Prima la ritirata sull’impegno del 5% del Pil in armi sottoscritto in sede Nato. Poi la retromarcia. Un centrodestra di indecisi a tutto

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Contrordine, abbiamo scherzato! Il dietrofront, del resto, era di quelli clamorosi: lo stop all’impegno del 5% del Pil in armi sottoscritto in sede Nato che la maggioranza sembrava decisa a mettere in discussione. Prima della ritirata, con il passaggio che definiva “irrealistico” l’obiettivo di incrementare le spese militari, apparso nella prima stesura della mozione vergata dai capigruppo del centrodestra, ma rimosso da quella definitiva.
Nella cui riformulazione è sparita dai radar la richiesta al governo di “una revisione degli obiettivi più ambiziosi“, come appunto il 5% del Pil in Difesa, confermando il più “realistico e credibile” 2%, “alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali”. Deve essere sembrato davvero troppo al governo Meloni. Perché se è bastata qualche parola di sostegno al Pontefice, bersagliato dagli insulti i Trump, per far saltare i nervi all’instabile inquilino della Casa Bianca, chissà come avrebbe reagito l’alleato-padrone di fronte alla rottura unilaterale dell’impegno-capestro, imposto in sede Nato agli Stati vassalli, che Giorgia firmò a suo tempo senza battere ciglio.
Un copione peraltro già collaudato dal nostro governo con Netanyahu. Sbandierando ai quattro venti di aver sospeso il rinnovo automatico – qualunque cosa significhi – del protocollo di cooperazione tra Roma e Tel Aviv, salvo poi opporsi in sede Ue al blocco dell’accordo di interscambio commerciale tra Europa e Israele. Del resto “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare…”, direbbe Don Abbondio. E sarà forse perché ci si rivedono che al governo stanno pensando di far fuori i Promessi Sposi di Manzoni dai programmi scolastici.
Riarmo in disarmo
(Di Marco Travaglio) – Ricapitoliamo. Nel 2014, al vertice Nato di Newport, il premier Renzi conferma con gli altri soci l’impegno assunto nel lontano 2006 a portare le spese militari al 2% del Pil. Ma, siccome non c’è un euro, né lui, né Gentiloni, né Conte danno seguito all’idiozia, come del resto quasi tutti gli altri. Solo qualche rialzino annuo, tant’è che nel 2021, all’arrivo di Draghi, la quota italiana è all’1,4% (26 miliardi l’anno). Ma nel 2022, subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Biden rimette in riga i soci al vertice di Bruxelles: Draghi e Guerini, come altri sudditi, promettono il 2% (38 miliardi l’anno) entro il 2024. Papa Francesco tuona: “Mi vergogno per loro. Il 2% del Pil nelle armi? Sono dei pazzi!”. Conte si oppone e chiede, vista la crisi, di diluire l’aumento fino al 2028: botte da orbi dalle destre e dal Pd, che l’accusano di aver aumentato nelle sue tre finanziarie la spesa militare di 1,1 miliardi l’anno (spiccioli rispetto ai 12 in più promessi da Draghi). Il Corriere gli imputa un’“escalation anti-armi”, la Stampa un’“escalation grillina” (ma escalation significa più armi, non meno). Per Mieli “una dozzina di miliardi” l’anno ai mercanti di morte più bisognosi non è nulla. Folli auspica che “Draghi si liberi di un segmento dei 5S”: cioè di Conte (Di Maio è già sul presentat’arm). Polito lecca “la spesa per la Difesa necessaria e produttiva”, “non alternativa agli ospedali o al sussidio di disoccupazione, come ripetono i demagoghi”, quindi “non ingiusta e neanche immorale”. De Angelis accusa Conte di fare “demagogia su un’inesistente corsa al riarmo”. Giannini e Merlo dicono che sul 2% si è impegnato Conte, anche se nel 2006 c’era Prodi e nel 2014 Renzi. Draghi giura che tira diritto, ma poi rinvia il 2% al 2028 (come chiede Conte) fingendo di non aver mai detto 2024 (invece l’ha sempre detto, e pure Guerini).
