Il Papa fragile (e grande)

(Marcello Veneziani) – Nel silenzio stampa di fine anno, Papa Benedetto XVI ha varcato la soglia del Mistero da lui lungamente indagata. È stato più Papa Emerito che Papa sulla Sedia di Pietro: quasi dieci anni in ombra rispetto agli otto da Santo Padre. Grande teologo, rifondatore della tradizione, pontefice tormentato, sconfitto dalla prepotenza del mondo e dalla scristianizzazione imperante, è stato prelevato dall’angelo custode a cui si era amorosamente richiamato e trasportato nei cieli, verso cui si era incamminato da lungo tempo. Resterà come il papa della rinuncia, che pensò profondamente Dio ma non seppe reggere il peso della Chiesa nel mondo. Lieve e profondo, fragile nel corpo, tenace nella mente.

33 replies

  1. Articolo molto interessante, se si pensa che a scriverlo non è certo un devoto…

    «Fatto un papa non se ne fa un altro

    Chissà come mai in un mondo completamente secolarizzato, anzi per meglio dire volto all’apostasia di ogni cosa intelligente, umana e seria, le gravi condizioni di salute di Papa Benedetto XVI stanno suscitando grande emozione e un grande disorientamento. Eppure quest’uomo di 95 anni è comunque fragile e secondo quanto viene raccontato dal potere vaticano non era nemmeno più papa. Sappiamo che questo è ampiamente contestabile, talmente contestabile che nessuno ha osato opporre argomenti seri a chi dice che papa Ratzinger non ha rinunciato ad essere papa, ma solo alle funzioni inerenti al soglio di Pietro. Non ho competenze in questa materia da poter esprimere un giudizio fondato e tuttavia il testo delle cosiddette dimissioni dell’11 febbraio 2013 sembrano alludere a un ritiro non dalla carica, ma dalle mere incombenze relative ad essa, ovvero al “ministerium” e non al “munus” di Pietro , distinzione peraltro introdotta dallo stesso Ratzinger ben prima di essere eletto papa e tratto dal diritto feudale tedesco, secondo cui chi svolge le funzioni correlate a una carica, non possiede per questo la carica stessa e se la pretende è un usurpatore. Questo naturalmente renderebbe nullo anche il concilio e farebbe di Bergoglio un antipapa. Sono nodi che l’enigmatico Ratzinger in realtà non ha mai sciolto..

    Qualunque sia la verità, lo sgomento per l’eventuale scomparsa di papa Benedetto XVI è tale da far pensare che inconsciamente una situazione di irregolarità e di divisione sia stata in qualche modo nascosta dall’esistenza di due papi, ma che con la scomparsa di uno dei due si possa alterare il precario equilibrio stabilitosi e far saltare fuori tutto il marcio che si è accumulato, ma soprattutto la divisione tra il cattolicesimo propriamente detto e una sua imitazione secolarizzata e subalterna non solo ai poteri secolari, ma anche a quelli dell’ideologia. Quando da un conclave che ora non sappiamo quanto sia stato regolare venne eletto Bergoglio fui colpito da questa scelta incongrua: che un papa sudamericano fosse imminente era scontato, ma perché proprio Bergoglio che era stato il principale nemico della teologia della liberazione, espressione in forma religiosa della voglia dell’America Latina di emancipazione dal padrone capitalista americano e dalle dittature che esso imponeva per rendere più completo e facile lo sfruttamento delle risorse? Perché proprio Bergoglio di cui si sapeva che era stato il cappellano della dittatura militare argentina, quella che lanciava i desaparecidos dagli aerei, e che aveva anche venduto dei confratelli contrari al regime? Ero davvero ingenuo; in realtà ciò che occorreva era proprio un uomo ricattabile, teologicamente vacuo, per fare da facciata a una chiesa che mentre non affronta seriamente i problemi di una sua evoluzione storica – i quali non sono quelli auspicati dalle testoline benpensanti, ossia l’ingresso delle donne nel sacerdozio e l’accoglimento a pieno titolo del mondo Lgbt (e mi raccomando il +), cambiamenti che sono semmai conseguenza di un ragionamento teologico – lancia messaggi ambigui e si trasforma in una sorta di ” canone sincretista” buono per fare da cotè all’ideologia neoliberista.

    Si sa che quest’ultima odia qualsiasi religione perché fatalmente intralcia i culti del mercato, del profitto e della disuguaglianza prospettando un ordine sovrastante ad essi, ma su quella che raccoglie il maggior numero di fedeli proprio nelle terre sottoposte alla sua diretta signoria, si deve cercare un modus vivendi in maniera che le guerre, le violenze le disuguaglianze e le distopie dei superricchi ricevano la benedizione di rassicuranti autorità tradizionali, proprio mentre ogni tradizione viene estirpata. Così Bergoglio che è stato in passato la negazione di ogni apertura, è diventato l’enorme cruna dell’ago attraverso cui qualsiasi cosa può passare. E davvero c’è da rabbrividire per l’ ipocrisia di un uomo che solleva sugli altari minori la Pachamama dopo aver per tutta la sua vita precedente conculcato i diritti dei poveri e dei nativi. Per questo nel sublimine la scomparsa di papa Ratzinger crea grande turbamento perché con questo evento i nodi possono venire al pettine. E forse non è un caso se qualche tempo fa anche Bergoglio ha annunciato di aver firmato un documento in cui si dimette in caso di impedimento. Non c’è nemmeno bisogno di Malachia e delle sue profezie per capire che Benedetto XVI°, rischia di essere davvero l’ultimo papa della della Chiesa cattolica romana e che si avvicina un epoca di caos che del resto incombe in ogni campo. Dopo Bergoglio, anche lui non messo benissimo, si avverte un’aria di estrema confusione e di scisma che peraltro sono stati adombrati in forma ottimistica sia da Ratzinger che da Bergoglio quando hanno fatto riferimento a una chiesa più piccola anche se la distanza intellettuale tra i due è enorme. Si dice che dopo un papa se ne fa un altro, ma ho l’impressione che non sarà vero a lungo.».

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    • Scusa Gatto, non vorrei averti fatto drizzare coda e pelo, ho letto alcune opere di cattolici come trovo trovo ricorsivi e prettamente carichi di perifrasi i saggi laici che al momento non riesco ad affrontare. La laicità pur con la sua burbera morale ha dato tanto ma si è ridotta, diciamo un po’ all’osso e ha dovuto recuperare quello spessore che le logiche ferree avevano in qualche modo depauperato tendendo ostico ogni salto in versione progresso. Allo stesso modo una fede priva di realismo appare, a me, un volo verso il nulla cosmico. Come per principio fisico la virtù dovrebbe esistere in una dimensionalità centrata e equidistante fai suoi estremi, ma non mi sembra un bel periodo, né per lo stato laico né per la chiesa che si è di nuovo inalberata in un non senso che a parole dice ma che praticamente non permette. La bolla è proprio questa, una pellicola di aria in cui si rendono vani precetti e antidoti , dove ognuno va per la sua strada ignaro del percorso del fratello o del compagno. .. Auguri DI BUON ANNO a tutti.

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  2. Era un Papa molto colto. Cosa che generalmente i preti non sono, neppure i papi.
    Colto e curioso, di recente è uscito un libro scritto assieme ad Odifreddi: nessun altro papa lo avrebbe fatto.

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    • Chissà come mai i laici (altra parola abusata: sarebbe meglio dire, atei, il laico essendo a tutti gli effetti un credente…) quando apprezzano un chierico, lo fanno se dimostra qualche propensione alle pseudo qualità profane, delle quali, la cultura e la curiosità sono le più inutili – per tacere del danno che possono causare – ai fini spirituali.

