Ora Conte avverte Bonaccini: “5S mai con Renzi e Calenda”

L’avvocato presenta la candidata Bianchi: “Il mancato accordo è colpa del Pd, hanno scelto un nome di Azione e Iv”. L’avvocato parla di Lazio ma pensa già ad altro, guarda più lontano delle urne del 12 e 13 febbraio. Nella conferenza stampa nella sede […]

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – L’avvocato parla di Lazio ma pensa già ad altro, guarda più lontano delle urne del 12 e 13 febbraio. Nella conferenza stampa nella sede del M5S, convocata per presentare la candidata alle Regionali laziali, Donatella Bianchi, Giuseppe Conte mette già sul tavolo le sue condizioni per il prossimo segretario del Pd: “Lo dico da esterno non disinteressato, non vorrei che i dem facessero un congresso per nulla e pensassero di tornare al campo largo, ossia all’alleanza con Renzi e Calenda”. Compagni di viaggio inaccettabili, “perché il nostro programma riformista non ha nulla a che fare con Azione e Italia Viva, che sugli ordini del giorno in Parlamento non votano mai assieme a noi: casomai votano in linea con il centrodestra”.

È un anatema, ma anche e soprattutto un messaggio, indirizzato a quello Stefano Bonaccini che secondo i 5Stelle vincerà il congresso del Pd. Quello che nei ragionamenti sulle alleanze future tiene sempre sullo stesso piano Iv, Azione e M5S. A differenza di Elly Schlein: aperturista verso i grillini, contrarissima invece a un nuovo accordo con Renzi. Non è un caso, allora, che l’avvocato nella sua risposta alla domanda del Fatto sul congresso dem lo dica così: “Vedo che continuano a parlare indistintamente di Movimento, Renzi e Calenda…”. E la citazione indiretta è tutta per Bonaccini. Certo, l’ex premier riconosce che “l’incontro per confrontarci con il prossimo segretario del Partito democratico sarà fisiologico”. Ma pretende che non ci siano equivoci: “Con un pragmatismo venato talvolta di affarismo non vogliamo avere nulla a che fare, il Pd chiarisca la traiettoria sulle alleanze”.

È il cuore della conferenza stampa, in cui incolpa per l’ennesima volta i dem della rottura nel Lazio, dove i giallorosa uniti avrebbero potuto giocarsela. “Ma non c’è stata alcuna ripicca da parte nostra, lo dico anche agli intellettuali che in questi giorni ci hanno rivolto appelli per un’alleanza” si cautela Conte. “Avevamo rivolto un appello ai progressisti – sostiene – ma il Pd ha risposto un minuto dopo con il nome indicato dal duo Renzi-Calenda”.

E siamo sempre lì, ai dem “colpevoli” di essere supini ai cosiddetti centristi. Anche se poi a pesare è sempre il nodo dell’inceneritore di Roma. E infatti Conte lo usa come prova del fatto che “non abbiamo alcuna pregiudiziale verso i dem”. In Lombardia l’accordo con i dem è arrivato, “perché lì il Pd ha scelto di spegnere gli inceneritori e di sostenere la transizione ecologica”. Nessun problema dove non ci sono termovalorizzatori di mezzo: tanto che l’intesa con i dem è a un passo anche in Friuli-Venezia Giulia, come confermato al Fatto da Stefano Patuanelli. Conte lo ripete più volte, nella sala dove ascolta anche Loredana De Petris, esponente di Coordinamento 2050, l’associazione che assieme a Sinistra italiana ha formato una lista civica di sostegno a Bianchi e ai 5Stelle. “Nel programma di D’Amato neanche vengono citati i rifiuti, è incredibile” rimarca a margine l’ex senatrice di Leu.

