La presenza in jp Morgan, scoperta dal “Fatto” ultima di una lunga lista

(di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – Israele, Russia, Stati Uniti, Arabia Saudita, Cina, Egitto: la geopolitica degli affari di Matteo Renzi va che è una meraviglia. Non c’è tensione internazionale che tenga. L’ex premier accumula incarichi o si presta per conferenze in ogni parte del mondo intersecando regimi e democrazie, alleati e nemici, committenti di Stato e magnati privati.
Ieri il Fatto ha rivelato l’ultimo pezzo della collezione, ovvero il posto (a titolo gratuito) nell’International Council di Jp Morgan, colosso americano della finanza. È l’occasione per un riepilogo, con annesso giro del mondo.
Lo scorso anno Renzi era entrato nel board di Enlivex, società israeliana che anche grazie a lui voleva raccogliere fondi per investire nel mondo delle criptovalute. Obiettivo raggiunto, e dopo pochi mesi Renzi si è dimesso. Ben noti invece gli impegni sauditi. Renzi fa parte del board of trustees del FII Institute, fondazione nata per volontà della famiglia reale di bin Salman che gli garantisce fino a 80 mila dollari lordi l’anno. Sempre in Arabia, è anche coinvolto nella Royal Comission for AlUla, che segue il grande piano di investimento per l’antica città saudita. Secondo una segnalazione della Banca d’Italia, nel 2021 l’ente di AlUla garantì a Renzi 570 mila euro.
Per restare in Medio Oriente, nel 2023 Renzi diventa professore della sede di Abu Dhabi della New York University, dopo che qualche anno prima aveva lavorato per la Stanford University. Il titolo del corso negli Emirati è ambizioso: “Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale: città, innovazione e costruzione del futuro”.
Spicca la varietà degli interessi. Prima dell’invasione russa in Ucraina, Renzi entra nel board di Delimobil, azienda di noleggio auto che opera in Russia. Se ne va allo scoppio della guerra. A Zurigo invece è advisor di Lakestar, gigante del venture capital e degli investimenti. A Malta lo ha arruolato la Foundation for Social Services, un’ente pubblico che si occupa di assistenza sociale. Nacque un caso politico quando le opposizioni locali chiesero al governo quanto fosse costato assicurarsi una serata di Renzi. Risposta: 20 mila euro.
A un certo punto negli ultimi anni Renzi si è aperto anche alla Cina con una serie di conferenze. Nel 2023, mentre il governo si preparava a uscire dalla Via della Seta, Renzi creava ponti (per il suo portafoglio): il 28 agosto all’International Congress for Healt Development, sulla salute; l’11 settembre l’altrettanto imperdibile China Internazional Intelligent Communication Forum e infine l’International Textile Manufactures Federation Conference per parlare di moda. Un triplete esotico cui in tempi più recenti, a maggio 2026, si è aggiunta una surreale crociera nel Canale di Suez organizzata dal World Travel and Tourism Council in collaborazione col governo egiziano. Un evento sul turismo, insomma, “col supporto” di al-Sisi e dei suoi ministri, ben lieti dello spot. Oggi poi il senatore ha un altro passe-partout: per conto del Tony Blair Institute, di cui è senior advisor, partecipa a eventi e incontri un po’ ovunque, da Londra a Parigi. Professione: senatore semplice.
e io vo dove mi chiamino li sordi,il mi babbo me lo insegnò e pure la mi mamma.
Una famiglia di veri politici….democristiana.
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E quale sarebbe la novità? Che è entrato anche nel “international council” di JP Morgan?
Perchè uno che ha ucciso dieci persone diventa più assassino di prima quando uccide l’undicesima?
La vera notizia sarebbe come mai glielo lasciano fare.
La vera notizia sarebbe: lui incassa, la controparte, presumibilmente, pure; altrimenti lo sbatterebbero fuori.
Ma il conto chi lo paga, e soprattutto, COME?
Forse nel prossimo articolo se ne scriverà.
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“Forse nel prossimo articolo se ne scriverà”.
Ma questi sono articoletti per permettere agli scemi tipo Oreste di scrivere qualcosa, niente di più.
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toh…il nuovo figlio di renzi riuscito male!
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Per restare in Medio Oriente, nel 2023 Renzi diventa professore della sede di Abu Dhabi della New York University, dopo che qualche anno prima aveva lavorato per la Stanford University. Il titolo del corso negli Emirati è ambizioso: “Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale: città, innovazione e costruzione del futuro”.
Domanda: ma Renzi DI CHI FA GLI INTERESSI?
E’ senatore in ITALIA, e questo va a fare il professore negli EAU?
A che caxxo serve pagare così tanto questo soggetto per fare il senatore?
E sopratutto, di che caxxo parla nelle sue lezioni/conferenze?
A che titolo?
Per conto di chi?
Quando va a fare il professore e in quale lingua?
Questo non è un rappresentante dell’Italia, fa gli affari suoi.
Allora come mai è senatore?
E perché il PD lo vuole per forza nell’alleanza contro la Melona?
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