      Penzate, ha persino scritto un libro assieme a Odifreddi: oooooooh!

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  3. Carpe Diem , si dice così? ( Cogli l’attimo?) In questi frangenti, dispiace per l”uomo” Ratzinger, ma nessuno ha mai voluto seriamente approfondire la questione dei due papi, se non evocando lo scisma di Avignone in una retorica che fa sempre salti di secoli. Lo stato ostaggio di una mentalità clericale quanto alto borghese , ha maturato il suo frutto più bello dai tempi della prima Repubblica, un premier Donna , di area destra, che prosegue la lunga onda del macro sistema globale che la Chiesa ha costruito così faticosamente anche, forse soprattutto altrove , dai tempi dei patti lateranensi. I cattolici divisi anch’essi in frange politiche restano nell’alcova dello scetticismo spinto, per potersi barcamenare nelle ondivaghe pulsioni del popolo italiano che oggi ha messo al soglio repubblicano un governo come domani può elevarne un altro di area opposta, (almeno esistesse ancora sarebbe possibile) la confluenza delle aree di sinistra in un centro , non compatto, ma fluido in virtù di interessi , oserei dire quasi personali, rende la questione partitica pesante e omologata alla fucina globale dove la religione pagana si mescola con i dogmi di un sacri sempre più vuoto e sempre meno rispondente alle reali necessità dei fedeli che oltre ai beni di prima necessità vorrebbero ridar lustro ad un rito sepolcrale come secolare che non affascina e prende sempre meno. Ovviamente non vorrei che alcuni scambiassero la fede sincera con un fascino di ammirazione che è un derivato di una fede principe che guida dalla notte dei tempi molte anime.
    Il claustrale aveva in sé i precetti morali che lo stato ha perduto e dialettica vuole che i Don Dollaro, si diano moltiplicati come la sua ferita più grande, la pedofilia, si sia resa manifesta anche alle anime più pie e devote. Papa Ratzinger, sicuramente molto più di Bergoglio, per quanto ho seguito la questione, ha affrontato il tema annoso con la serietà dovuta, facendo una pulizia all’interno delle sue diocesi sparse per il globo e cercando di ridare dignità ad un rito, ad un libro e ad una spiritualità volta al mercimonio più disgustoso e spicciolo mai visto, in fondo la riforma protestante, nata sotto papà Medici Leone XIII, aveva come scopo proprio la purga della chiesa e quindi della sua spiritualità dalla vendita delle indulgenze. E il paradiso? Personalmente credo che sia ancora qui in terra, basta curarlo invece di innondarlo di fiumi di veleno per passare più veloci al Paradiso in cielo.

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  4. Pochi ricordano che l’ex Amministratore Delegato della “Vaticano s.p.a”, Joseph Ratzinger, se non fosse stato eletto alla carica che ha ricoperto, sarebbe stato processato nel 2005 dalla Corte distrettuale di Harris County, in Texas. I reati per i quali era imputato, ostruzione alla giustizia, riguardavano le numerose azioni esperite al fine di occultare gli odiosi crimini commessi da tanti suoi colleghi nei confronti di bambini. Farsi dare lezioni di morale da un individuo che ha praticamente costretto il conclave ad eleggerlo per evitare un colossale scandalo, lo ritengo il massimo dell’idiozia.
    Ma il Gatto B(o)urlone ha già raggiunto questo livello ed è soltanto un povero çoglione preso per il çulo da tutti su questo blog!

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    • Povero mangia preti, Odifreddi di serie C: sai quanto me ne catafott3 di essere preso per il cul0 dai dei peli incarniti come voi attaccati intorno al buco, nei quali si impiglia quello che sappiamo?

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    • “In questi giorni leggiamo spesso che il cardinale Joseph Ratzinger sarebbe stato “incriminato” nel 2005 in Texas per avere “protetto i preti pedofili”, e si sarebbe salvato solo perché, eletto Papa, avrebbe iniziato a godere dell’immunità in quanto capo di Stato estero. Si tratta dell’ennesima bufala, lanciata dal parlamentare anticlericale Maurizio Turco e ripresa dal matematico e attivista dell’ateismo militante Piergiorgio Odifreddi. Va bene non conoscere il diritto canonico, ma qualche modesta informazione sul diritto in genere si richiede a chiunque voglia interloquire su questioni del genere.

      Anche molti studenti medi – ma, sembra, non Turco e Odifreddi – conoscono la differenza fra diritto civile e diritto penale. Nelle cause penali si è “incriminati” per avere commesso un reato. Nelle cause civili si è “citati” in giudizio (non incriminati) da qualcuno che pensa di avere subito un torto. Mentre si è incriminati dopo un’indagine, che può originare da una querela di parte ma dove una pubblica autorità indaga sul caso e decide che vi sono almeno indizi di un possibile reato, per essere citati in una causa civile basta che un avvocato si rechi da un ufficiale giudiziario con le carte e i bolli in regola.

      Così può avvenire che sia citato letteralmente chiunque. La citazione non implica nessun accertamento delle ragioni e dei torti (dunque, della fondatezza della citazione stessa), che semmai verrà dopo. Negli Stati Uniti in un caso famoso qualcuno citò perfino “Satana e i suoi diavoli”: problemi di notifica e di giurisdizione portarono al rigetto delle domande, ma la citazione era partita con tutti i timbri e i bolli in regola.

      Dopo queste premesse che ribadiscono l’ovvio, ci chiediamo: nel caso deciso il 22 dicembre 2005 a Houston (Texas) dal giudice Lee Rosenthal, il cardinale Joseph Ratzinger era stato “incriminato”? La risposta è no. Il cardinale Ratzinger era stato citato in giudizio dallo studio legale Kahn Merritt & Allen in una causa civile relativa a danni reclamati all’Arcidiocesi di Houston da persone che si asserivano molestate sessualmente da un seminarista della stessa Arcidiocesi, Juan Carlos Patino-Arango. L’ex-seminarista è anche oggetto di una diversa causa penale, con la quale però il cardinale Ratzinger non c’entra nulla. La mossa dello studio Kahn mirava evidentemente a massimizzare l’importo dei danni esigibili, sia coinvolgendo le casse della Santa Sede sia creando la massima risonanza mediatica intorno al caso. Su parere (obbligatorio) del Dipartimento di Stato cui ha ritenuto di conformarsi, il giudice Rosenthal ha ritenuto improcedibile la citazione contro il cardinale Ratzinger in quanto rivolta contro un capo di Stato estero. Peraltro, lo studio Kahn non inventava nulla. In passato studi legali creativi avevano già cercato di citare Giovanni Paolo II e la Congregazione per la dottrina della fede per danni, senza mai ottenere soddisfazione dai giudici per una vasta gamma di ragioni procedurali.

      Comunque sia, la parola “incriminato” nella lingua italiana ha un senso specifico, che si riferisce a “crimini” e a processi penali. Le cause civili non c’entrano, e chi sostiene che l’attuale Papa Benedetto XVI è stato incriminato in Texas o mente sapendo di mentire o manifesta una vera e propria idiosincrasia quando si tratta di questioni giuridiche anche molto semplici.”.

      Prendi pure il bicarbonato, ché il prete ti è rimasto indigesto ‘sto giro: BIF0LC0!

