Il “pacco” di Natale per la Sicilia viaggia su Airlines

(Dott. Paolo Caruso) – Il “pacco” natalizio per la Sicilia è già confezionato alla grande e come da tradizione consolidata negli anni si trova sui voli tra l’isola e il resto del Paese. Un “pacco” per questa Terra che trova riscontro nelle strenne di Natale legate al caro voli da e per la Sicilia. Una piaga quella del caro prezzi sempre aperta che condiziona economicamente gli spostamenti veloci e lo stesso sviluppo dell’isola. Ai viaggiatori siciliani, penalizzati rispetto al resto d’Italia, vengono chiesti ulteriori sacrifici da una politica dei trasporti fallimentare e da un sistema aereo ristretto a poche compagnie che dettano le condizioni, i prezzi, e i luoghi di atterraggio, senza che vi sia una controparte (Stato e regione) in grado di contrastare gli interessi economici delle compagnie. Le impennate dei prezzi dei voli contribuiscono pesantemente ad un ulteriore isolamento della Sicilia, un’isola nell’isola, che subisce passivamente l’aggravio della sua marginalità geografica. Tale ulteriore rialzo dei costi assume carattere di stagionalità (luglio – agosto), (Natale e Pasqua), penalizzando gli emigrati per studio o per lavoro, i flussi turistici, e coloro che si devono spostare per motivi di salute, peggio ancora in concomitanza di concorsi, mostre e fiere. Un  fatto increscioso è dato dal cartello attuato da Ryanair e Ati sulla rotta da e per la Sicilia. Ati una compagnia nata dalle ceneri di Alitalia che nonostante il contributo pubblico continua a mantenere elevato il prezzo dei voli e fa vergognosamente cartello con le compagnie private. Corsi e ricorsi storici investono in pieno la politica siciliana con il malcontento levatosi dalla più alta carica regionale, il Presidente Renato Schifani che scopre oggi quello che i siciliani da sempre hanno gridato inutilmente ad una classe politica sorda  e quasi mai propositiva nell’affrontare concretamente il  problema del caro voli. Questa è la vergogna di una classe politica che ha tralasciato gli interessi dei siciliani trascurando anche quelli legati alla viabilità in genere, e all’economicità del trasporto aereo. Ora che si sono riaccesi i riflettori sul caro voli,  tornano le vecchie esternazioni dei politici siciliani che come al solito con vaghe e vane  promesse cercano di cavalcare l’onda del dissenso cercando di riprendersi la scena. 

Miracolo, costa meno volare a New York che in Sicilia

(Pietrangelo Buttafuoco) Bravo Renato Schifani e bravo Rosario Fiorello che su VivaRai2 rilancia: è mai possibile che volare in Sicilia costi più di andare a New York, ben 600 euro? Il presidente della Regione siciliana attacca duramente le compagnie aeree che – in vista delle vacanze di Natale – salassano i paesani che cercano di tornare a casa. E Fiorello, giustamente, chiama in causa l’antitrust e si chiede: “Durante la traversata, quando le hostess offrono ai passeggeri lo snack – dolce o salato – cosa mai daranno, caviale?” C’è da chiederselo anche in ragione delle tasse che i siciliani, in attesa del Ponte, pagano per tenere in vita Ita. E comunque lo snack offerto non può essere che la solita leccornia: la famosa Gran Coppola.

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