Lo rivela un sondaggio pubblicato dal Telegraph. L’ipotesi, respinta dalla Casa Bianca come “ridicola”, circola in realtà anche tra esponenti politici di entrambi i partiti, commentatori e opinionisti

(ilfattoquotidiano.it) – L’interesse sugli Epstein files sembra essere stato surclassato, almeno sui media, dal conflitto in Iran. Mentre il Congresso continua a indagare e sono attese nelle prossime settimane diverse audizioni di spicco – tra cui anche quella di Bill Gates – proseguono le accuse di insabbiamento nei confronti del segretario alla Giustizia Pam Bondi. “Non ha nessuna intenzione di presentarsi per dare una testimonianza sotto giuramento“, ha detto la deputata liberal Melanie Stansbury della commissione di sorveglianza della Camera, quella davanti alla quale Bondi e il suo vice Todd Blanche si sono presentati volontariamente per aggirare il mandato di comparizione. “Noi democratici abbiamo abbandonato l’aula perché non volevamo stare al loro gioco”, ha continuato Stansbury. “L’insabbiamento continua”, aggiungono i democratici che hanno riferito di aver saputo della comparizione di Bondi e Blanche e di aver ricevuto indicazioni su come l’udienza a porte chiuse si sarebbe svolta solo ieri.

Per quanto l’amministrazione cerchi di distogliere l’attenzione mediatica dal tema, dentro alla base trumpiana, tra i dem e gli analisti c’è chi ritiene che l’operazione militare sia un mezzo per distrarre dallo scandalo che ha travolto uomini di potere – dalla politica alla finanza fino alle case reali – dentro e oltre gli Stati Uniti. Un sospetto già sorto nelle prime fasi del conflitto e che continua a crescere: come riporta il Telegraph, un recente sondaggio commissionato da Zeteo – sito web di orientamento progressista – e da altre testate, ha rivelato che per il 52% degli americani Donald Trump ha attaccato Teheran per distogliere l’attenzione dei media dallo scandalo del finanziere pedofilo. A Washington sono perfino comparsi manifesti che ribattezzano l’offensiva contro l’Iran ‘Operation Epstein Fury’, invece di ‘Epic Fury’.

L’ipotesi, respinta dalla Casa Bianca come “ridicola”, circola in realtà anche tra esponenti politici di entrambi i partiti, commentatori e opinionisti. “Avviso pubblico: bombardare un paese dall’altra parte del mondo non farà sparire i dossier su Epstein, così come non lo farà il Dow Jones che supera quota 50.000″, ha scritto il repubblicano Thomas Massie, che si è scontrato ripetutamente con Trump in merito alla pubblicazione dei documenti. Graham Platner, un democratico del Maine, la pensa in modo molto simile: “Questa guerra viene fomentata anche perché il presidente figura nei dossier Epstein, così come altre persone alla Casa Bianca, e costoro sono terrorizzati dal fatto che ci siamo accorti di ciò che stanno combinando”. Nel giugno del 2025 Joe Rogan, il podcaster americano che vanta 11 milioni di ascoltatori mensili, espresse pensieri analoghi in seguito agli attacchi sferrati da Trump contro i siti nucleari iraniani: “Basta bombardare l’Iran e tutti dimenticano. Tutti si scordano della faccenda”.