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      • Solo un çòglionè come te può sperare di difendere quel covo di pèdòfili che è diventata la congrega dei “testimoni di un dio inventato”! L’elenco delle nèfàndèzzè commesse dai cristiani è troppo lungo per essere riportato. Leggi l’opera in dieci volumi “Storia Criminale del Cristianesimo” di Karlheinz Deschner” invece delle farneticazioni di René Guénon. Non ti suggerisco testi scientifici perché un sèmiànàlfàbètà come non sarebbe in grado di comprenderli.

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      • L’elenco delle nefandezze commesse dai cristiani non è certo secondo a quello degli anal-fa-e-beti atei della tua risma, e l’opera in dieci volumi non dovrebbe trovare certo difficoltà a entrare tutta in una botta in quel buco che ti ritrovi tra le chiappe: un vero peccato che siano solo dieci volumi! Dopo solo qualche secolo di putt4n4te pseudoscientifiche, il vostro orifizio è diventato una voragine nella quale entra di tutto, e manco ve ne accorgete!

        Vi sta arrivando da dietro un treno in corsa che nemmeno immaginate: 3B3TI!

        PS: dove hai visto scritto che io difenderei i preti pedofili, pezzo di cr3tino?

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    • L’elenco delle nefandezze commesse dai cristiani non è certo secondo a quello degli anal-fa-e-beti atei della tua risma, e l’opera in dieci volumi non dovrebbe trovare certo difficoltà a entrare tutta in una botta in quel buco che ti ritrovi tra le chiappe: un vero peccato che siano solo dieci volumi! Dopo solo qualche secolo di puttanat3 pseudoscientifiche, il vostro orifizio è diventato una voragine nella quale entra di tutto, e manco ve ne accorgete!

      Vi sta arrivando da dietro un treno in corsa che nemmeno immaginate: 3B3TI!

      PS: dove hai visto scritto che io difenderei i preti pedofili, pezzo di cr3tino?

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  5. Ho seguito Papa Ratzinger
    dopo aver (prima che arrivasse al soglio pontificio) lavorato per anni col telecomando per evitare di vedere Wojtila.

    Lo ricordo e l’ho stimato non tanto per questioni teologico /filosofico /teoretiche o altre fumisterie che lascio volentieri al Gatto che ne sa più di tutti, ma per un paio di cose molto pratiche che mi hanno colpito molto.

    La mia prima sorpresa la ebbi quando lo sentii dire una frase che mai avevo sentito dire prima, non solo da un Papa, ma anche da un qualunque cristiano rivolto ad un ateo.
    Non ricordo nemmeno in quale occasione captai questo piccolo ma enorme appello rivolto a chi non crede: “fate come se ci fosse”.

    La potenza di questa frase faceva risaltare, a mio avviso, non la superbia di chi si rivolge a chi non ha sufficiente intelletto per avere fede, ma l’immensa umiltà di un capo di una Chiesa che vede allontanarsi le anime a cui si rivolge e cerca accoratamente, non di condurle a se stesso, ma all’entità religiosa della quale lui è modestissimo rappresentante.
    La potenza di quella frase sta nel cristiano rivolgersi, non alla “pecorella smarrita”, ma a chi è “altro da se”, accettando, però, che sia, appunto, “altro da se”(!). Non rinunciando, nello stesso tempo, a proporgli di percorrere una strada comune.

    Quale capo religioso prima di lui ha avuto la sua capacità di parlare in quei termini a dei non credenti?
    Io non ne ricordo.

    Seconda sorpresa: le Sue dimissioni.
    Ce n’era stata una qualche centinaio di anni prima, ma erano tempi in cui le lotte per il potere spirituale misto a quello temporale erano tremende. Benedetto XVI ha scelto di sua volontà di dimettersi e non credo sia stato costretto da nessuno.
    Ebbene.
    C’ho visto anche qui un enorme insegnamento di umiltà rivolto agli esseri umani.
    Chi altri ne sarebbe stato capace, anche in qualunque altro ambito della vita di ciascuno di noi? Rinunciare a piccoli o grandi poteri acquisiti senza delle regole che ce lo impongano?
    Ma quando mai?
    Eppure da quelle mancate capacità di rinuncia scaturisce il peggio di cui è
    capace l’uomo. Cose che non sto qui neanche a descrivere, tanto sono evidenti.

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  6. “fate come se Dio ci fosse”… è semplicemente un’altra versione dalla “scommessa di Pascal” e di “enorme” c’è solo la sua banalità! Proprio non riuscite a liberare la vostra mente dal “Meme di Dio”? Vi garantisco che senza questo fardello sulle spalle si vive meglio!
    Per iniziare l’anno riporto questo dialogo che avrei potuto scrivere io ma è opera di un disegnatore satirico, Stefano Disegni.

    “Vorremmo un Dio, non troppo impegnativo”.