Nel 2022 la Meloni va al governo: “Confermo il 2% di Pil: siamo una nazione seria”. Infatti nel 2025, appena Trump ordina il 5% al vertice dell’Aja, fa retromarcia e firma il 5% (mentre Sánchez resta al 2): cioè s’impegna a spendere 70 miliardi in più all’anno. Il Fatto scrive che è una cifra assurda, ma nessuno ci dà retta: che saranno mai 70 miliardi. Ieri mattina i capigruppo di FdI, Lega, FI e Noi Moderati presentano una mozione che fa retromarcia sulla retromarcia: serve una “revisione” dell’“irrealistico” 5% (cioè si torna al 2, peraltro mai raggiunto). E chi l’aveva firmato? La Meloni: la stessa che ha firmato pure il Patto di Stabilità e ora lo contesta. Ma nel pomeriggio la retromarcia sulla retromarcia viene cancellata da un’altra retromarcia (si torna al 5%). In attesa della prossima, questi gaglioffi potrebbero abbonarsi al Fatto: costa molto meno del riarmo e aiuta a evitare figure da pagliacci.
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Parlino di soldi per il riarmo ai 1700 “esuberi” della Electrolux e a tutte quelle centinaia e centinaia di aziende, che in Italia continuano a licenziare, ma non fanno notizia, perchè non hanno “numeri significativi di licenziamenti”.
Si parla di aziende che sfoltiscono il personale in sordina, 5/10 soggetti all’anno, con pretesti che fanno ancor meno notizia…
Poi vedremo quanti e come andranno nei supermercati a far la spesa nei prossimi anni…
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Sono cose che si risolvono: i licenziati saranno assunti dall’industria delle armi… ma dovranno emigrare in Germania o negli USA!
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Parlano di soldi per il riarmo, ma non dei 1700 “esuberi” della Electrolux e di tutte quelle centinaia e centinaia di aziende, che in Italia continuano a licenziare, ma non fanno notizia, perchè non hanno “numeri significativi di licenziamenti”.
Si parla di aziende che sfoltiscono il personale in sordina, 5/10 soggetti all’anno, con pretesti che fanno ancor meno notizia…
Poi vedremo quanti e come andranno nei supermercati a far la spesa nei prossimi anni…
Stamattina assonnato non mi sono accorto delle “imperfezioni”…🤦♂️😉
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Me lo ricordo benissimo. 😔
Spese militari | Conte: “Discutere sui tempi”. Ma Draghi minaccia: “Rispettare impegni Nato o non c’è più la maggioranza”. E sale al Colle https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/29/spese-militari-draghi-vede-conte-e-minaccia-rispettare-impegni-nato-o-non-ce-piu-maggioranza-conte-non-vogliamo-la-crisi-ma-discutere-sui-tempi/6541395/
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Ottimo Travaglio. Quando rispolvera e toglie fuori l’archivio, è sempre insuperabile. C’è poco altro da aggiungere.
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Quanti bei nomi.
Sono gli stessi, assieme a tanti altri, che ancora oggi terrorizzano la popolazione sul pericolo che corre il paese: pieno di nemici, secondo loro.
I più grandi nemici esistenziali l’ Italia li ha in casa!
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Basta coi milioni regalati ai giornali!
Qui il link 👇
http://youtube.com/post/Ugkx1zMmsJa7tT-581ymKP7j1L_JzYPP6E_w?si=w-qw8-Gsf58kB5Rv
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Una delle cose più incredibili che caratterizzano questa €uropa fallita nella sua missione primaria, cioè la creazione di uno spazio economico e geopolitico fatto di prosperità e pace tra popoli che si sono massacrati per secoli e che ha dato origine a due eventi mostruosi nel 1914 e nel 1939, è promuovere i nazionalismi a scapito di politiche redistributive e di fratellanza, specialmente verso i dirimpettai o vicini di casa. Tutti i membri di peso di questo €uro delirio hanno la tara colonialista/suprematista inscritta nel DNA, e la caratteristica principale di ogni nazionalismo è la corsa al riarmo. Cosa potrà mai andare storto per mezzo miliardo di cittadini impoveriti e a cui viene martellato che la situazione è colpa di Tizio o Caio?
Lo spiega molto bene il professore Barbero in questa lezione magistrale.
Poi, molto probabilmente , risulterà chiaro dove sono i nemici dell’ Italia.
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Pol(l)itici!
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A noi ci rovina la guerra prossima futura inventata. Però, a pensarci bene, anche quelle vere in atto degli altri in cui vorremmo tanto entrarci per fare gli spacconi e vantarci di risultati strepitosi nei tg per 20 anni mai ottenuti( vedi Afghanistan) . Adesso è tutto un fiorire di progetti di eserciti europei quando l’Europa come stato non esiste . Giustamente ,dopo la moneta unica manca l’ esercito unico . Dopo il tetto della casa costruiamo il solaio . Fra un secolo o due costruiremo forse le fondamenta .
