I progetti del governo di Giorgia Meloni: il salvaladri per i potenti

Abuso d’ufficio azzoppato, Severino e Spazzacorrotti da rivedere e guerra totale ai “processi mediatici”. Dopo gli evasori, festeggiano ora pure i corrotti: grazie al trio Meloni-Nordio-Sisto. Limitazione dell’abuso d’ufficio, modifica della legge Severino per i sindaci condannati in primo grado, una nuova stretta […]

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – Limitazione dell’abuso d’ufficio, modifica della legge Severino per i sindaci condannati in primo grado, una nuova stretta sul “processo mediatico”. Ma soprattutto il possibile colpo di spugna sugli autori dei reati contro la Pubblica amministrazione che potrebbero tornare a beneficiare delle misure alternative al carcere azzoppando la legge “Spazzacorrotti” voluta dall’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e approvata nel gennaio 2019 dal governo Conte-1 (Lega-Movimento 5 Stelle). Sono questi i primi progetti del governo di Giorgia Meloni e del suo ministro della Giustizia Carlo Nordio sul processo penale: provvedimenti che in teoria sarebbero ispirati dal “garantismo” della maggioranza di centrodestra ma che, nei fatti, hanno l’obiettivo di tutelare i “colletti bianchi”, a partire da politici e funzionari dello Stato.

Spazzacorrotti Forza italia prova il blitz in commissione
A spingere su questo fronte è soprattutto Forza Italia, partito della maggioranza particolarmente sensibile al tema della giustizia. Gli azzurri stanno provando a modificare il primo decreto del governo Meloni che introduceva un nuovo reato con pene fino a 6 anni contro i rave party, rimandava di due mesi l’entrata in vigore della riforma Cartabia e “salvava” l’ergastolo ostativo dalla decisione della Corte Costituzionale che sarebbe dovuta arrivare l’8 novembre scorso. Un decreto che non è piaciuto a Forza Italia che, in commissione Giustizia al Senato, proverà a modificarlo presentando diversi emendamenti. Non sul rinvio della riforma Cartabia dovuto a ragioni tecniche. Sulla norma anti-rave invece il senatore azzurro Pierantonio Zanettin presenterà lunedì una serie di emendamenti per abbassare la pena da 6 a 4 o 5 anni e rendere così impossibili le intercettazioni preventive ma anche per “tipizzare” il reato circoscrivendolo ai soli casi di raduni “musicali”. Inoltre, Forza Italia chiederà anche che il codice antimafia – con annesse misure di prevenzione personale – non si applichi a chi partecipa ai rave party. Il governo potrebbe accogliere queste proposte per evitare che la norma si estenda a tutte le altre forme di manifestazione, come i picchetti in fabbrica o le proteste studentesche. Ma Forza Italia proverà a modificare anche la norma sull’ergastolo ostativo, che ricalca quella approvata dalla maggioranza del governo Draghi. A quanto risulta al Fatto, Zanettin presenterà un emendamento per eliminare i reati contro la Pubblica amministrazione – dal peculato alla corruzione fino all’abuso d’ufficio – dalla lista di quelli per cui non si potrà accedere ai benefici penitenziari e alle pene alternative al carcere. Nel 2019, infatti, era stata la Spazzacorrotti a equiparare questi reati a quelli di mafia, terrorismo ed eversione sulle pene alternative: l’obiettivo era isolare i condannati per corruzione. Forza Italia l’ha sempre considerata “un’abnormità” e così proverà il blitz in commissione Giustizia a Palazzo Madama.

L’emendamento è già stato in parte annunciato dallo stesso Zanettin durante la discussione generale sul decreto avvenuta in commissione. Il senatore ha spiegato che il testo sull’ergastolo ostativo è frutto di “una mediazione molto delicata” tra i partiti che sostenevano il governo Draghi e che la posizione dei berlusconiani “è più garantista rispetto al testo contenuto nel decreto-legge”. Sui reati contro la pubblica amministrazione, Zanettin ha aggiunto che equipararli a quelli per mafia e terrorismo “ha comportato la perdita del concetto del doppio binario in relazione alla possibilità di concedere o meno benefici penitenziari”. Per questo, presenterà un emendamento per modificare la norma. Una posizione che ha creato qualche imbarazzo nella maggioranza: il senatore di FdI, Sergio Rastrelli, ha spiegato che ogni “inasprimento della legislazione antimafia” troverà il partito di Meloni favorevole ma allo stesso tempo, rispetto all’equiparazione con i reati dei colletti bianchi, ha aggiunto che “sarà fatto un ulteriore sforzo di sintesi delle diverse sensibilità politiche”. Insomma, il ministero della Giustizia dovrà decidere se accogliere o meno l’emendamento di Zanettin rischiando di spaccare la maggioranza di centrodestra.

Abuso d’ufficio la premier: “Va modificato per i sindaci”
Non c’è solo questa tra le norme allo studio del governo. Ieri la presidente del Consiglio Meloni, intervenendo all’assemblea Anci a Bergamo, ha spiegato che l’esecutivo sta studiando un modo per modificare il reato di abuso d’ufficio: un reato che, secondo Meloni, è troppo “elastico”, porta alla “paura della firma” perché “un amministratore oggi non sa se il suo comportamento verrà domani giudicato come criminoso” aggiungendo che il 93% delle indagini per abuso d’ufficio finiscono con assoluzioni o archiviazioni. Proposta condivisa da Nordio che ne aveva già parlato col sottosegretario di FdI, Andrea Delmastro Delle Vedove: “Convoco i sindaci e abolisco l’abuso d’ufficio”. Il ministro ne ha parlato anche con Meloni, tant’è che gli uffici legislativi del ministero della Giustizia stanno preparando un testo per limitare ancora di più l’abuso d’ufficio. Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è d’accordo: “C’è un’aspettativa dei sindaci – ha detto a Bergamo – va garantita una maggiore agibilità ai sindaci”.

Severino e “bavaglio” Sisto: stop processi sui media
All’assemblea Anci è intervenuto anche il viceministro Francesco Paolo Sisto che ha spiegato che il governo agirà anche per limitare il “processo mediatico”: “Il Paese vive nel timore di essere indagato”. Inoltre ha aggiunto che l’esecutivo presto interverrà per modificare la legge Severino che penalizza “ingiustamente” gli amministratori condannati con sentenza di primo grado.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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9 replies

  1. Ha fatto bene. Senza gridare come faceva lei in modo demagogico, evidenziando la contraddizione di chi, una volta, diceva o faceva finta di interessarsi alle fasce più deboli del Paese. Ma “una volta…”, tanto tempo fa.

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  2. “All’assemblea Anci è intervenuto anche il viceministro Francesco Paolo Sisto che ha spiegato che il governo agirà anche per limitare il “processo mediatico”: “Il Paese vive nel timore di essere indagato”. ” In realtà sono i figuri dell’attuale maggioranza che vivono col timore di essere indagati per via dell’alta percentuale di persone non proprio perbene che caratterizza l’attuale coalizione al governo. Io a differenza di certi personaggi del governo, mi sento tranquillo e non ho paura di essere indagato.

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