    Un bancone. Un Commesso
    il telefono. In attesa una coppia di mezza età.
    Commesso… a domicilio… nessun sovrapprezzo… il fattorino è alto, col codino… non lo so perché porta il codino… grazie a lei…
    C. (riattaccando) Scusate, è una persona anziana. Ditemi.
    Marito Vorremmo un Dio.
    C. Pensavate a qualche modello particolare?
    Ma. Siamo confusi, sa, con tutta la pubblicità che fanno si ha sempre paura di sbagliare…
    Moglie In realtà non ci serve. Siamo sopravvissuti senza l’aspirapolvere, si figuri se c’è bisogno di un Dio. Ma nostro figlio insiste, dice che si trova benissimo e mio marito si è fatto convincere come sempre. Secondo me sarà solo un impiccio in più.
    Ma. Cara, forse al signore non…
    C. Quindi non avete preferenze. Lo chiedo perché i nostri clienti sono molto esigenti su prestazioni, misure, e consumi…
    Ma. Ci mostri qualcosa lei, ci fidiamo.
    C. Un’ultima domanda, prima di proporvi qualche modello: mi date un’idea della vostra disponibilità?
    Ma. Cioè?
    C. Lei è disponibile solo al battesimo o possiamo ipotizzare la circoncisione o la sospensione per i muscoli pettorali? La signora sarebbe disponibile a sodomizzazioni sciamaniche o, che so, al taglio del clitoride?
    Ma. Se è un Dio che non ci lascia in mezzo a una strada come quello che hanno appioppato a un mio collega che dopo sei giorni ha perso la fede e ha speso un occhio per rifarsi il prepuzio…
    Mo. Ah, si! Chi più spende, meno spende! Quanto al clitoride (guardando il marito) per quello che mi serve…
    C. Bene Vi Mostro un modello molto intrigante! (porge un dépliant)
    Mo. Col barbone! Ma è Babbo Natale!
    Ma. Direi più Marx…
    C. Un gran bel Dio, sì.
    Un’affidabile divinità monoteista, con una peculiarità che altri modelli non montano: è uno e trino. Paghi uno, prendi tre!
    Mo. Nessuno regala niente, dov’è la fregatura?
    C. Nessuna signora! E’ progettato a nostra immagine e somiglianza per evitare confusioni! E’ di semplice utilizzo! Basta un’organizzazione di pensiero elementare, tipo papà – mi premia – papà mi punisce. Punizioni peraltro blande, rimovibili mediante sacramenti. Paradiso con contemplazione di luce garantito per l’eternità.
    Mo. Sporca in casa?
    C. Totalmente trascendente.
    Ma. Entra nel bagagliaio? Abbiamo una monovolume.
    C. Non c’è bisogno di trasportarlo. E’ onnipresente, fa da sé.
    Mo. C’è da pregare?
    C. Beh, ha bisogno di adorazione regolare sennò appassisce. Due ore al giorno bastano…
    Mo. Due ore al giorno ad adorare? E chi me le fa le faccende di casa? Qualcos’altro.
    C. (porge un altro depliant)
    Questo è garantito da milioni di persone disperse ovunque. Un Dio più impegnativo: libro di istruzioni da memorizzare, rinuncia al maiale e ai gamberetti, immobilità dal venerdì al sabato e eventuali sacrifici dei primogeniti. Ma dà una piacevole sensazione di far parte di un popolo eletto.
    Mo. Costa?
    C. A lei nulla, signora, se non le secca un ruolo marginale. Suo marito dovrà circoncidersi.
    Ma. Altri modelli?
    C. Questo, che sinceramente non consiglio, ma fate voi. E’ molto più vincolante: fede
    cieca e autoannullamento fino al martirio, faccia a terra per un’ora ogni giorno, né alcool né porchetta, digiuni e per la signora, uscire travestita da tenda da campeggio e obbedire al marito.
    Ma. Carino.
    Mo. Scusi, ma il bello dov’è?
    C. Ci arrivo: dà un’inebriante sensazione di superiorità. La danno pure i modelli precedenti, ma questo la stimola di più. E ha un ottimo Paradiso: ogni uomo, 70 vergini.
    Ma. Ok, questo.
    Mo. Poi?
    C. Ne ho altri, ma con minori garanzie per via dell’audience ridotta. Ma possono farvi anch’essi una buona riuscita. E poi i gusti della gente sono imprevedibili, un tipo mi ha fatto tirare giù tutto il campionario, compresi obsoleti dei dell’Olimpo e poi ha detto che andava a casa ad adorare il suo canarino!
    Ma. Dio canarino?
    C. Ha detto che almeno cantava tutto il giorno…
    Ma. Dio cantante?!
    C. …senza pretendere che ammazzasse la gente o si amputasse l’uccello!
    (porge altri depliant) Questo è discreto, lo lavoriamo molto in Groenlandia. Dà un buon sostegno per ansie come sei mesi di buio e penuria di trichechi. Paradiso non deluxe, soddisfacente se si apprezzano le aringhe. Sennò… soluzioni panteistiche?
    Ma. Cioè?
    C. Un Dio che alberga in ogni creatura, compresi lombrichi e cicoria.
    Mo. Dentro di noi? Sempre?
    C. Come parti dell’Universo che si compenetrano.
    Mo. Come no, questo già mi trova un sacco di scuse per dormire, pensa se c’è qualcuno che guarda! Senta, ripassiamo.
    Ma. Non vogliamo rifletterci, cara? 70 vergini…
    C. (furtivo) Vi do un consiglio, ma non dite che ve l’ho detto, sennò mi cacciano: fatevelo da soli, il vostro Dio.
    Ma. Che?
    C. In casa e risparmiando…
    io me lo sono fatto, su misura.
    E funziona esattamente come quelli che vendiamo qua, dove pagate solo la griffe. L’ho chiamato Johnpaulgeorge.
    Ma. E Ringo?
    C. E’ un nome da cane, lo trovavo irriverente. Johnpaulgeorge me lo prego quando mi pare e non prevede peccati. Anzi mi fa fare un sacco di risate. Ho anche stilato delle Sacre Scritture. 4796 Like su Facebook.
    Mo. Ma che garanzie le dà? Se l’è inventato lei!
    C. Le stesse che le dà un Dio progettato da qualcun altro. A parità di prestazioni, meglio il mio.
    Ma. E’ difficile inventarsi un Dio?
    C. Macché. Si lascia andare il cervello, come una trance. C’è chi se lo inventa davanti a una tempesta e chi davanti al sorriso di un bimbo. Un mio amico ne ha ideato uno ottimo, in moto, volando giù da un viadotto. Lo racconta soddisfattissimo.
    Ma. Se è così facile… che dici, cara?
    Mo. Sarà a mia immagine e somiglianza…
    C. Allora auguri! Non mi tradite o perdo il posto…
    Mo. (uscendo) … e lo chiameremo Patrizia come mia sorella.
    Ma. Jimi Hendrix? Suona bene: “Jimi Hendrix che sei nei cieli”… mi piaceva tan…
    Mo. Patrizia.
    Ma. Patrizia

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  7. @B(o)urla.
    Un laico – non voglio generalizzare, perchè la parola “laico” ha un significato assai ampio: “laici” sono tutti i non consacrati – nel mio caso , dato che ascrivo sempre e sono riguardo me stessa, quindi “io”, generalmente apprezzo le persone colte. Siano Papi, fascisti, comunisti, anarchici, mussulmani…
    Una persona colta è curiosa e non teme il confronto. Anzi, lo stimola e lo accetta volentieri, soprattutto con chi non la pensa come lui.
    Costretto a dimettersi perchè, dopo un Papa utile alla dissoluzione dell’ URSS occorreva un Papa piacione e globalista (e Ratzinger non era nulla di tutto questo), abbiamo ben visto che i “motivi di salute” non erano il vero problema: infatti ha vissuto, lucido e attivo, altri dieci anni.
    Immagino che lei, B(o)urla, abbia letto il libro al quale ho fatto riferimento e lo abbia capito, conoscendo a menadito tutti i riferimenti colti ed interessanti che entrambi gli Autori hanno sparso a piene mani in quelle pagine. Altrimenti il suo dileggio non avrebbe senso, se non, come al solito, a prescindere.
    Io lo lessi prima dell’ aggravarsi delle condizioni di salute dell’ Emerito ( il libro è uscito in Maggio), incuriosita della stranezza della “coppia”.
    Il libro trasuda cultura, rispetto e tolleranza, pur rimandendo, entrambi gli Autori, ovviamente, ciascuno sulle proprie posizioni e nel proprio ruolo. Eci mancherebbe. Anche se di generazioni diverse , diversissime radici, diversissimi studi e progetti di vita.
    Non so se si è colta la modernità dell’ evento: un Papa che accetta di incontrare più volte un Ateo ( e tra i più irriducibili), non soltanto per una… benevola benedizione … ma per un dialogo rispettoso e proficuo, che continua per anni assieme a numerose lettere e poi autorizza la pubblicazione del tutto.
    Lontano anni luce dalle genuflesse biografie degli “autorizzati”. In piena libertà.
    La cutura (che non è il titolo di studio, ma l’ abitudine a cercare di conoscere il mondo a 360 gradi ed averci riflettuto sopra) fa quello che la Fede non riesce a fare: unisce le persone nel rispetto reciproco. Sempre.

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    • No so tu cosa intenda per “consacrato”, ma un laico è esattamente il contrario di ciò che affermi, visto che il battesimo è una consacrazione ed un tratto indelebile che nessuna decisione del singolo di farsi sbattezzare, come comicamente si dice, può revocare. Perciò i laici sono tutti quelli consacrati e non il contrario.

      Lo spettro semantico della parola si allarga solo come aggettivo inerente al “laicismo” che è tutt’altra faccenda visto il suffisso, ma allora si dovrebbe parlare di “laicisti”, non di “laici”.

      Detto questo: “Non so se si è colta la modernità dell’ evento: un Papa che accetta di incontrare più volte un Ateo ( e tra i più irriducibili), non soltanto per una… benevola benedizione … ma per un dialogo rispettoso e proficuo, che continua per anni assieme a numerose lettere e poi autorizza la pubblicazione del tutto.”.

      Eccome se si è còlta tale modernità, fin troppo bene anche! Quell’Ateo è colui che lo ha messo alla berlina col caso pedofili sopra riportato.

