
(Stefano Rossi) – Dopo numerosi processi di primo e secondo grado, finiti con le condanne, e alcuni rinvii dalla Cassazione al grado precedente, finalmente, dopo 17 anni, la Cassazione Penale chiude definitivamente il processo nei confronti dell’AD di FS e RFI, Mauro Moretti.
Immediatamente, senza nemmeno attendere le motivazioni della sentenza, che saranno depositate dopo l’estate, quasi tutti i quotidiani si sono schierati a favore di Moretti con argomenti che qualificano molto bene chi li ha pensati e scritti.
Traspare incredulità, risentimento, stupore per vedere un manager pubblico condannato e messo in galera come un comune cittadino.
Leggiamo alcuni passaggi.
Singolare il Manifesto che si arzigogola in un confronto più che ardito, manicomiale.
Cioè, secondo questo giornale, ad Alessandria, la procura, ha chiesto la condanna all’ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti per i fatti della Cascina Spiotta avvenuti nel 1975, solo per essere i capi delle BR, per responsabilità da posizione dominante, secondo il linguaggio giuridico civilistico.
E tutta la stampa di sinistra ha criticato questa richiesta in quanto, notoriamente, le BR, non avevano una struttura verticistica compatta, ma ogni città e colonna erano a tenuta stagna (più o meno) rispetto alle altre.
Ma come diavolo si fa a mettere a confronto una responsabilità manageriale di una holding con il terrorismo? Da una parte ci sono leggi commerciali e penali e dall’altra leggi speciali contro il terrorismo.
Il sen. Walter Verini del PD, è andato subito a visitare Moretti in carcere e ci ha tenuto a far sapere che legge papa Leone e va a messa. Chissà se è mai andato a trovare i familiari delle 32 vittime. Il ministro Crosetto ha detto: “Andava punito perché serviva un colpevole simbolico”, come dire che non ha responsabilità”.
Francamente mi fermo qui perché le motivazioni sono solo pretestuose e chiunque può andarsele a leggere.
Dal Fatto si viene a sapere che, la holding Webuild S.p.A., a cui fanno capo una innumerevole serie di società sparse nel mondo in vari settori, ha comprato una pagina su la Repubblica per difendere Mauro Moretti al grido “la responsabilità penale è personale”, lasciando credere che Moretti sia stato condannato per fatti altrui.
E, tutto questo, ripeto, senza aver letto le motivazioni.
L’articolo o, meglio, l’appello è firmato da 250 persone tra cui: “ad di WeBuild Pietro Salini, il leader di Confindustria Emanuele Orsini, l’ex presidente della Camera Luciano Violante, l’ex ministra della Giustizia Paola Severino, il presidente del Cnel Renato Brunetta e quello dell’Enel Paolo Scaroni, l’archistar Massimiliano Fuksas”, ho copiato da il Fatto.
Vale la pena leggere un passaggio.
“Le tragedie che hanno segnato il nostro Paese hanno provocato dolore profondo e meritano rispetto, memoria e giustizia. Ma proprio perché la giustizia è un valore essenziale della nostra democrazia, essa deve restare saldamente ancorata ai principi dello Stato di diritto”, scrivono i firmatari. “Per questo l’accertamento della responsabilità individuale deve fondarsi sempre sui fatti, sulle condotte concretamente poste in essere, sui poteri effettivamente esercitati e sul nesso causale, mai sulla sola funzione ricoperta. Diversamente, il rischio è quello di introdurre, di fatto, una forma di responsabilità oggettiva incompatibile con i principi fondamentali del nostro ordinamento”.
Questi signori dimenticano, o non sanno, che dal 1942, nel codice civile esistono diverse responsabilità oggettive e riguardano diverse posizioni, tra cui, il datore di lavoro.
Tutte queste reazioni non tengono conto di quanto ha chiarito il sostituto procuratore Salvatore Giannino che ha sostenuto l’accusa per molti anni nei gradi di giudizio precedenti.
Ha ricordato che ben 28 giudici hanno giudicato colpevole Mauro Moretti tra primo grado, tre appelli e tre giudizi in Cassazione!
Egli è stato ritenuto colpevole non per la sua posizione manageriale, bensì per le scelte che ha preso in nome e per conto dell’azienda che rappresentava.
In pratica, FS dispone di una ottima flotta e la sicurezza dei mezzi è abbondantemente assicurata, ma, ecco il casus belli, proprio Moretti ha deciso di affidare alcuni servizi a soggetti esterni la cui serietà nella manutenzione non è mai stata accertata o garantita.
L’azienda FS, per decisione dei vertici, ha preferito rivolgersi a società estere per gestire alcuni trasporti eccezionali senza alcuna cura sul controllo di manutenzione e sicurezza.
“E’ stato trovato un documento con la individuazione di un break even point da cui era emerso il maggior profitto in caso di noleggio, rispetto alla dotazione di una flotta propria. La tragedia è stata provocata dal cedimento dell’assile di un carro che ha fatto deragliare il treno. Uno dei carri ribaltandosi si è squarciato facendo fuoriuscire il gpl. Sa quanto si pagava per affittare il carro che si è rotto? 25 euro al giorno, meno del noleggio di una Panda ”, così il dott. Giannino.
Per giudicare Moretti aspettiamo le motivazioni.
Invece, per giudicare in nostri politici e i pennivendoli è sufficiente leggere le loro affrettate e astruse dichiarazioni basate sul nulla.
O meglio, basate su interessi di cose loro.
(Stai calmo)
ahahahah….ahahahah. ma va…
“Ma come diavolo si fa a mettere a confronto una responsabilità manageriale di una holding con il terrorismo?”
ovvio, la prima è molto più pericolosa.
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“Per giudicare Moretti aspettiamo le motivazioni”.
Eh no, caro Rossi. A me sembra che anche lei il giudizio se lo sia già fatto, senza aspettare le motivazioni, e ci ha tenuto tanto a comunicarcelo.
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Delegare a soggetti esterni controlli e manutenzione di infrastrutture chiave comporta sempre dei rischi. Se va bene il super manager prende il bonus, se va male… succede il disastro.
In attesa di queste ULTIME motivazioni (ma quelle già prodotte nei precedenti gradi di giudizio forniscono un quadro ampiamente esplicativo delle negligenze dei vertici: leggi Moretti e i suoi più prossimi collaboratori) è solo causale che questo signore paghi in prima persona. Causa ed effetto: sbagli e paghi.
Il ponte Morandi ancora grida vendetta, e a livello di precedenti in giurisprudenza quest’ultima sentenza aiuta a farci sperare che con il super stipendio il prossimo super manager faccia finalmente un super lavoro.
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Delegare a soggetti esterni controlli e manutenzione di infrastrutture chiave comporta sempre dei rischi. Se va bene il super manager prende il bonus, se va male… succede il disastro.
In attesa di queste ULTIME motivazioni (ma quelle gia prodotte nei precedenti gradi di giudizio forniscono un quadro ampiamente esplicativo delle negligenze dei vertici: leggi
Moretti e i suoi più prossimi collaboratori) è solo causale che questo signore paghi in prima persona. Causa ed effetto: sbagli e paghi.
Il ponte Morandi ancora grida vendetta, e a livello di precedenti in giurisprudenza quest’ultima sentenza aiuta a farci sperare che con il super stipendio il prossimo super manager faccia finalmente un super lavoro.
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