In sala, Conte continua a massaggiare i dem: “Finora non mi pare che nel congresso ci sia stata una vera discussione che abbracci una visione e un’identità: ma per battere le destre non basta dirsi progressisti, bisogna esserlo”. È ormai quello l’aggettivo identitario di Conte, secondo cui “sinistra e destra sono termini del passato”. Sfumature solo apparenti, perché lui parla pur sempre a una base che in parte viene dai vecchi tempi grillini, quando il Movimento si faceva un vanto di essere fuori dall’antica dicotomia della politica. L’avvocato invece ha virato verso sinistra: ma meglio dirlo in modo più sfumato. La giornalista Rai Bianchi, invece, spiega che la sua è “una candidatura di servizio”. E rispondendo alle prevedibili domande sul tema, fa sapere che nelle prossime ore si metterà in aspettativa, “perché ho finito le ferie e devo fare la campagna elettorale”. Ma se venisse eletta solo come consigliera regionale, resterebbe alla Pisana o tornerebbe a condurre Linea Blu? “Deciderò il 14 febbraio, ora è presto” schiva. Dribbla anche quando le chiedono se nominerebbe Virginia Raggi assessore in caso di vittoria: “Non l’ho ancora conosciuta, e agli assessorati non ho ancora pensato”. Risposta quasi troppo sincera. E i rifiuti? “Se aumentiamo la raccolta differenziata e diminuiamo la produzione, l’inceneritore non servirà. Ma il commissario straordinario sul tema resterà il sindaco di Roma Gualtieri”.

Fuori, il candidato alla segreteria del Pd, Gianni Cuperlo, sbuffa: “Mi auguro che Conte non pensi davvero che il suo compito sia quello di cavalcare le difficoltà del Partito democratico, pensando di raccogliere un consenso in uscita dal nostro partito. Dobbiamo dire a noi stessi e al M5S, così come ad Azione, che l’avversario è la destra”. E poi c’è il fronte Bonaccini. Un parlamentare vicino al presidente dell’Emilia-Romagna la mette così: “La linea non cambia, non si mettono veti preventivi per nessuno. Però le percentuali elettorali e i sondaggi li vediamo anche noi, non sono tutti sullo stesso piano…”. Dopodiché, “ora è presto”. Ma le Regionali sono da qui a un mese. E Conte deve giocare la sua partita.

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19 replies

  1. A me pare inverosimile che il movimento cinque stelle possa mai aprire un dialogo con un pd guidato da bonaccini,cioè un pd centrista,non certo di sinistra,anzi,dovremmo sfruttare questa fortuna per attrarre quelli che saranno i delusi in vista delle elezioni europee,in modo da ribaltare i pesi ed egemonizzare la sinistra, che bonaccini sarà orientato verso il tandem calenda-renzi,e saremmo un ammasso di coglioni a non sfruttare tutto ciò a nostro vantaggio

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  2. Io prego che il PD abbracci Iv e Azione, come uno che sta annegando, sputa sul salvagente e abbraccia un’ancora. Così che la smetteranno di fingersi diversi e M5S ne stia lontano mille miglia.

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    • Sarebbe impossibile un dialogo con un pd del genere,bonaccini è quello che due anni fa diceva che i percettori del reddito di cittadinanza dovevano alzarsi dal divano e andare a lavorare,colui che dopo la caduta del governo giallorosso disse che Renzi poteva tranquillamente tornare nel pd,in più sarebbero divisi su tutto,su ogni questione fondamentale,guerra in primis,e poi politicamente cosa c’entra conte con nardella e la picerno?,non scherziamo,su

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  3. Cuperlo sbuffa. Quando il pd è in procinto di evaporare lui sbuffa.
    Ad ogni batosta elettorale dichiara un qualcosa che assomiglia a un mea culpa di partito (le solite fregnacce recuperabili anche su YT con semplice ricerca: dobbiamo riflettere, scollamento dalla base ecc ecc ecc); nell’intervallo tra una batosta e l’altra, con chiappe comodamente sistemate, Cuperlo (e tanti come lui nel partito che, con espressione contrita, fanno analisi luminose) non si accorge di un caxxo di niente.
    Adesso si è candidato alla segreteria come sicuro perdente, solo per togliere un po’ di voti a Schlein e garantire continuità col Bonaccini.
    Diciamo la verità: hanno abbondantemente rotto i cgln!

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  4. “Ora Conte avverte Bonaccini: ‘5S mai con Renzi e Calenda’”.

    “5S mai col partito di Bibbiano!”

    “5S mai con la Lega!”

    Un passato che è una sicurezza, insomma: figuriamoci adesso…

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  5. Cari signori sono d’accordo con voi al momento questo PD è irricevibile ma attenzione non vorrei che: A FORZA DI PERDERE ANCHE GLI ELETTORI M5S SI STANCHINO DI VOTARE.

