 47mila euro dal Cnel. Cioè dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro guidato dall’ex ministro Renato Brunetta, incarnazione del “simbolo della casta” contro cui lotta da sempre Report.
Non è un caso che Brunetta, piazzato al Cnel direttamente da Giorgia Meloni, dopo gli articoli di questo giornale sul suo aumento di stipendio da 256mila a 311mila euro, ha fatto dietrofront cercando di rimediare alle critiche ricevute dalla stessa premier.
L’Outcast srls, che in questi due anni ha incassato soldi pubblici per la «fornitura di servizi» direttamente dall’ente presieduto dall’ex ministro berlusconiano, non appartiene soltanto a Daniele Piervincenzi, ma anche al collega Alessandro Righi che ne detiene l’altro 50 per cento. Nel 2025 il fatturato è di 23.850 euro: in pratica la srl ha lavorato solo per Brunetta. Mentre l’Outcast incassava risorse pubbliche dal Cnel, Piervincenzi e il suo socio Righi lavoravano a un servizio per Report Lab sul Congo. Servizio che sarebbe dovuto andare in onda tra aprile e giugno scorsi, ma alla fine è sfumato perché sarebbe «stato consegnato troppo tardi», dicono da Report.

Conflitti di interessi
Tutto legittimo, certo. In base a quanto scritto dal codice etico Rai, solo i dipendenti dell’azienda non possono amministrare e possedere società. E Piervincenzi, vincitore dell’ultimo concorso per le redazioni regionali della Rai, non ha ancora firmato per la Tgr Campania dove sarebbe destinato. Tecnicamente, dunque, è ancora una partita iva. Tuttavia, con la conduzione di Report alle porte, questo suo inedito ruolo alla guida della srls, potrebbe causargli qualche problema. Il conflitto di interesse è dietro l’angolo. «Come può il titolare di una società che prende soldi pubblici e in particolare da Renato Brunetta, fare inchieste sul potere?», dicono i più maliziosi. «Come può – continuano gli antipatizzanti – fare i conti in tasca ai potenti se dai potenti hai fatturato? Noi a Report sul Cnel abbiamo fatto più di un’inchiesta».

In bilico
Domande – quelle sul conflitto di interesse – che, probabilmente, lo stesso Piervincenzi si sta ponendo. Contattato da questo giornale, il giornalista ha detto di essere approdato al Cnel «grazie a Massimiliano Monnanni, che poi ne sarebbe diventato segretario generale, per un progetto, ormai concluso, riguardante i ragazzi delle scuole dell’hinterland romano: le scolaresche sono state portate al parlamentino del Cnel, Renato Brunetta non ha partecipato ed è stata una bella iniziativa». Sulle ombre di conflitto di interesse Piervincenzi a Domani ha detto che una volta che firmerà in Rai «mi libererò di questa cosa, cedendo la società a Righi». Infine, su Ranucci: «Mi dispiace delle parole che ha utilizzato («i nuovi co-conduttori mortificano Report», aveva detto l’ex conduttore) ma capisco in che situazione psicologica si trovi adesso. Certo, prima mi manda in Congo per l’inchiesta su Luca Attanasio, me la compra e due mesi dopo dice che sono un mediocre…».
Il clima, insomma, con l’intera squadra di inviati storici pronti a lasciare, non sembra essere dei migliori. «I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell’azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma», è il messaggio dei giornalisti del programma contenuto nel documento con cui si è proclamato lo stato di agitazione e «la riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero».
Al contrario di Piervincenzi, che nelle ultime ore si sarebbe mostrato titubante sul nuovo incarico, la collega Presutti, habituè del Cefalù bistrot di Valter Lavitola, da quanto dicono fonti a lei vicine, sarebbe «contentissima» di sostituire Ranucci, che anni fa l’accolse a Report. Nel frattempo, salvi colpi di scena, sabato l’associazione Articolo 21 ha organizzato una manifestazione a Napoli per chiedere alla Rai di rivedere la decisione di rimuovere Ranucci dalla conduzione della trasmissione.