IRAN: MEDIA TEHERAN, ‘AGGIUNTA IN ACCORDO CLAUSOLA SU PEDAGGI PER TRANSITO HORMUZ, OK USA’

(Adnkronos/Afp) – L’Iran ha aggiunto all’ultimo momento, nell’accordo con gli Stati Uniti per la fine della guerra, una clausola sull’imposizione di un pedaggio alle navi in transito dallo Stretto di Hormuz, ha reso noto l’agenzia iraniana Fars, citando fonti informate.

“Nella fase finale dei negoziati, il testo del memorandum di intesa è stato corretto per sottolineare in modo chiaro ed esplicito la questione della sovranità dell’Iran e dell’Oman sullo Stretto di Hormuz. L’impiego del termine ‘servizi marittimi, significa che gli Stati Uniti hanno accettato che saranno pagati all’Iran”, ha spiegato la fonte.

IRAN: MEDIA TEHERAN, TARRIFE PER PASSAGGIO DA HORMUZ SOSPESE PER 60 GIORNI

(LaPresse) – Una fonte informata ha detto all’agenzia iraniana Fars che nel memorandum di intesa fra Teheran e Washington viene sancito che l’Iran “accetterà il passaggio delle navi” tramite lo Stretto di Hormuz “senza alcun addebito” solamente per un periodo di 60 giorni. Questo – viene sottolineato – significa che gli Usa avrebbero “accettato il principio della riscossione di tariffe” ottenendo però un’esenzione di 60 giorni da parte dell’Iran.

IRAN: TRUMP, ‘HORMUZ ESENTE DA PEDAGGI, XI VERO GENTILUOMO’

(Adnkronos) – L’accordo raggiunto con l’Iran ha assicurato che lo Stretto di Hormuz sia “permanentemente esente da pedaggi”. Lo ha confermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al New York Times, aggiungendo di aver salvato Israele dall’annientamento nucleare, nonostante le obiezioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riguardo il raggiungimento di un’intesa con Teheran.

Trump ha anche insistito sul fatto che se l’Iran non dovesse raggiungere un accordo nucleare definitivo con gli Stati Uniti ((dovrebbe essere siglato in Svizzera venerdì prossimo), riprenderebbe gli attacchi militari contro Teheran, rendendo gli Usa “guardiani del Medio Oriente” in cambio del 20 percento delle entrate della regione.

Nella sua conversazione con il giornale americano, Trump ha affermato che il presidente cinese Xi Jinping “è stato un vero gentiluomo: non avendo tentato di rompere il blocco inviando una petroliera, insieme a 20 cacciatorpediniere su ogni lato, per tentare di rompere il blocco”, un atto che avrebbe messo le marine cinese e americana in potenziale conflitto. Il tycoon ha invece aspramente criticato Netanyahu per aver sferrato attacchi che avevano quasi fatto deragliare l’accordo finale.

“È un tipo molto difficile”, ha detto a proposito del primo ministro israeliano, “e ad essere onesti, dovrebbe esserci molto grato. Perché se l’Iran avesse avuto un’arma nucleare, Israele non esisterebbe più dopo due ore”. L’affermazione di Trump secondo cui gli Stati Uniti sarebbero diventati, se necessario, una forza di polizia a pagamento per il Medio Oriente – scrive il New York Times – rappresenterebbe una svolta sorprendente, seppur molto “trumpiana”.

Il presidente, in effetti, trasformerebbe la protezione americana della regione – e l’ombrello nucleare statunitense – in una forza mercenaria, presente in cambio di profitto. Questo accordo di fatto rifiuterebbe la tradizione americana del secondo dopoguerra, in cui gli Stati Uniti usavano il loro potere per assicurare pace e prosperità globali.