      “Una persona colta è curiosa e non teme il confronto”: una persona colta non deve essere necessariamente curiosa, anzi, né essere interessata punto a qualsiasi tipo di confronto. Le dottrine si studiano e non si discutono! La scepsi è uno dei tratti caratteristici della “curiosità” moderna, la quale fa del confronto per il confronto senza accordo, il suo sterile movente e il suo pernicioso e finale scopo. Idem per la “tolleranza”, la quale si dovrebbe riservare agli individui (chiamarli “persone”, mi sembra troppo…), non alle idee, in quanto, così facendo si scivola impercettibilmente nell’indifferenza all’errore.

      “Quando si vedono, ad esempio, dei teologi preoccupati di «accordare la Bibbia con la scienza», è fin troppo facile constatare quanto un simile lavoro sia illusorio, poiché continuamente da rifare nella misura in cui le teorie scientifiche si modificano, senza contare l’inconveniente di far apparire la tradizione come solidale con lo stato presente della scienza profana, cioè con teorie che forse non saranno più ammesse da nessuno nel giro di qualche anno, se pure non sono già state abbandonate dagli scienziati: ché anche questo può succedere, le obiezioni che ci si propone di combattere essendo piuttosto opera dei volgarizzatori che non degli scienziati stessi. Invece di abbassare maldestramente le scritture sacre a un
      tale livello, questi teologi farebbero sicuramente molto meglio a cercare di approfondire il più possibile il loro vero significato, e di esporlo puramente e semplicemente per il beneficio di coloro che sono capaci di comprenderlo e che, se lo comprendessero effettivamente, non sarebbero più tentati di lasciarsi influenzare dalle ipotesi della scienza profana, non più d’altronde che dalla «critica» dissolvente di una esegesi modernista e razionalista, cioè essenzialmente antitradizionale, i cui pretesi risultati non devono affatto essere presi in considerazione da chi ha coscienza di quel che è realmente la tradizione. Chiunque espone una dottrina tradizionale, sia exoterica che esoterica, ha non soltanto il diritto più stretto, ma anche il dovere di guardarsi dal minimo compromesso con la mentalità profana, in qualsiasi dominio; ma dove sono oggi, in Occidente, quelli che comprendono ancora che così dev’essere?… C’è ancora un punto che bisogna ben chiarire per evitare ogni malinteso: non è lecito pensare che chi intende mantenersi in una posizione rigorosamente tradizionale debba imporsi di non parlare mai delle teorie scientifiche profane. Egli può e deve al contrario, quando è il caso, denunciarne gli errori e i pericoli, soprattutto quando vi si trovano affermazioni nettamente in contrasto con i dati della tradizione; ma dovrà farlo sempre in modo tale che ciò non costituisca una discussione «da pari a pari», cosa possibile solo alla condizione di non scendere sul terreno profano. In effetti, in simili casi, si tratta di dare un giudizio formulato in nome di un’autorità superiore, quella della dottrina tradizionale, poiché dev’essere chiaro che qui solo questa dottrina conta, e che le individualità che lo esprimono non hanno di per sé alcuna importanza. Ora, nessuno ha mai osato pretendere, per quanto ne sappiamo, che un giudizio possa essere assimilato a una discussione o a una «polemica». Se, per un partito preso dovuto all’incomprensione e a cui sfortunatamente spesso si associa la malafede, coloro che misconoscono l’autorità della tradizione pretendono di vedere della «polemica» là dove non ve n’è traccia, non c’è evidentemente alcun mezzo per impedirglielo, come non si può impedire a un ignorante o a uno sciocco di scambiare le dottrine tradizionali per delle «filosofie»: ma ciò non merita la minima attenzione; mentre invece tutti coloro che comprendono cos’è la tradizione, e che sono i soli il cui parere conti, sapranno perfettamente come regolarsi; quanto a noi, se dei profani volessero indurci a discutere con loro, li avvertiamo una volta per tutte che, non potendo consentire a discendere al loro livello né a porci dal loro punto di vista, i loro sforzi cadranno sempre nel vuoto.”.

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    • Inoltre:

      “… diciamo subito, che in ogni caso vi è un punto sul quale siamo d’accordo…: é [si] dichiara che «la scienza non è né religiosa né antireligiosa, ma areligiosa (a privativo)», ed è evidente che non può essere altrimenti, poiché la scienza e la religione non appartengono allo stesso dominio. Solo che, se è così, e se lo si riconosce, non ci si deve limitare solo a rinunciare a conciliare la scienza e la religione, cosa che potrebbe interessare solo un CATTIVO TEOLOGO (D’altronde, fu questa la vera ragione del processo di Galileo) o uno studioso limitato e dalle vedute ristrette; bisogna anche rinunciare a contrapporre l’una all’altra, e a ricercare fra loro delle contraddizioni e delle incompatibilità che non potrebbero esistere, poiché i loro rispettivi punti di vista non hanno niente in comune, tale da permettere una comparazione fra loro. E questo dovrebbe valere anche per la «SCIENZA DELLE RELIGIONI», se esistesse veramente così come pretende di essere, cioè operante su un terreno strettamente scientifico; e se essa non fosse soprattutto il pretesto per una esegesi a tendenza protestante o modernista (che poi sono quasi la stessa cosa)…”

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    • Inoltre:

      “… diciamo subito, che in ogni caso vi è un punto sul quale siamo d’accordo…: ed è quando [si] dichiara che «la scienza non è né religiosa né antireligiosa, ma areligiosa (a privativo)», ed è evidente che non può essere altrimenti, poiché la scienza e la religione non appartengono allo stesso dominio. Solo che, se è così, e se lo si riconosce, non ci si deve limitare solo a rinunciare a conciliare la scienza e la religione, cosa che potrebbe interessare solo un CATTIVO TEOLOGO (D’altronde, fu questa la vera ragione del processo di Galileo) o uno studioso limitato e dalle vedute ristrette; bisogna anche rinunciare a contrapporre l’una all’altra, e a ricercare fra loro delle contraddizioni e delle incompatibilità che non potrebbero esistere, poiché i loro rispettivi punti di vista non hanno niente in comune, tale da permettere una comparazione fra loro. E questo dovrebbe valere anche per la «SCIENZA DELLE RELIGIONI», se esistesse veramente così come pretende di essere, cioè operante su un terreno strettamente scientifico; e se essa non fosse soprattutto il pretesto per una esegesi a tendenza protestante o modernista (che poi sono quasi la stessa cosa)…”

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  8. “Proprio non riuscite a liberare la vostra mente dal “Meme di Dio”? Vi garantisco che senza questo fardello sulle spalle si vive meglio!”
    Mah, caro Daedalus…

    Innanzitutto Stefano Disegni, che ho apprezzato molto per tanti anni, ho smesso di guardarlo da quando, sul Fatto Quotidiano, si è piccato di rappresentare la guerra in Ucraina in quel modo stupido (mi dispiace usare questo termine ma non ne trovo uno più adatto) in cui c’è un folle e violento condomino nella parte dell’aggressore e un povero ignaro condomino (vicino) nella parte dell’aggredito.
    Non so come sia continuata la saga fumettistica di Disegni alla luce del fatto che “l’ignaro condomino aggredito” in realtà voleva piazzare una santabarbara nel suo appartamento minacciando di polverizzare il condominio intero, perché ho smesso di leggere le sue vignette e, quasi quasi, smetterei pure di comprare il Fatto la domenica per non vederle…

    Poi.
    L’altro giorno parlando con un amico e compagno di un partito che non c’è più, mi raccontava di aver visto un film dove, in un Paese immaginario, gli abitanti conducevano una vita estremamente felice fatta di rispetto reciproco, massime soddisfazioni di tutti i tipi e dove il cibo non mancava per nessuno… E ciò avveniva da zero fino ad una certa età.
    Si, perché allo scadere di un tot anni bisognava ritirarsi in un luogo dove, poi, quelle persone reduci da una vita come di ogni soddisfazione, venivano macellati per farne cibo in scatola per sfamare i più giovani abitanti di quel Paese che avevano il loro identico diritto di vivere felici e, naturalmente, sempre sazi.