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    • È il contrario,il movimento cinque stelle si è rafforzato attraverso tutte le sconfitte subite,sconfitte nobili, è così che nel 2018 è arrivato al 33%,il movimento è nato per qualcosa non contro qualcuno e neanche per vincere a tutti i costi,se vincere significa sottomettersi al partito democratico

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      • Vallo a raccontare a quelli di Scampia o della Kalsa di Palermo che da settembre dovranno chiedere lavoro alle mafie o emigrare. Fare gli idealisti col sedere degli altri è troppo comodo.
        Noi (e mi ci metto anch’io siamo gli idealisti con la pancia piena).

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  6. Come detto molte volte, al cuore non si comanda,
    E mr tentenna è fortemente attratto dai mettin€μlo pdini, vuoi per amore, vuoi per appartenenza, e come un amante respinto e bistrattato non può fare a meno di rendersi ridicolo.

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    • non può fare a meno di rendersi ridicolo.
      Esattamente quello che fai tu ogni volta che esprimi le tue solite stron.te

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      • Roby
        Basta evocare un imbe€i||€ di zucca senza semi riempita di propaganda e liquami puzzolenti che tu non possa essimerti dal dire: PRESENTE!

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      • Yougin
        Prima del mv5s Italia dei Valori poi dal vero mv5s, cosa che non ha niente a che vedere con l’attuale costola d l PD, tra l’altro schifato e villipeso ad ogni occasione, ma mr tentenna, come una donna di facili costumi non può resistere a non cupolare con la peste nera,
        Capisco che da piddino quale sicuramente sei una bella gang bang tra di voi ti attragga e ti solletichi,
        A me bastano ed avanzano le nefandezze perpetrate da quella banda di delinguenti per schifarli ed avversarli.

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  7. Il PD è irricevibile indipendentemente dal suo segretario, espressione di accordi, intese, equilibri tutti interni al partito, che può cambiare solo se rinuncia a capi bastone, correnti, doti di pacchetti di voto, affari, clientele e collusioni……Renzi non arriva per caso portato dalla cicogna, chi lo ha sostenuto nella sua carriera, fuori e dentro il PD, è ancora al suo posto, in grado di dettare la linea politica funzionale a lui, attraverso accordi palesi, come le candidature regionali, o riservati! Vorrei sapere quale cambiamento ci possa essere in un partito incapace di affermare ” con Renzi non ci prendiamo neppure un caffè! ” Neppure la Schlein si espone in merito, tanto da ritenere necessario un fronte comune fra le opposizioni, ciò Terzo polo incluso. …..anche i sassi hanno ormai capito che il Terzo polo è forza di cdx, stampella della maggioranza di destra, quindi o la candidata alla segreteria del PD è lenta nell’ apprendere o fa il solito gioco delle tre carte, dove la destra da battere è fuori , e non quella in alleanza, fronte comune o proprio dentro il suo partito. …..semplicemente perché fa politiche di destra, blaterando un politichese incomprensibile per apparire de sinistra! Sono intellettualmente disonesti, sarebbero più comprensibili ed apprezzati dal loro elettorato di riferimento, da zona Ztl, confindustriale, neoliberista, se dichiarassero di allearsi con Terzo polo e FI che sono gli alleati in linea con la politica del PD….di cdx! Se in decenni hanno fatto accordi con Berlusconi, perché dovrebbero scaricare Renzi e Calenda? Perché gli italiani potrebbero capire che sono un partito elitario di cdx? Lo hanno già capito senza bisogno di congressi, primarie o strullate varie. …ne portano i segni sulla pelle in termini di salari, sanità pubblica, scuola, diseguaglianze e povertà!

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  8. Ho smesso di credere da tempo ai “Mai con…” del Movimento.
    Prima era “mai col PD”, adesso è “Mai con… Tizio o Caio del PD” ( insomma, il Majorino di Sala va bene…).
    Domani chissà…
    Ovvero basterà che parte del PD cambi esclusivamente il nome e subito si troverebbero “intenti comuni”…
    Scommettiamo?
    Sic transit… ecc… ecc…

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