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La nostra cara premier della garbatella si rimangia tutte le promesse fatte? Vuoi vedere che vuole “ciullare” il posto a Trump cominciando ad emularlo?
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Le classi dirigenti UE (specie quelle italiane) nei confronti degli USA, sono come quei cani tenuti in catena all’albero e ripetutamente bastonati dal padrone. Una volta che la catena si sia fortuitamente rotta, dopo aver messo il muso fuori dal cancello per annusare la libertà… ritornano scodinzolando al padrone aguzzino perché sono troppo abituati a essergli succubi. Per dirla con il Platone del mito della caverna, gli schiavi non conoscono altra vita all’infuori di quella spelonca. La libertà per loro è solo un’idea assurda di cui non hanno mai potuto fare esperienza diretta e averne contezza e conoscenza.
Pe fare degli esempi concreti: possiamo mai vivere senza Hollywood e ora Netflix, visto che Cinecittà è morta e sepolta?? Possiamo mai vivere senza il gas americano, peraltro costosissimo e inquinante, dopo essere stati plagiati per lunghi anni da quello russo di pochi spiccioli il cui ossido di carbonio ci ha inebriato facendoci intravedere la falce&martello, anche se non esiste più da decenni?? Possiamo vivere senza più partecipare alle cosiddette missioni militari di pace con bombe incorporate su popolazioni civili?? GIAMMAI, GIAMMAI!!!
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UN POPOLO DI DEFICIENTI- Viviana Vivarelli
È inutile che la Meloncina si sbracci a parlar bene del merito e a denigrare clientelismo, nepotismo e amichettismo. La realtà la spiaccica contro il muro del menzognismo più spudorato in modo plateale.
Dopo aver messo come seconda carica affettiva dello Stato la sorella (forse ha tentato di farne il PresdellaRep ma non ci è riuscita), ha insistito nella nobile arte di mettere nelle posizioni apicali cani e porci. Non bastante l’amante della sorella al Ministero dell’Agricoltura, e alla Giustizia uno che come referenze ha di aver frequentato Epstein e difende mafiosi e corrotti, o nobili creature nullasapienti come lo zufolatore Giuli, o il coltissimo Valditara noto pedagogista, ora gratifica i medici di famiglia come il ginecologo di casa alla Corte dei Conti, ma non solo (bisogna essere democratici): l’ultima discovery è (Stupore! Stupore!) il gommista di famiglia! Non sia mai che certi lavori vengano disprezzati.
All’inizio ho pensato a una fake. Ma la notizia è vera ed è stata sollevata da un’inchiesta giornalistica del quotidiano Domani.
Il Ministero per le Disabilità guidato da Alessandra Locatelli (Lega) ha assunto come esperto un esponente del partito, di professione gommista, certo Redaelli per vigilare sui fondi del PNRR. Forse si è pensato che i disabili, a cui la Meloni ha tagliato i fondi, avessero la carrozzella con le ruote sgonfie. E chi meglio di un gommista? L’uomo è stato inserito nello staff con un contratto da 62.000 euro annui. La nomina ha scatenato molte polemiche politiche per via del suo background professionale lontano dal settore.
Poi abbiamo l’elettricista che si reinventa social media manager grazie a Instagram, che segue la ministra, caso mai avesse un problema elettrico dopo un guasto alle gomme.
E che con tutto questo il baldo popolo della Lombardia e del Veneto premi tutt’ora questa svergognata resta uno dei grandi Misteri del mondo. Non siamo più nell’ambiente normalmente guasto e marcio della politica, siamo di più: siamo nel mondo dei misteri archeologici, storici e scientifici di Roberto Giacobbo, a Voyager 3, a Freedom. Siamo Oltre il confine.
E noi, colpiti da tanta grazia, pensiamo che aveva ragione Petrolini a dire a chi lo fischiava dal loggione: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello vicino a te che non ti butta di sotto”.
Ormai non c’è dubbio alcuno: siamo un Paese di deficienti!
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ALESSANDRO DI BATTISTA
Adesso l’UE vuole di nuovo Draghi
Secondo il Financial Times, l’Unione europea, dopo essersi dissanguata per quattro anni, starebbe valutando possibilità di nominare un inviato speciale per parlare con Vladimir Putin e trovare un accordo con la Russia. Si fanno i nomi di Angela Merkel e di Mario Draghi.