    Questo mio amico si chiedeva se la prospettiva del mondo, oggi che abbiamo raggiunto gli 8 miliardi di abitanti, non sia proprio questa.

    Io gli ho risposto ( siamo entrambi non credenti) che fino a che gli insegnamenti del Vangelo cristiano avranno un senso in questo mondo, ciò non dovrebbe accadere.
    Al contrario, non sono affatto sicuro che ciò NON possa avvenire.

    Perché, credo, non esiste e non può esistere una autorità umana in grado di essere assolutamente credibile, per gli altri umani, nell’emanare princípi di civiltà e umanità.
    Purtroppo è così!
    Ecco perché le parole di Ratzinger a chi non crede, sono importanti.

    Sono le parole che potevano animare (per fare un esempio) la ferrea volontà del comandante del Bounty (consiglio di vedere quelle scene nel film con Hopkins) che, trovatosi su una scialuppa alla deriva con alcuni suoi fedeli marinai, rifiuta di cibarsi della carne di chi, su quella scialuppa, moriva di stenti perché più debole degli altri: bisognava, per il capitano Bligh, essere prima di tutto Uomini con la U maiuscola e non animali.
    Portò la scialuppa in salvo.

    Ora ti chiedo: il Capitano agí in questo modo, a rischio quasi sicuro di morire, per servire Sua Maestà britannica a cui era sicuramente devoto o per che cosa d’altro?
    Facci una riflessione.

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      • Caro Gsi, nel corso della nostra vita, prima o poi, ci si presenta alla mente una domanda, anzi potremmo definirla “La Domanda” dal momento che sovrasta qualunque altra questione. Può avere varie forme ma il contenuto semantico rimane lo stesso e nella sua forma più semplice e diffusa si può enunciare in questo modo: “Qual è il senso della vita?”. In questa forma al sostantivo “senso” viene inevitabilmente attribuito il concetto di “significato” e viene implicitamente suggerito che la domanda debba necessariamente avere una risposta, ovvero che la vita debba “comunque” avere un qualche significato (assunto che richiede evidentemente una dimostrazione).
        Purtroppo quando il nostro sviluppo ha raggiunto un livello tale da permettere il manifestarsi nella nostra mente della “Domanda” ci sarà già stata fornita la risposta, ovvero questa farà già parte del nostro corredo cognitivo. Sfortunatamente è una risposta sbagliata ma essendo stata introdotta così presto nel nostro cervello sarà MOLTO DIFFICILE sostituirla con un’altra risposta. Strategia empiricamente già nota ai Gesuiti… “dateceli da piccoli e saranno nostri (condizionati) per sempre”. Non è per nulla scontato che si possa trovare la “Risposta Giusta” ma qualche indizio della sua esistenza sarà sicuramente preferibile ad una risposta sicuramente sbagliata! Ritengo superfluo riassumere le cosmogonie proposte dalle innumerevoli religioni che hanno accompagnato o per meglio dire “infestato” lo sviluppo della nostra specie e le tragiche conseguenze delle loro “Risposte Sbagliate”.

        Il senso morale segue lo sviluppo culturale dell’individuo e della società alla quale questi appartiene. I redattori del Vecchio Testamento ritenevano assolutamente accettabili, schiavitù, omicidi rituali e stragi di intere popolazioni, consideravano le donne esseri inferiori ed il loro rapporto con la Natura era di indiscriminato sfruttamento. Per questo motivo, avendo creato un Dio a loro immagine hanno prodotto un autentico mostro, costringendo i loro successori ad utilizzare la cosiddetta “visione allegorica” per tentare di giustificare una personalità assolutamente paranoica. La critica filologica e testuale, iniziata da Baruch Spinoza nel XVII secolo, li ha già ampiamente smentiti, confermando come buona parte delle sentenze contenute nel “Libro di Dio” riflettano esattamente i pregiudizi e le categorie dei suoi autori ma le gerarchie ecclesiastiche sono assolutamente ineguagliabili nella sottile arte di occultare le verità “scomode”. In effetti un popolo di pastori nomadi, quale era quello ebraico, non sarebbe stato neppure in grado di elaborare una cosmogonia così sofisticata ed infatti l’hanno fatta derivare integralmente dalla cultura babilonese, con la quale erano entrati in contatto. Per quanto riguarda il cosiddetto Nuovo Testamento, che di “nuovo” ha veramente poco, si tratta di un’accozzaglia di miti e leggende presenti in varie culture antecedenti e le incongruenze contenute sono tanto numerose quanto trascurate (o ignorate) dalla maggior parte dei “fedeli”.

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      • Caro Gsi, nel corso della nostra vita, prima o poi, ci si presenta alla mente una domanda, anzi potremmo definirla “La Domanda” dal momento che sovrasta qualunque altra questione. Può avere varie forme ma il contenuto semantico rimane lo stesso e nella sua forma più semplice e diffusa si può enunciare in questo modo: “Qual è il senso della vita?”. In questa forma al sostantivo “senso” viene inevitabilmente attribuito il concetto di “significato” e viene implicitamente suggerito che la domanda debba necessariamente avere una risposta, ovvero che la vita debba “comunque” avere un qualche significato (assunto che richiede evidentemente una dimostrazione).
        Purtroppo quando il nostro sviluppo ha raggiunto un livello tale da permettere il manifestarsi nella nostra mente della “Domanda” ci sarà già stata fornita la risposta, ovvero questa farà già parte del nostro corredo cognitivo. Sfortunatamente è una risposta sbagliata ma essendo stata introdotta così presto nel nostro cervello sarà MOLTO DIFFICILE sostituirla con un’altra risposta. Strategia empiricamente già nota ai Gesuiti… “dateceli da piccoli e saranno nostri (condizionati) per sempre”. Non è per nulla scontato che si possa trovare la “Risposta Giusta” ma qualche indizio della sua esistenza sarà sicuramente preferibile ad una risposta sicuramente sbagliata! Ritengo superfluo riassumere le cosmogonie proposte dalle innumerevoli religioni che hanno accompagnato o per meglio dire “infestato” lo sviluppo della nostra specie e le tragiche conseguenze delle loro “Risposte Sbagliate”.

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      • Il senso morale segue lo sviluppo culturale dell’individuo e della società alla quale questi appartiene. I redattori del Vecchio Testamento ritenevano assolutamente accettabili, schiavitù, omicidi rituali e stragi di intere popolazioni, consideravano le donne esseri inferiori ed il loro rapporto con la Natura era di indiscriminato sfruttamento. Per questo motivo, avendo creato un Dio a loro immagine hanno prodotto un autentico mostro, costringendo i loro successori ad utilizzare la cosiddetta “visione allegorica” per tentare di giustificare una personalità assolutamente paranoica. La critica filologica e testuale, iniziata da Baruch Spinoza nel XVII secolo, li ha già ampiamente smentiti, confermando come buona parte delle sentenze contenute nel “Libro di Dio” riflettano esattamente i pregiudizi e le categorie dei suoi autori ma le gerarchie ecclesiastiche sono assolutamente ineguagliabili nella sottile arte di occultare le verità “scomode”. In effetti un popolo di pastori nomadi, quale era quello ebraico, non sarebbe stato neppure in grado di elaborare una cosmogonia così sofisticata ed infatti l’hanno fatta derivare integralmente dalla cultura babilonese, con la quale erano entrati in contatto. Per quanto riguarda il cosiddetto Nuovo Testamento, che di “nuovo” ha veramente poco, si tratta di un’accozzaglia di miti e leggende presenti in varie culture antecedenti e le incongruenze contenute sono tanto numerose quanto trascurate (o ignorate) dalla maggior parte dei “fedeli”.

