Nasci incendiario, muori pompiere: dall’obiettore Gori a Bassanini (che attaccava la “spirale perversa” della “corsa al riarmo”). Tanto “fuoco amico” contro la segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero anche da chi, in passato, ha espresso posizioni molto più pacifiste delle attuali

Nasci incendiario, muori pompiere: dall’obiettore Gori a Bassanini (che attaccava la “spirale perversa” della “corsa al riarmo”), oggi tutti contro il pacifismo della giovane dem Virginia Libero

(diSalvatore Frequente – ilfattoquotidiano.it) – Sono bastate poche parole dal palco Festa dell’Unità di Reggio Emilia per scatenare una pioggia di attacchi. Tutto fuoco amico per la segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero, rea di avere reso pubbliche le sue posizioni pacifiste: “Non saremo i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle guerre andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”. Frasi inaccettabili per molti dell’area dem, nonostante quelle critiche fossero mosse ai partiti di destra. Dall’europarlamentare Giorgio Gori all’ex ministro Franco Bassanini, fino ai senatori Sandra Zampa e Filippo Sensi e all’ex ministro Arturo Parisi (oltre, ovviamente, a Carlo Calenda): tutti contro la 28enne. Critiche che arrivano anche da chi, in passato, ha espresso posizioni e preso decisioni molto più pacifiste delle attuali.

A partire proprio dall’ex sindaco di Bergamo. È stato lo stesso Gori, in alcune interviste, a sottolineare di non aver prestato il servizio di leva obbligatorio. Come Calenda, che però ci tiene a precisare di essere stato “esentato” perché aveva una figlia. A differenza del leader di Azione, l’europarlamentare Pd ha svolto il servizio civile essendo stato un obiettore di coscienza. Va ricordato che la legge del 1972 che ha introdotto la possibilità di evitare l’arruolamento prevedeva che potessero essere ammessi all’obiezione di coscienza coloro i quali dichiaravano “di essere contrari in ogni circostanza all’uso personale delle armi per imprescindibili motivi di coscienza”. Tanto che, a chi veniva ammesso, era “permanentemente vietato detenere ed usare le armi e munizioni”. Da adulto, però, quella sua contrarietà sembra essere un po’ venuta meno: “Sono anche stato un obiettore di coscienza. Eppure non posso fare a meno di chiedermi: si può resistere a un invasore senza imbracciare le armi?“, ha detto Gori intervenendo durante la manifestazione del 25 aprile del 2024 a Bergamo. Quindi, anche se al momento non c’è nessun invasore pronto a mettere piede in Italia, forse i giovani di oggi dovrebbero comunque essere pronti a tutto. È un po’ come rispolverare la teoria “dell’armatevi e partite“.

Tra l’altro, nel suo affondo contro Virginia Libero, Gori mette in relazione la frase “organizzeremo i disertori” con i giovani che parteciparono alla Resistenza. Un infelice parallelismo considerando che, come gli ha ricordato su X Giorgio Beretta (della Rete Italiana Pace e Disarmo), “i giovani che parteciparono alla Resistenza erano tutti disertori e renitenti alla leva della Repubblica di Salò (Rsi), venivano condannati alla pena di morte mediante fucilazione”. E che “l’art. 52 definisce sacro dovere la difesa della Patria non altre guerre” come quella in Ucraina o contro l’Iran. Un post, pertanto, venuto fuori un po’ male.

Oltre a Gori c’è anche l’ex ministro Bassanini che ha chiesto a Elly Schlein di “chiarire le idee” a “questa giovane che si professa ‘democratica’”. Del messaggio pacifista di Virginia Libero – che si fa portavoce dei tanti giovani che non vogliono nuove guerre – Bassanini contesta “l’incostituzionalità” della diserzione militare e ricorda che l’articolo 52 della Costituzione “non vieta la difesa del nostro Paese e della sua libertà e indipendenza e neppure il sostegno ai popoli che combattono per la loro libertà e indipendenza”. Lo stesso Bassanini che negli anni ’80 è stato molto impegnato nel movimento pacifista, in particolare contro la diffusione delle armi nucleari.

E pensare che quando era deputato, il 16 novembre 1983, intervenne alla Camera con dichiarazioni, nel pieno della Guerra Fredda, che sembrano ancora pienamente attuali. “La pace ha una faccia sola, quella del disarmo generale e della libertà di tutti i popoli”, dichiarava l’onorevole Franco Bassanini, aggiungendo: “Il pericolo di una guerra nucleare e dello sterminio dell’umanità non è più una lontana, improbabile ipotesi, è lo sbocco , probabile se non ineluttabile, della spirale perversa innescata dalla folle corsa al riarmo, dalla sofisticazione, precisione ed efficacia distruttiva delle nuove tecnologie e dei nuovi sistemi d’arma, dalla conseguente revisione delle strategie militari, dall’inevitabile curvatura offensiva delle strategie delle superpotenze, allorché il decisivo vantaggio acquisito da chi sferra il primo colpo vale ad annullare l’efficacia dissuasiva della risposta, rende obsoleta la strategia della deterrenza, spinge alla ricerca della superiorità militare, distrugge i presupposti stessi, se mai ve ne erano, dell’equilibrio del terrore, rende tragicamente attuale, concreto il rischio di una guerra per errore, impone logiche di militarizzazione e automatizzazione crescente”. Un duro affondo contro il riarmo di quegli anni. E che oggi sembra stridere con gli attacchi rivolti a una 28enne che ha solamente espresso la sua posizione pacifista contro chi, con l’elmetto in testa, spinge verso nuove guerre.