
(Tommaso Merlo) – Se ci fossero più Di Battista, l’Italia sarebbe un paese migliore. Idealisti, persone ancora capaci di indignarsi e col coraggio di battersi per le proprie convinzioni. Non pecore ma cittadini e con la forza di procedere controvento e di scontrarsi coi luoghi comuni e coi potenti. Non parole ma fatti o meglio libri, reportage, spettacoli teatrali e una intensa presenza mediatica social e non solo. Tra i pilastri Di Battista, c’è certamente la verità e soprattutto se “scomoda”. Verità storica sui grandi fatti del nostro tempo e in particolare sulle guerre che hanno insanguinano il mondo da decenni. Una battaglia contro le “manipolazioni semantiche” e quelle di una stampa mainstream sempre più grottescamente venduta oltre che democraticamente dannosa. Un lavoro al limite tra giornalismo e politica che fa parte del passato e si spera del futuro di Alessandro Di Battista. Anche qui parlano i fatti. Prima le mega piazze movimentiste da protagonista seguite da cinque anni di opposizione spesi più sul tetto di Palazzo Chigi che dentro ma a buona ragione e con ottimi risultati visto la valanga di voti che ha portato il Movimento al governo contro ogni previsione e potentato. Ma Di Battista non era tra i candidati. Fece campagna elettorale ma rinunciò ad uno scranno certo restituendo la buonauscita fino all’ultimo euro come promesso. Fatti e indizi che la pasta non era certo quella della pecora e tantomeno arrivista. La vita di palazzo a Di Battista stava stretta e voleva continuare a viaggiare e scrivere, a rischiare per inseguire e realizzare i suoi sogni. Parole sue e un bell’esempio per i giovani. Il nome di Di Battista riemerse per una poltrona ministeriale e poi come possibile nuovo capo politico di un Movimento già in crisi. Ma estraneo ai giochi di potere, alla fine Di Battista subì il destino delle persone coerenti, libere e pure col difetto di non avere peli sulla lingua. I risultati sono noti, la fine repentina della breve ma intensa stagione movimentista trattata dal sistema peggio della mafia ma che alla fine implose a seguito di diverse sbandate culminate col suicidio draghiano. E se il nome di molti protagonisti di quella stagione è finito nel dimenticatoio o su qualche triste poltroncina, quello di Alessanro Di Battista è invece riesploso come autore e protagonista atipico del dibattito politico nazionale. Libri, reportage, articoli, spettacoli teatrali e militanza mediatica social e non solo. Una intensissima attività in cui spicca da sempre anche il tema dei popoli oppressi e dell’ingiustizia politica e sociale. Popoli dell’America Latina ma anche dell’Africa che aveva conosciuto da cooperante ma fra tutti il martoriato popolo palestinese. E non ci sono dubbi. La voce italiana più potente e limpida contro il genocidio palestinese, è quella di Alessandro Di Battista che fin dai primi massacri di civili a Gaza ed incessantemente da anni oramai è impegnato per far emergere la tragica verità e per smuovere le inette e complici classi deficienti del nostro paese. Poi ci sono i modi. Di Battista non è mai finito nel ghetto dei violenti o degli odiatori in quanto non lo è. I suoi toni anche se duri e schietti, la sua indignazione anche se profonda, rimangono sempre nell’ambito democratico e della non violenza anche solo verbale. E anche per questo è riuscito nel tempo a raccogliere un imponente seguito affermandosi come una delle voci più originali e credibili del dibattito pubblico. Al punto che un po’ da tutte le parti hanno cominciato a spronarlo a riscendere in campo con la sua Associazione Schierarsi per colmare un immenso vuoto politico. Addirittura metà della popolazione non segue e non vota più perché disgustata da una minestra perennemente riscaldata. E non ci sono dubbi. Nel deserto italico, Alessandro Di Battista è sicuramente un dei pochi che avrebbe i numeri per tentare l’impresa. Né sinistra e nemmeno destra ma dalla parte delle idee giuste e buone di casaleggia memoria e fieramente anti sistema. Sembrava fossimo alla vigilia di un clamoroso ritorno quanto la tremenda notizia del malore ha attraversato l’oceano. Tanti dubbi e poche certezze, come quella che se ci fossero più Di Battista, l’Italia sarebbe un paese dannatamente migliore. E speriamo possa tornare presto. In questo deserto di odio e conformismo, in questo deserto di mediocrità e indifferenza, una delle lezioni più belle e importanti di Alessandro Di Battista è proprio il suo idealismo. La voglia di approfondire oltre le apparenze, l’impegno sociale serio e costante, il coraggio anche politico, la coerenza, il disinteresse. Non pecore ma cittadini, non arrivisti ma idealisti con ancora la forza di indignarsi e di combattere per i propri ideali. Per il futuro dei propri figli ma anche di quello degli altri, per il bene dei più deboli e contro i potenti, per un mondo migliore.
