
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Se non fosse una cosa terribilmente seria, sembrerebbe uno scherzo. Da giorni piovono sulle tre Repubbliche baltiche droni ucraini, forse destinati in Russia e deviati dalle barriere elettromagnetiche russe, o più probabilmente lanciati dagli ucraini da basi segrete gentilmente offerte dai tre governi (quello lettone è caduto per questo). Ma Ue e Nato al seguito di […]
I rindronati
(Di Marco Travaglio) – Se non fosse una cosa terribilmente seria, sembrerebbe uno scherzo. Da giorni piovono sulle tre Repubbliche baltiche droni ucraini, forse destinati in Russia e deviati dalle barriere elettromagnetiche russe, o più probabilmente lanciati dagli ucraini da basi segrete gentilmente offerte dai tre governi (quello lettone è caduto per questo). Ma Ue e Nato al seguito di Estonia, Lettonia e Lituania strillano alla “minaccia russa” e annunciano: “Difenderemo ogni centimetro di territorio da Mosca”, anche se i droni sono senza dubbio ucraini. Infatti Kiev se n’è scusata, ma senza spiegare come facciano a partire dall’Ucraina, sorvolare indisturbati la Bielorussia e/o la Russia, raggiungere i cieli baltici e pure tornare in Russia. Poi precipita un drone in Romania e tutti dicono che è russo, ma escludono l’ipotesi più probabile: che fosse destinato in Ucraina, confinante con la Romania (ma non coi Baltici), e sia stato deviato dalle barriere di Kiev durante un attacco su Odessa (vicina al confine romeno dove ha colpito una casa). L’Ue e la Nato ululano alla “minaccia russa” e promettono di “difendere ogni centimetro di territorio da Mosca”. Quindi, sia che i droni siano ucraini, sia che siano russi, è sempre Putin che ci attacca.
È un remake degli avvistamenti di droni russi (per mancanza di prove) nell’autunno scorso, quando bisognava distrarre i cittadini dai parlamenti che tagliavano il Welfare per finanziare il riarmo: niente morti né danni, a parte un tetto sventrato in Polonia da un missile polacco spacciato per drone russo. Per non parlare del drone russo sul lago Maggiore scoperto dal Centro ricerche Ue che accusò Mosca di spiare una fabbrica di elicotteri Leonardo: poi si scoprì che non era né un drone né russo, ma un’interferenza causata da un aggeggio acquistato su Amazon da un villeggiante per potenziare il segnale Gsm dell’iPhone. Ora che qualche sparuta voce europea raccoglie le aperture di Putin al negoziato, va spenta sul nascere. E oltre a Zelensky, che dal 2022 tenta di trascinarci nella terza guerra mondiale con false flag (gasdotti, missili ucraini in Polonia spacciati per russi ecc.), ci pensano i Baltici, che con 6 milioni di anime sequestrano un continente di 500 milioni e provocano Mosca discriminando le minoranze russe. Il 19 maggio il ministro degli Esteri lituano Budrys ha invocato un attacco Nato in Russia: “Dobbiamo dimostrare ai russi che possiamo penetrare la piccola fortezza che han costruito a Kaliningrad. La Nato ha i mezzi per radere al suolo, in caso d’emergenza, le basi aeree e missilistiche russe nella zona”. E nessuno l’ha zittito. L’Italia ha un battaglione in Lettonia e reparti aerei in Lituania. Come dice Gianandrea Gaiani (Analisi Difesa), prima li ritiriamo e meglio è.
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‘L’Ue e la Nato ululano alla “minaccia russa” e promettono di “difendere ogni centimetro di territorio da Mosca”’.
L’Europa non ha risorse, perché la Russia dovrebbe invaderla? Siamo noi che abbiamo bisogno del suo gas, che costa meno di quello americano. 🤔
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