Come accade sempre, Matteo Salvini ha immediatamente strumentalizzato il caso dell’investimento di otto persone a Modena per dire basta all’integrazione. Peccato che dietro il nome nord africano dell’investitore ci fosse un uomo nato a Bergamo, laureato, con problemi psichiatrici. Evidentemente, il caso di Rogoredo non ha insegnato nulla.

(di Francesco Cancellato – fanpage.it) – Da vocabolario, uno sciacallo è una persona che approfitta delle disgrazie altrui per il proprio tornaconto. Forse però, in una prossima edizione dei dizionari di lingua italiana, basterebbe scrivere “Matteo Salvini” accanto a questa definizione, per rendere l’idea.
Perché davvero, non c’è nessun politico in Italia, forse in Europa, capace di gettarsi su qualsiasi tragedia per racimolare un po’ di visibilità e qualche like sui social network, o per portare acqua al mulino delle sue idee politiche razziste e discriminatorie.
Lo fa da sempre, dal tempo degli attentati dell’Isis nelle città europee, chiamando allo scontro di civiltà col mondo islamico, e da allora abbiamo sindaci musulmani a Londra e New York, molto più progressisti e liberali e Occidentali di lui. L’ha fatto, di recente, di fronte a uno spacciatore ucciso nei pressi della stazione di Rogoredo, a Milano, difendendo “senza se e senza ma” il poliziotto che gli aveva sparato, salvo poi scoprire che era un ricattatore che aveva inscenato una “legittima difesa” che non era mai esistita, mettendo una pistola scacciacani accanto al cadavere di una persona uccisa a sangue freddo.
L’ha fatto di nuovo ieri pomeriggio, quando un uomo ha investito otto persone a Modena, falciandole con la sua auto a tutta velocità e ferendone quattro in modo molto grave e accoltellando un passante che voleva fermarlo. E l’ha fatto solamente perché ha letto da qualche parte che l’uomo che le ha investite era un giovane di origine nordafricana: Salim El Koudri.
Tanto è bastato, al vice presidente del consiglio del nostro Paese, per lanciarsi in un’intemerata senza capo ne coda contro l’integrazione delle seconde generazioni, lo ius soli e le cittadinanze facili. Perché, dice Salvini, “certe persone non sono assolutamente integrabili”.
Caro Salvini, verrebbe da dire: certe persone chi? Quelle nate a Seriate, in provincia di Bergamo? Laureate in economia? Che faticano a trovare lavoro, nonostante siano nate e cresciute in Italia, solamente perché hanno un cognome straniero? Quelle che devono fare i conti con problemi psicologici cui il nostro sistema sanitario fatica a far fronte?
Perché Salim El Koudri, dietro il nome “nordafricano”, era questo.Non un migrante arrivato l’altro ieri col barcone. Non un maranza col coltello in tasca. Non un giovane di periferia che non studia e non lavora. Non, per farla breve, uno dei cliché da demagogia leghista da un tanto al chilo, buoni per creare nemici alla bisogna e decreti sicurezza in tutta risposta.
Però tutto questo, allo sciacallo, non interessa. Bastano quattro like, un lancio d’agenzia, e un po’ di polarizzazione attorno alle sue parole, per atteggiarsi a cucciolone, per fare la vittima del Paese in cui “non si può dire nulla”, per dar del buonista a chi prova a raccontare la verità, dell’ideologico a chi prova a essere fattuale al posto suo, per seminare odio e riprendersi qualche voto che il generale Vannacci gli sta portando via, in una gara a chi la spara più becera e razzista.
E pazienza se da domani migliaia di ragazze e ragazzi italiani che hanno una storia di migrazione alle spalle – loro o i loro genitori – si sentiranno colpevoli di un crimine che non hanno commesso, solo in ragione delle loro origini e del loro nome.
Pazienza se si sentiranno ancora più stranieri a casa loro, solo perché un ragazzo con problemi psichiatrici che non c’entra nulla con loro, si è macchiato di un gesto orribile e senza senso.
Pazienza se da domani sarà ancora più difficile, per loro, per emanciparsi dai luoghi comuni di cui sono vittima, in un Paese di cui sono il futuro, e che non li merita.
E pazienza se a tutte le parole in libertà spese per andare contro a chiunque abbia un nome straniero si sommano i silenzi di quanto ad uccidere gli stranieri, in nome delle loro ossessioni razziali e securitarie, sono militanti leghisti come Luca Traini o assessori leghisti come Massimo Adriatici. O quando una banda di quindicenni italiani uccide un bracciante straniero come Bakari Sako, a Taranto, per futili motivi.
Pazienza, perché lo sciacallo Salvini aveva bisogno di visibilità, e tanto basta per passare sopra a tutto.
Anche alla decenza.
Anche alla pietà.
E il brutto è che – maledizione – l’ha avuta pure
Un ritratto.
Bravo Cancellato! 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Solo sciacallo? Ha proprio ragione vannacci: viviamo in un mondo all’incontrario. Dove i vermi schifosi fanno i politici e sono pagati profumatamente per far marcire il resto della società con la loro miseria umana.
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Ennesima figura di emme di uno scappato di casa che per colpa degli italioti votanti è un rappresentante e ministro del governo italiota🤔
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