Mi chiedo come si possa immaginare che Mario Draghi vada a trattare con Putin, lui che è stato uno dei principali artefici della strategia occidentale in Ucraina insieme a Boris Johnson. Lo stesso Draghi che, quando era a Palazzo Chigi, diceva agli italiani: “Volete la pace o i condizionatori accesi?”.
Altra cosa sarebbe Angela Merkel, che andava nominata intermediaria sin dall’inizio. Merkel parla fluentemente russo, è stata membro della Libera Gioventù Tedesca, il braccio giovanile del Partito Socialista Unificato della DDR, ed è stata soprattutto una delle principali sostenitrici dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, tra le più importanti infrastrutture energetiche europee. Gasdotti che sono poi stati fatti saltare dagli ucraini senza alcuna reazione dell’UE. Ricordo che durante l’inaugurazione del Nord Stream 1 i servizi segreti statunitensi spiavano la Merkel. E questo oggi lo sappiamo solo ed esclusivamente grazie ad Assange e a Wikileaks.
L’indiscrezione sulla possibilità che l’UE nomini finalmente un inviato speciale viene pubblicata proprio oggi, nello stesso giorno in cui Xi Jinping accoglie Vladimir Putin nella Grande Sala del Popolo di Pechino.
Segnalo che i venti pacchetti di sanzioni approvati dall’Unione europea, gli stessi che secondo il Messia Draghi avrebbero dovuto avere un “effetto dirompente” contro la Russia e che in realtà non hanno avuto nessun effetto, hanno determinato un ulteriore avvicinamento tra Cina e Russia.
In questi anni le consegne giornaliere di gas russo alla Cina attraverso il Power of Siberia, il gasdotto inaugurato il 2 dicembre 2019 che trasporta gas naturale dalla Jakutia alla Cina, sono aumentate continuamente: lo scorso anno il gasdotto ha trasportato 38 miliardi di metri cubi di gas. E ora i due Paesi stanno pensando di costruire il Power of Siberia 2, un’infrastruttura progettata per trasportare 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno lungo un tracciato di 2.600 chilometri. Sapete questo cosa significa per la Russia? Avere un’ulteriore alternativa ai mercati europei.
Solo oggi Russia e Cina hanno firmato 20 documenti sulla cooperazione in vari settori: energia, tecnologia, commercio e molto altro. I rapporti Cina-Russia non sono affatto rapporti “di facciata”. Prendete come esempio il settore automobilistico: secondo i dati della China Passenger Car Association, tra il 2021 e il 2024 la quota di mercato dei marchi cinesi nel settore automobilistico russo è passata dal 7% a quasi il 60%. In Russia, soltanto nel 2024, sono state acquistate oltre un milione di auto cinesi.
Il mondo sta cambiando. E mentre il mondo cambia, i governi europei, compresi quelli che si definiscono “sovranisti” come il nostro, continuano, da un lato, a fare i servi della Coalizione Epstein (USA + Israele), che sta mettendo a ferro e fuoco il Medio Oriente tra genocidio a Gaza, occupazione della Palestina, invasione del Libano e guerra contro l’Iran; dall’altro continuano a finanziare la guerra in Ucraina e un sistema come quello di Zelensky che, secondo le stesse agenzie anticorruzione ucraine, è profondamente corrotto. Nel frattempo il nostro Paese si lega mani e piedi agli Stati Uniti acquistando il GNL statunitense, non a caso oggi abbiamo l’elettricità più cara d’Europa. E, mentre il resto del mondo si riorganizza, l’UE non gioca alcun ruolo nello scacchiere internazionale perché governata da servi
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“Polito lecca “la spesa per la Difesa necessaria e produttiva”,”
Sì è produttiva se compri le armi, poi fai le guerre e poi le vinci. Sennò ti indebiti e basta.
Che Polito abbia in mente delle belle guerre di conquista per rilanciare l’economia?
E il Corriere della Conquista con lui?
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I russi stanno perdendo la pazienza. Se andiamo avanti così, credo che entro l’anno arriveranno degli ultimatum all’Europa, con minacce esplicite e mirate se l’Ucraina continua a colpire in profondità il territorio russo (raffinerie, industria bellica).
Ad aprile 2026 Il Ministero della Difesa russo ha pubblicato una lista di 21 impianti europei (in UK, Germania, Italia, ecc.) coinvolti nella produzione di droni o componenti per l’Ucraina, accusando i paesi europei di essere “retroterra strategico” di Kyiv. Medvedev l’ha definita esplicitamente “una lista di potenziali obiettivi per le forze armate russe”.