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      • “Sfortunatamente è una risposta sbagliata…”: scacco matto! ahahah… E se lo dice Quelo/Odifreddi de noantri, non c’è scampo per nessuno… ahahah… E poi sarebbero ‘sti soggetti che sarebbero nelle condizioni di potermi perqlare… ahahah… Che comiche…

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    • Caro Gsi, nel corso della nostra vita, prima o poi, ci si presenta alla mente una domanda, anzi potremmo definirla “La Domanda” dal momento che sovrasta qualunque altra questione. Può avere varie forme ma il contenuto semantico rimane lo stesso e nella sua forma più semplice e diffusa si può enunciare in questo modo: “Qual è il senso della vita?”. In questa forma al sostantivo “senso” viene inevitabilmente attribuito il concetto di “significato” e viene implicitamente suggerito che la domanda debba necessariamente avere una risposta, ovvero che la vita debba “comunque” avere un qualche significato (assunto che richiede evidentemente una dimostrazione).
      Purtroppo quando il nostro sviluppo ha raggiunto un livello tale da permettere il manifestarsi nella nostra mente della “Domanda” ci sarà già stata fornita la risposta, ovvero questa farà già parte del nostro corredo cognitivo. Sfortunatamente è una risposta sbagliata ma essendo stata introdotta così presto nel nostro cervello sarà MOLTO DIFFICILE sostituirla con un’altra risposta. Strategia empiricamente già nota ai Gesuiti… “dateceli da piccoli e saranno nostri (condizionati) per sempre”. Non è per nulla scontato che si possa trovare la “Risposta Giusta” ma qualche indizio della sua esistenza sarà sicuramente preferibile ad una risposta sicuramente sbagliata! Ritengo superfluo riassumere le cosmogonie proposte dalle innumerevoli religioni che hanno accompagnato o per meglio dire “infestato” lo sviluppo della nostra specie e le tragiche conseguenze delle loro “Risposte Sbagliate”.

      Il senso morale segue lo sviluppo culturale dell’individuo e della società alla quale questi appartiene. I redattori del Vecchio Testamento ritenevano assolutamente accettabili, schiavitù, omicidi rituali e stragi di intere popolazioni, consideravano le donne esseri inferiori ed il loro rapporto con la Natura era di indiscriminato sfruttamento. Per questo motivo, avendo creato un Dio a loro immagine hanno prodotto un autentico mostro, costringendo i loro successori ad utilizzare la cosiddetta “visione allegorica” per tentare di giustificare una personalità assolutamente paranoica. La critica filologica e testuale, iniziata da Baruch Spinoza nel XVII secolo, li ha già ampiamente smentiti, confermando come buona parte delle sentenze contenute nel “Libro di Dio” riflettano esattamente i pregiudizi e le categorie dei suoi autori ma le gerarchie ecclesiastiche sono assolutamente ineguagliabili nella sottile arte di occultare le verità “scomode”. In effetti un popolo di pastori nomadi, quale era quello ebraico, non sarebbe stato neppure in grado di elaborare una cosmogonia così sofisticata ed infatti l’hanno fatta derivare integralmente dalla cultura babilonese, con la quale erano entrati in contatto. Per quanto riguarda il cosiddetto Nuovo Testamento, che di “nuovo” ha veramente poco, si tratta di un’accozzaglia di miti e leggende presenti in varie culture antecedenti e le incongruenze contenute sono tanto numerose quanto trascurate (o ignorate) dalla maggior parte dei “fedeli”.

      Ricordo quel film girato nel 1966, protagonista era Charlton Heston e il titolo “Soylent Green”. In italia è stato distribuito con questo titolo, nota la sconvolgente combinazione, “2022: i sopravvissuti”! Soylent Green era il nome del prodotto ricavato dai cadaveri, facendo credere alla popolazione che derivasse dal plancton.

      Personalmente non amo nutrirmi di cadaveri, sono “quasi vegetariano” con la sola saltuaria esclusione dei nostri “fratelli pesci”, ma per motivi etici e salutistici. Non attribuisco però alcun valore particolare ad un corpo, quando questo ha cessato di vivere, ma trovo moralmente riprovevole uccidere un essere vivente per nutrirsi, quando è possibile evitarlo e si guadagna in salute.

      Senza risalire all’episodio del Bounty avresti potuto citare l’aereo precipitato sulle Ande nel 1972. Anche in quel caso i sopravvissuti si sono nutriti con i corpi dei compagni morti ed è stata l’unica decisione logicamente sensata che potessero prendere.

      Personalmente non mi occorre l’indicazione di qualcuno per comportarmi in modo “eticamente corretto”. In effetti non riesco ad immaginare un comportamento più ipocrita di quello assunto dalle cosiddette “Gerarchie Ecclesiastiche”. La mia opinione, motivata, sul sig. Ratzinger l’ho già esposta.

      E’ tutta la vita che “rifletto”, le mie opinioni sono in continua evoluzione ma di una cosa sono assolutamente certo, LE RELIGIONI ORGANIZZATE SONO IL PEGGIOR CANCRO DELL’UMANITA’.

      Io invece apprezzo i lavori di Stefano Disegni e la domenica la sua è la prima pagina che vado a leggere, abbiamo anche scambiato qualche mail e il dialogo che ho riportato espone in modo assolutamente corretto… e umoristico, anche il mio pensiero.

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    • Ricordo quel film girato nel 1966, protagonista era Charlton Heston e il titolo “Soylent Green”. In italia è stato distribuito con questo titolo, nota la sconvolgente combinazione, “2022: i sopravvissuti”! Soylent Green era il nome del prodotto ricavato dai cadaveri, facendo credere alla popolazione che derivasse dal plancton.

      Personalmente non amo nutrirmi di cadaveri, sono “quasi vegetariano” con la sola saltuaria esclusione dei nostri “fratelli pesci”, ma per motivi etici e salutistici. Non attribuisco però alcun valore particolare ad un corpo, quando questo ha cessato di vivere, ma trovo moralmente riprovevole uccidere un essere vivente per nutrirsi, quando è possibile evitarlo e si guadagna in salute.

      Senza risalire all’episodio del Bounty avresti potuto citare l’aereo precipitato sulle Ande nel 1972. Anche in quel caso i sopravvissuti si sono nutriti con i corpi dei compagni morti ed è stata l’unica decisione logicamente sensata che potessero prendere.

      Personalmente non mi occorre l’indicazione di qualcuno per comportarmi in modo “eticamente corretto”. In effetti non riesco ad immaginare un comportamento più ipocrita di quello assunto dalle cosiddette “Gerarchie Ecclesiastiche”. La mia opinione, motivata, sul sig. Ratzinger l’ho già esposta.

      E’ tutta la vita che “rifletto”, le mie opinioni sono in continua evoluzione ma di una cosa sono assolutamente certo, LE RELIGIONI ORGANIZZATE SONO IL PEGGIOR CANCRO DELL’UMANITA’.

