(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Gorbaciov è stato oggetto di un processo di santificazione in Italia ed è ritratto come l’“anti-Putin”. Ma la documentazione storica è inesorabile: Gorbaciov fu schierato dalla parte di Putin in tutte le contese con l’Occidente. Il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Libero, Il Foglio e Il Giornale stimano Gorbaciov. Gorbaciov, invece, stimava Putin.

[…] Gorbaciov ha condannato la Nato per l’espansione a est; ha sostenuto la teoria dell’accerchiamento della Nato ai danni della Russia; ha condannato la Nato per il bombardamento della Serbia del 1999; ha lodato il discorso di Putin alla conferenza di Monaco del 2007; ha sostenuto l’annessione della Crimea del 2014; ha accusato l’Occidente di essere responsabile della crisi in Ucraina; ha accusato la Nato di avere tradito gli impegni presi nel Trattato sullo stato finale della Germania firmato 12 settembre 1990 a Mosca; ha lodato Putin come uno statista di primo piano che ha salvato la Russia e ha sostenuto la candidatura di Putin nel quarto mandato: quello della guerra in Ucraina. L’8 novembre 2014, Gorbaciov partecipò a un simposio nei pressi della Porta di Brandeburgo a Berlino per celebrare il venticinquesimo anniversario della caduta del Muro. Gorbaciov accusò l’Occidente di “trionfalismo” e disse che avrebbe dovuto ritirare tutte le sanzioni contro la Russia per le azioni di Putin in Donbass e in Crimea. Gorbaciov dichiarò che gli Stati Uniti stavano utilizzando la crisi in Ucraina come pretesto per colpire ingiustamente la Russia e che il mondo stava tornando alla guerra fredda per colpa dell’Occidente.

Gorbaciov rimproverò all’Occidente di avere avuto una visione troppo limitata nel tempo e nello scenario. A suo dire, gli Stati Uniti e la Nato avevano basato le proprie decisioni sul breve periodo per massimizzare i vantaggi immediati, sottovalutando le conseguenze delle proprie scelte: “Gli eventi degli ultimi mesi – disse Gorbaciov nel simposio di Berlino – sono la conseguenza di politiche miopi che hanno cercato di imporre la propria volontà ignorando gli interessi dei propri partner”. Putin, invece, stava cercando di “allentare la tensione e costruire una nuova base per la collaborazione” con l’Occidente. Gorbaciov disse che Putin stava difendendo i legittimi interessi nazionali dei russi e che nessuno avrebbe potuto difendere la Russia meglio di Putin: “Sono assolutamente convinto che Putin tuteli gli interessi della Russia meglio di chiunque altro”. Le critiche di Gorbaciov furono riportate al pubblico occidentale, tra gli altri, da Chris Johnston per il Guardian, da Steven Zeitchik per il Los Angeles Times e da Pavithra George per il New York Times.

[…] Nei mesi seguenti, Gorbaciov avrebbe continuato a esprimere il proprio apprezzamento per Putin e il suo modo di fronteggiare l’Occidente. Due settimane dopo il simposio di Berlino, il 21 novembre 2014, Gorbaciov rilasciò un’intervista esclusiva al Moscow Times, condotta da Ivan Nechepurenko. Gorbaciov pronunciò un nuovo elogio di Putin. Gorbaciov riconobbe a Putin di essere un vero uomo di Stato e rivendicò di averlo sostenuto convintamente perché Putin era stato un baluardo contro la disgregazione della Russia: “È uno statista. Posso dire una cosa: nonostante tutte le critiche, l’ho sostenuto con forza, soprattutto durante il suo primo mandato, perché la Russia si stava disgregando. Ha fatto molto. Ho detto che il presidente ha avuto successo. L’ho criticato anch’io, perché bisogna criticare i leader”. Gorbaciov ha ribadito la sua stima per Putin fino ai suoi ultimi giorni.