Questa intervista a Sergey Karaganov politologo che è stato consigliere di Vladimir Putin e ancora oggi resta molto vicino al presidente, la dice lunga su quali siano gli umori negli ambienti del Cremlino:
D’altronde ce la siamo cercata in tutti i modi 😏
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INCAPACI A PIEDE LIBERO- Viviana Vivarelli
Questi incapaci di governo, che probabilmente non sanno nemmeno calcolare una percentuale e in testa hanno un incapace totale come Giorgetti, che probabilmente non conosce nemmeno la tabellina del sette, prima hanno firmato le clausole restrittive del Patto di Stabilità impegnandosi a non superare disavanzi superiori al 3%, poi non hanno saputo fare la somma delle cifre che sprecavano allegramente e sono finiti fuori dal Patto di Stabilità, perdendo 6 miliardi ed esponendosi a sanzioni, mentre continuavano a buttare soldi in quel pozzo senza fondo che è il Ponte di Messina e hanno sprecato un miliardo nella boiata dei lager albanesi finché lo stesso Presidente dell’Albania gli ha dato lo stop (ma glielo aveva dato anche l’Europa, mentre la Meloni continuava a ripetere che il suo era un modello che tutti avrebbero imitato urlando a pieni polmoni come se la forza delle urla compensasse il deficit cognitivo!!).
Come se le bioiate non bastassero, la Meloni con la Schlein (altra bucata in testa) hanno firmato come forsennate i finanziamenti e le armi a quel pozzo senza fondo di Zelensky. hanno accettato senza dire verbo i dazi di Trump, hanno continuato a foraggiare Israele, se ne sono fregate entrambe della pace e dei costi per noi Italiani, come neanche un baluba della Foresta amazzonica ignaro di cività occidentale, e si sono persino impegnate senza dire beee a pagare il 5% del PIL nel fantomatico riarmo europeo.
Figura da pedaioli infinita!
Da una parte una vuota logorrea incapace persino di fare un programma, dall’altra un’arrivista senza scrupoli brava solo a urlare balle come una indemoniata da esorcizzare!
Sicuramente nei manicomi c’è gente più sana di loro.
Finiti non si sa dove i 209 miliardi ottenuti da Conte senza che si vedessero benefici per il Paese, mentre i poltici si compravano ville a destra e a manca e riempivano di parenti i quadri istituzionali, moltiplicandosi i benefit, le impunità e le spese di palazzo.
Morale della favola: i politici si sono riempiti le tasche e hanno riempito di soldi rubati i paradisi fiscali, associandosi a ricconi corrotti, società senza scrupoli e famiglie mafiose, il Paese, intanto, è andato in malora.
Ora Meloni e Giorgetti vanno a pigolare alle sedi europee perché non sanno come assolvere agli impegni presi. Una scena squallida e miserevole da vomito.
Ora gli ipocriti Georgetti e Meloni hanno finalmente capito che il Paese è stato strizzato come una spugna, sono scomparsi i dané e col cavolo che possiamo dare il 5% del PIL in armi.
Questi cretini si sono impegnati a pagare in dieci anni 964 miliardi di euro!! Pensate che la Finanziaria di quest’anno, cioè tutto quello che lo Stato spende per i servizi pubblici e le spese istituzionali, è stato di 20 miliardi! E dovremmo pagare 96 miliardi ogni anno in più per dieci anni in armi americane!!!??? Ma dove pensavano che sarebbero stati tirati fuori??? Ma cosa aveva Giorgetti nella testa? La crusca?
E ora chi glielo dice ll tanto “amico” Trump che i soldi non ci sono? E non ci sarebbero nemmeno se vendessino come schiavi gli Italiani.
E, mi raccomando, continuiamo a dare a Netanyahu il petrolio di Basilicata, Sicilia e Piemonte! Tanto noi lo compriamo dal caro amico americano a 4 volte il prezzo corrente!
Non ci sono parole per commentare tanta criminale incoscienza e tanta vile prosopopea. Hanno mandato in cocci il Paese. E ora chi li rimette insieme, questi cocci?
Ma i matti non sono loro che comunque gli affari propri li hanno fatti benissimo. I matti sono i baluba del Nord a cui basta dire che faranno una legge per sparare ai ladri, o che prenderanno a cannonate i barconi o che i terùn sono tutti da schiacciare e se li vanno a votare, più felici di pria!
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