L’abbaglio europeo è pensare di poter sostenere un conflitto con la Russia senza troppe conseguenze, magari usando gli ucraini come proxy. Ma Kiev è esausta e l’Europa è vecchia. L’Europa appare l’unico approdo per non perdersi nel caos geopolitico

(Mario Giro – editorialedomani.it) – Giochi di guerra tra Russia e Nato. Ci si spaventa a vicenda ma soprattutto ci si auto-terrorizza, finendo per credere alle stesse paure che si è create. È una via pericolosa perché si scivola sempre più giù su un piano inclinato.

La Russia è preoccupata per la via baltica: una volta Svezia e Finlandia erano neutrali e il passaggio verso Kaliningrad garantito. Oggi non è più così e per Mosca si tratta di un tema strategico: Pietroburgo è facilmente isolata e il transito verso l’Atlantico molto ridotto. Se si aggiunge il semi-blocco del Mar Nero grazie alla guerra navale ucraina, si può avere una vaga idea dei nervosismi russi.

A Mosca rimane aperta la via artica dove però si agitano gli americani: vedi Groenlandiareferendum in Islanda e così via. Mettersi paura a vicenda è un gioco pericoloso che può sfuggire di mano.

Le esercitazioni Nato senza preavviso attorno all’enclave di Kaliningrad hanno fatto scattare tutti gli allarmi russi. Allo stesso modo gli Stati Uniti si inquietano per i sottomarini di Mosca che dall’Artico scendono verso l’Atlantico Nord. Russi e americani si parlano per cercare di smussare le reciproche paure ma quello che è sempre meno chiaro è il ruolo della Nato.

Il ruolo della Nato

Al Cremlino ci si chiede chi controlla l’alleanza. Gli americani sono in ritirata (o in fredda) mentre britannici e altri mantengono le loro classiche posizioni, come ha ribadito il neo premier Andy Burnham. Londra è rinomata per l’utilizzo – ove possibile – dello strumento militare, non importa quale sia il colore della maggioranza a Westminster. La Francia si dice pronta per una «guerra ad alta intensità», come ha più volte confermato il capo di stato maggiore, dividendo gli europei in «carnivori ed erbivori».

Secondo tale tesi in un mondo di carnivori (la Russia), occorre esserlo a propria volta (una volta più poeticamente si diceva «quelli di Marte e quelli di Venere»). I polacchi si preparano a contrastare una «indiscutibile e indubbia» invasione russa e le autorità tedesche cercano di convincere (con difficoltà) la loro opinione pubblica della medesima cosa. In Europa c’è chi è convinto – e lo dice oramai apertamente – che se l’offensiva russa è sicura, tanto vale attaccare per primi. L’appetito per la guerra vien mangiando. 

Nella Nato sono questi i discorsi dei politici che giungono ai comandi militari, molto meno convinti della ragionevolezza di tali teorie. Da un anno l’Ucraina resiste all’aggressione russa con soldi e armi provenienti dall’Europa. Gli Usa hanno smesso di aiutarla ma Kiev non cede. L’attuale dibattito sui Patriot riguarda la possibilità che la Nato offra sistemi d’arma performanti contro la volontà americana. Washington è tra due fuochi: da una parte la fedeltà all’alleanza atlantica che deep state e alti gradi Usa non vogliono abbandonare.

La volontà di Trump

Dall’altra la volontà di Donald Trump e dei MAGA di uscire da un sistema che non controllano pienamente e che non possono utilizzare a piacimento. Bruciano i diversi no ricevuti da parte degli alleati per l’avventura iraniana (tra cui quello italiano, particolarmente irritante per il tycoon). In altre parole: Trump pensa che se non può comandare la Nato come vuole, tanto vale abbandonarla. Ma dentro l’amministrazione Usa c’è chi è contrario a tale eventualità.

L’insistenza dei partner occidentali sui missili a lungo raggio per l’Ucraina è divenuta fonte di malumore per la Casa Bianca anche per il pessimo giudizio dei russi sul fatto che gli Usa non riescono più a controllare gli europei. D’altra parte questi ultimi si stanno facendo dei film pericolosi, convincendosi di poter agire da soli mentre la stessa storia del continente dimostra l’opposto: da soli non si conclude nulla di buono ma si finisce nel baratro della guerra. L’abbaglio europeo è pensare di poter sostenere un conflitto con la Russia senza troppe conseguenze, magari usando gli ucraini come proxy. Ma Kiev è esausta e l’Europa è vecchia: con una età mediana nella Ue di 45 anni chi andrà a combattere? Fare affidamento su innovazioni tecnologiche e robot militari è illusorio: la guerra in Ucraina è un misto tra tecnologia e trincee, droni e fango. Eppure l’Europa appare l’unico approdo per non perdersi nel caos geopolitico.