      Io invece apprezzo i lavori di Stefano Disegni e la domenica la sua è la prima pagina che vado a leggere, abbiamo anche scambiato qualche mail e il dialogo che ho riportato espone in modo assolutamente corretto… e umoristico, anche il mio pensiero.

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  9. A proposito di covi di pèdòfili e delle nefandezze di certo ateismo globalizzato:

    «Non è pedofilia, adesso è Map
    Date: 1 Gennaio 2023 Author: ilsimplicissimus

    Non è certo una buona notizia per il primo dell’anno, ma alle volte certe coincidenze sono così inquietanti e sinistre da non potere essere taciute anche se non ci sono legami diretti fra gli eventi, ma rivelano innegabili linee di tendenza: così proprio con la morte di papa Ratzinger vengono alla luce i tentativi di “normalizzare” la pedofilia. Come tutti sappiamo il papato di Benedetto XVI è stato attraversato dagli scandali su questo tema con accuse che lo avrebbero coinvolto nella copertura di alcuni prelati accusati di pedofilia [come abbiamo visto, infondate… ndr.], un tema purtroppo reale e diffuso che è stato utilizzato negli ultimi vent’anni come arma per colpire prima la chiesa cattolica in generale e poi un papa poco propenso a trasformare il credo cattolico in qualcosa di poco impegnativo per generazioni educate al narcisismo patologico, in una specie di happy hour della spiritualità e in sostanza in qualcosa che potesse essere l’oppio dei popoli 2.0. O per essere più aggiornati nel Fentanil del terzo millennio. Ed ecco la coincidenza: proprio mentre le condizioni del papa vero o emerito a seconda delle tesi si aggravavano è arrivato il rapporto di fine anno della polizia scozzese sull’abuso e lo sfruttamento dei minori, nel quale non si parla più di pedofilia, bensì di Map, minor attracted people, che è chiaramente un tentativo di cambiare abito a queste pratiche rendendole più presentabili e in definitiva alla stregua di una semplice e propensione sessuale.

    Vabbè ma un rapporto di polizia significa poco diranno molti. Però non è così: dopo i primi dubbi su questa terminologia il portavoce della polizia scozzese ha chiarito che loro si sono semplicemente attenuti alla terminologia europea. “La polizia scozzese ha usato il termine di persona attratta da minori nel contesto dell’impegno con il consorzio dell’UE del progetto Horizon per affrontare l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori. Il termine è stato utilizzato nei documenti di committenza per il consorzio ed è più comunemente usato nel continente”. Il progetto Horizon del resto è un’ambigua panacea che si occupa di tutto, di tutti e di niente, nel quale sono anche inserite le nome censorie contro la cosiddetta disinformazione. In realtà questo acronimo gira da un anno o due ed è stato consacrato in un libro – A long Dark shadow – che si propone appunto di “riabilitare” tutti coloro che si sentono attratti dai bambini e che non possono essere necessariamente classificati come predatori. Il che da una parte è ovvio, però da un’altra – e altrettanto ovviamente – toglie uno stigma che ancora costituisce un argine verso la completa industrializzazione della pedofilia. Se una pulsione diventa legittima e accettabile è difficile poi arginarne le conseguenze. Questo almeno dovrebbe essere chiaro. D’altronde ormai anche i bambini sono coinvolti in quella che definirei come prassi gender la quale presuppone una loro esplicita e in qualche modo consapevole sessualità, per cui potrebbe essere difficile in futuro stabilire una loro completa subornazione da parte di adulti. Non sono cose del tutto nuove: già negli anni ’70 e ’80 la campagna Pedophile Information Exchange (PIE) tentò di abbassare l’eta del consenso a quattro anni, ciò che cambia è invece l’intensità di fuoco su questi temi e le abilità acquisite nel creare un consenso.

    Non mi voglio soffermare ora su questo problema, ma basta leggere le recensioni del libro considerato per lo più come coraggioso e rivoluzionario per comprendere come tutto questo sia il tentativo di inserire la pedofilia in quel “+” che viene dopo Lgbt, dandole completa legittimità. E che dunque l’adozione dell’acronimo Map non sia che il primo passo in questo senso. Ripeto questo è un discorso complesso da affrontare. Quello che mi colpisce è che la pedofilia sia stata usata come una mazza contro chi non dava garanzie di far parte della menzogna globale, mentre adesso che il risultato è stato ottenuto si comincia un’opera di “recupero etico e morale” di queste pulsioni, peraltro molto diffuse “colà dove si puote” come dimostra il caso Epstein e in prospettiva a una loro normalizzazione. In quale assurda vacuità navighiamo dove valori e prospettive sono segnati da una bussola che viene costantemente manovrata con i magneti della comunicazione di massa? Qual è la rotta reale? Non c’è da illudersi che vi siano limiti invalicabili e che prima o poi il potere reale inciampi: le società occidentali sono ormai pongo per le distopie di pochi.».

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  10. Il papato di Benedetto è stato ostacolato fin da subito. In tutti i modi: accuse di aver ” coperto” la pedofilia ( perché, prima , invece…?), accuse di anti islamismo, continui , velati riferimenti al nazismo…
    Tutto è praticamente sparito col nuovo Papa. Che ha dato , però, di recente, una intervista esplosiva ad un giornale spagnolo, praticamente ignorata dai nostri media, in cui ha rivelato che al momento della nomina ha ( dovuto?) firmare le sue dimissioni in bianco in caso di malattia o… altro impedimento. E tale documento è nelle mani di Bertone.
    Insomma, lo Spirito Santo conta sempre meno, al Conclave. Tutto umano, troppo umano…

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  11. La religione per me nasce da un istinto primordiale, da un desiderio di superare la dimensione dell’uomo gregario, paranoide e folle e con questo deterrente ogni forma di organizzazione che persevera nella sua conservazione oltre la morte dei suoi adepti può quindi definirsi religione ed avere in sé la sua fede , il legame spirituale che unisce le anime devote allo stesso principio; la religione è perciò definita dalla sua fede che ne è lo scopo, il mezzo e il fine a cui i discepoli e adepti votano la loro esistenza che da unità vanno a costituirsi una comunità, organizzati in un nucleo sociale con precise caratteristiche. La religione con connotazioni sacre e la religione profana si distinguono per il tipo del fede : più ascetica e spirituale la prima , meno ascetica e più materialistica la seconda, con altri fini come potrebbe essere la ricchezza , una forma del governo-stato, un tipo di coltivazione. La religione per fede sacra che ascende e trascende gli esseri umani in spirito è forse quella che genera un maggiore fanatismo in quanto impedisce alla ragione di discriminare la verità degli altri come fonte di una verità comunque diversa e dissimile . Se le forme del religione profane come i partiti trascendono lo spirito e quindi la ragione senza un principio comunque ritenuto inviolabile e sacro a prescindere a cui ricondurre il controllo e la misura delle proprie azioni , i pretesti per superare le leggi del branco divengono fonte di altrettanti culti degeneri . La lotta al predominio dell’uomo sull’uomo , l’uso strumentale dell’ascesi per imporre dogmi e vincolare comportamenti buoni e cattivi , impedire abusi divengono lotte intestine. I capi scelti dall’organizzazione delle anime o dei borselli svolgono quindi la loro funzione . .
    Il controllo sociale è anche un controllo economico e di potere , di ascesi alle dimensioni superiori aLle quali molte persone saranno interdette. Fosse l’intelligenza o la pazienza o l’onestà o la forza a determinare gli assetti del comando e controllo non è dato sapere. I vincoli di mandato, le regole, le norme , contribuiscono a creare comunque un ordine precostituito a cui si deve obbedire in nome di quella fede , anche se non si ha.

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