Quotissimo 💯x💯
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“Se ci fossero più Di Battista, l’Italia sarebbe un paese migliore. ”
Alessandro tornerà e sarà più tosto di prima. E, senza voler essere irrispettoso, mi permetto di dire che l’ Italia è piena di Di Battista: sono i suoi lettori, gli spettatori dei suoi monologhi, i tanti cittadini che condividono le sue battaglie , soprattutto quelle umanitarie, chi condivide i suoi messaggi in rete ecc
Può andare fiero del suo impegno.
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Purtroppo le armi di distrazione di massa hanno la meglio su idealisti ed indignati, su anticonformisti e persone libere da condizionamenti. Distratti dai social e dai nuovi eroi con la residenza a Montecarlo non rimane molto tempo, al netto di quello necessario a leccarsi le ferite, per occuparsi d’altro.
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Se ne riparlerà a tempo debito. Specie in occasione delle elezioni.
Premesso il riconoscimento del suo indubbio e inestimabile valore, alla fine, la possibile presentazione della sua lista temo si ridurrà a essere di disturbo al M5s che vuole arrivare al governo del paese. Mentre “Schierarsi”, da quello che si evince, avrebbe progetti di assai più lunga scadenza. So che è una parola brutta ma non ne trovo altre: inutilità (del voto s’intende!). A battere le destre ora al governo per sostituirle con qualcosa di più accettabile e anche suscettibile di ulteriori sviluppi positivi. La conferma elettorale della pesciarola sarebbe infatti il peggio del peggio che possa capitare al paese. La vittoria alle elezioni (assenza di Renzi permettendo) sarebbe invece un primo decisivo traguardo. Subito dopo si aprirebbe certamente un’altra grande battaglia che vedrà soprattutto i 5* da una parte e il PD dall’altra, per un sano e saggio governo dell’Italia.
La vita è tutta una lotta… chi sta sopra e chi sotta! Cantava Arbore.
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Si dovrebbe “conciliare” il M5S col PD PRIMA delle elezioni. Perché la “grande battaglia” di cui parli, mentre devi governare renderà un cattivo servizio al Paese. Questa conciliazione è a mio avviso difficilissima. Ma vedremo.
Se Di Battista tornerà in forma, come spero ardentemente, e vorrà con Schierarsi, con Agorà, con Gabriele Guzzi e il suo ( e del padre) movimento culturale, forse pure con DSP, ripresentarsi alle elezioni, tutto avverrà in solitaria. Né da una parte né dall’altra.
Ma è ovvio che se vorrà/dovrà trovare convergenze le cercherà solo dalle parti di Conte e del Movimento. Forse anche da AVS. Non dal PD.
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Sacrosante parole quelle scritte da Merlo. Alessandro un uomo dritto e capace, capace di attirare persone con il suo modo coinvolgente, capace di sacrifici e rinunce, ma lui se ne andò dalla politica dei palazzi proprio perché nel suo DNA è marchiato a fuoco:”odio i compromessi” e sappiamo tutti che la politica è compromesso! Conte non è da meno di Alessandro e questo è innegabile ma Conte con tutte le sue forze (non solo lui del M5S), vuole riuscire a cambiare da dentro ai palazzi invece, è talmente testardo che fin che ce la farà proverà! Ecco cosa ho sempre criticato Alessandro, il fatto che nel momento più complicato, non avrebbe dovuto lasciare, ma avrebbe dovuto raddoppiare, con lui dentro ai palazzi, la gente avrebbe continuato a votare il M5S, non dico tutti ma moltissimi sì! Ma poi ognuno è giustamente libero di decidere cos’è meglio per sé stesso ovviamente! Alessandro l’Italia onesta come te, seria come te, brava e intelligente come te, scevra da ricatti come te, ti aspetta a braccia aperte per poi stringerle attorno al tuo cuore! Ti aspettiamo Alessandro! Sapevo di stimarti e non credevo, ma mi sono accorta, di volerti tanto, ma tanto bene, perché rappresenti l’Italia migliore! Grazie!! 💝 P. S. E come me a volerti bene, c’è una marea di persone!!
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Vero. C’è tanta gente che vuole bene ad Alessandro. Al di là se lo voterebbero o meno, sempre che ritorni a candidarsi.
E ci sono anche persone insospettabili, disprezzabili politicamente, ma non umanamente, che hanno grande affetto per Alessandro.
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Io mi augurerei che scendesse nuovamente in campo, ma non per creare l’ennesimo partitino che divida vieppiù il già frammentato schieramento anti- destra, ma nel M5S, magari prendendo il testimone da Conte.
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