Miseria dell’informazione

(Giuseppe Di Maio) – Se guardando una delle trasmissioni pollaio avete avuto l’occasione di assistere a un fuoco di fila di ospiti prezzolati che accusano qualche poveraccio in collegamento che prende il reddito di cittadinanza, avete capito qual è il progetto dei ricchi. Essi costituiscono una classe compatta che sottrae risorse e diritti alla gente e la defrauda della capacità di rendersi conto dell’abuso, di arrivare insomma con le proprie forze a immaginare una via d’uscita, una società diversa da quella che essi raccontano.

Una delle panzane circolate in passato negli ambienti socialisti è stata la capacità inscritta nel proletariato di decifrare la struttura sociale e il progetto dominante. E’ seguita in leggero subordine quella “dell’avanguardia operaia”, opportuna mitigazione della precedente panzana. Purtroppo l’aiuto ai poveri è sempre arrivato da benestanti che hanno amato il genere umano e non si sono schierati col progetto dei loro simili. I poveri sono poveri perché non hanno gli strumenti per riconoscere la loro condizione, per capirne le cause e immaginarne gli sviluppi. Ci vuole per loro un padrone, uno che racconta con erudizione e linguaggio padronale i rapporti tra ricchezza e povertà e svela l’origine delle due condizioni.

Stava andando tutto così bene per gli arraffoni nostrani allorché accusavano di malavoglia e incapacità a prosperare chi cadeva in miseria, quand’ecco sopraggiungere un capopopolo a guastare loro la festa. Beppe Grillo da Genova si inventò avanguardia e riunì lo scontento sotto una sola bandiera. I padroni tremarono e scaricarono sul comico un’incredibile sfilza di accuse: è ricco, guadagna con il blog, usa la politica per il proprio interesse, è un assassino, il figlio è uno stupratore. Più tardi è arrivato Conte. Uno capace di spiegare ai miseri la causa della loro miseria, che si dice pronto a fare qualcosa per loro, cioè a fare l’avvocato degli italiani.

Sono fiorite allora denigrazioni sulla qualità della pochette, sulla borsa griffata della compagna, sui soldi del “suocero”, sulla supposta ostentazione a stare dalla parte dei poveri, fare il pieno di consensi con la disperazione della gente. La propaganda dei suoi nemici ha cercato di dimostrare che chi è ricco non può rappresentare i poveri. A questi sarebbe piaciuto che la miseria da loro creata fosse restata senza voce e si fosse mantenuta come massa di manovra per il gioco del potere. E se Conte va una volta a Cortina con i soldi suoi, per i nemici sta tradendo l’impegno con i protetti. Giacché l’estrema strategia dei ladri è separare i truffati dal loro difensore.

12 replies

  1. È il metodo fascista usato da molti.Annichiliti nel ragionamento di carattere nazionale od universale cercano di distruggere l’interlocutore con accuse personali infondate e fuori luogo,anzi cercano di annientarlo vedendosi sconfitti in un ragionamento pieno di logica e buoni principi.Sono fascisti.

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  2. Sarebbe bene mai dimenticare d’includere nella classe dei “ricchi” che sottraggono “risorse e diritti” alla gente, una delle sue componenti più rilevanti, ovvero la CHIESA CATTOLICA. La beneficenza realizzata da questa “associazione/stato con evidenti scopi di lucro” è infatti un semplice “specchietto per le allodole”, deriva infatti dai finanziamenti del nostro Stato e rappresenta comunque solo una parte marginale del suo bilancio (peraltro mai reso pubblico nella sua forma consolidata). Non vanno certo dimenticate anche le donazioni effettuate dai çoglioni, convinti attraverso questa moderna forma di “volontario acquisto delle indulgenze”, sostituitosi alla loro “vendita”, di riservarsi un posto nel “paradiso dei cattolici”. Paradiso rigorosamente distinto da quello ebraico e da quello islamico (decisamente più appetibile dal punto di vista sessuale), nonostante il “dio di riferimento” sia il medesimo!

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    • Ah ah ah! Eccolo! Ben svegliato guanaco… ahahah… Sì, sì, faremo tesoro delle tue scatarrate e non dimenticheremo giammai i tuoi preziosissimi sputacchi… ahahah…

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  3. Non potendo accusare Conte di colpe reali, si accaniscono su pretesti come il lupo nella favola di Fedro. Miserabili lecchini divorati dall’Invidia, la ‘mmiria motore del mondo, per citare Eduardo.

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  4. La trasformazione di Conte in capo dei “barbudos” non mi convince per niente. Hasta la victoria siempre comandante Giuseppe “che” Conte!!! Ma per favore… si è alleato con cani e porci pur di rimanere a galla e adesso fa il paladino degli ultimi… e c’è qualcuno che ci crede, parrebbe.

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    • “Pur di rimanere a galla”?
      Lui, personalmente, che era già avvocato e docente universitario, con un reddito dichiarato di 1milione di euro?
      O per conto del m5s?
      Non è che ti stai confondendo con i ladroni di Pisa, che litigano tutto il giorno e poi si riuniscono la notte per andare a rubare (al governo)?
      Mi risulta che Conte sia piuttosto selettivo sui PROGRAMMI degli eventuali alleati…o ti riferisci ai suoi 2 governi (contratto con la lega e alleanza programmatica col Pd)?
      Dici che il m5s doveva gettar via i voti, per permettere a quelli “che ti convincono” di governare senza aver vinto?

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  5. Bella ed aberrante quella degli ospiti prezzolati che insultano e sbeffeggiano chi non ha possibilità e prende l elemosina di stato!! E ancora più bello è che il telespettatore arrivi ad odiare i poveracci e non chi detiene i tasti di comando di questo circo fellinian-orwelliano dove la realtà è un allucinazione collettiva

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  6. La realtà è troppo schiacciata sul presente ed ha presupposti di intolleranza stellare; preso atto di questo lasciar correre e fare stemperare gli umori freddati e raggrinziti su pieghe inutili lasciate cucinare da un manipolo di pedine pronte all’uso. Tale assenza di scrupoli e di analisi che estrapolano un pensiero corretto o meno, al di là delle vacanze , degli abiti e del chiacchiericcio inascoltabile delle nostre TV (che ringraziando il cielo non guardo) , non rimane niente, un pugno di mosche impossibile da afferrare. Eppure nel genio italiano vi erano altre onde capaci di correre sopra tali fenomeni se non fosse subentrata una logica di guadagno sull’unghia al cui morso corrono troppe slitte. Questo comporta una memoria breve oltre all’assenza di un ragionamento più profondo , non ampio o circoscritto che sia in quanto parlare le globo non vuol dire avere la mente aperta .

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  7. Mentalità. Per quello che si può imparare ascoltando la televisione non importa neanche saper leggere né scrivere, il livello del chiacchiericcio è così alto e onnipresente da lasciare spazio solo agli sbadigli.

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  8. l’Italia si sta avvicinando a gran passi al livello del terzo mondo con tutta la sua carcassa creata per annientare il dissenso politico.

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