Ottavio Cappellani: “Che vergogna sessista, maschilista e patriarcale che è la figura di Babbo Natale”

(Ottavio Cappellani – lasicilia.it) – Sarà un Natale “due palle” perché con la crisi da fame che c’è al massimo potrete scippare l’alberello in campagna e appenderci giusto due palle e poi passare il Natale a guardarlo, senza regali sotto, commentando, appunto: due palle.

Però ci sarà molto da parlare, che è l’unica cosa che ci resta da fare quando non ci sono soldi e in Sicilia abbiamo una frase apposta per i momenti di “malura” (cattive ora, cattivi tempi, cattive acque e i fiumi tirano le pietre): “sdilliriare suli suli”, delirare da soli, lamentarsi con se stessi, mandare a quel paese il mondo ma sottovoce, che a Natale siamo tutti più buoni tranne i ricchi con i poveri, i poveri con i ricchi, i poveri con i poveri e i ricchi con i ricchi.

Parleremo quindi di questa vergogna sessista, maschilista e patriarcale che è la figura di Babbo Natale. Perché non Mamma Natale? Ma anche Mamma è sessista, e quindi manco omosessuale perché non è abbastanza inclusivo, per cui ci resta soltanto “Schwa Natal*” che è davvero un delirio, ma come sopra detto: il delirio è tutto ciò che ci resta.

Passiamo al presepe. Che abbandona sempre più la tradizione della rappresentazione bucolica agreste per diventare sempre più metropolitana e contemporanea. Spazio dunque alla statuina del pusher, con la fila degli acquirenti (vestiti da avvocati, imprenditori, assistenti di politici, politici, scippatori, pizzaioli, cuochi, lavapiatti, chef gourmet, disoccupati col reddito di cittadinanza) che dopo la cena frugale in famiglia vanno a fare “seratina” con cocaina e droga dello stupro.

La statuina “influencer” col telefonino in mano mentre si fa un Elfie (la versione natalizia del selfie – da “elfi”, assistenti di “Schwa Natal*” per chi non ci arrivasse) è sostituita dalla statuina Onlyfans, perché la povertà dilaga e nel nuovo sottoproletariato glamour col diritto alla moda e all’eleganza i ragazzini devono portare il pane e la Louis Vitton a casa e quindi aprite le gambe e vai la laura’, vale anche per i maschietti, che oltre ad aprire le gambe devono portare le caviglie alle orecchie (per i minori che leggessero: stiamo parlando di tutorial per fare yoga e rilassarsi).

E visto che lo spirito cristiano è votato all’assistenza e al conforto dei più sfortunati, mi raccomando, gli stivali di gomma di Aboubakar persino al bue e all’asinello dovete metterglieli, e se qualcuno vi dice che vi state politicizzando voi tirate fuori gli articoli in difesa di Liliane Murekatete, che è donna e di fronte alle donne dovete starvi tutti muti altrimenti Concita De Gregorio e Michele Serra vi fanno il cu… non vi fanno gli auguri di Natale.

Ovviamente, per la befana, al posto della calza dovete mettere il sacco dei contanti, poi se vi comportate bene, cioè se vi fate corrompere dai paesi ricchi che però non rispettano i diritti umani e sfruttano i lavoratori, allora viene la befana e ci mette dentro i contanti. Se invece vi comportate male, cioè non vi date ad azioni illegali, manco il carbone di zucchero vi tocca, al massimo un po’ di carbonella così vi accendete il braciere e non morite assiderati che di riscaldamento a gas o elettrico meglio non parlarne. Per cui buone feste a voi e famiglia e vi auguro un ricco e sereno Natale da delinquere. E ricordate: o rubeca o futteca. Spesso entrambi.

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3 replies

  1. Complimenti Cappellani. Ironia come sempre ficcante e magistrale. Io però avrei inserito nel presepe anche la statuina del Delinquente Porco in versione autista di pullman con carico di troie.

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  2. Dai, facciamolo trans così sono tutti contenti.
    E la Befana è morta di Covid in una RSA. IL “vecchio” non va più: largo ai gggiovani.

    (A proposito: sicuro che c’è la crisi? Mai viste tante luminarie, a Bologna… E ovviamente negozi con le porte spalancate… Come prima, più di prima…)

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