Eroi a sinistra che non lo erano

Soumahoro, ma anche Lucano, Davigo e prima ancora Di Pietro. Tutti i casi dei paladini idolatrati a sinistra poi precipitati nel fango

(Stefano Iannaccone – true-news.it) – La storia del sindacalista dei braccianti, appena eletto alla Camera e che ha deciso di autosospendersi dal gruppo Alleanza verdi-sinistra, è solo l’ultima di “cavalieri senza macchia” coinvolti in scandali di vario tipo, non per forza giudiziari. Tra i tanti eroi mancati ci sono anche Antonio Di Pietro e Massimo D’Alema.

Un bandiera mediatica che diventa un caso. E inevitabilmente un problema per la sinistra.

La vicenda di Aboubakar Soumahoro, sindacalista per i diritti dei braccianti e ora neo deputato, è una storia da manuale di come l’immagine di un eroe che, probabilmente, non lo era davvero.

Fango mediatico per Soumahoro

E non è certo il primo a passare dagli elogi sperticati allo scetticismo e all’abbandono. Dalle stelle alla stalla, si direbbe, polarizzando l’opinione pubblica tra i critici feroci e i sostenitori a prescindere. Il parlamentare ha comunque deciso di autosospendersi dal gruppo Alleanza verdi-sinistra, che lo aveva inserito in lista garantendogli un posto pressoché blindato alla Camera.

La sua candidatura e la conseguente elezione sono state accolte con grande gioia: Soumahoro sembrava destinato a ritagliarsi un ruolo da potenziale leader.

Poi la storia della cooperativa Karibu, che fa capo alla suocera e in cui anche l’attuale compagna del deputato ha avuto dei ruoli, ha inferto un duro colpo alla sua immagine pubblica. Con il marchio di non aver “visto” gli sfruttamenti che denunciava altrove. Lui ha promesso chiarezza ed è sicuramente necessaria viste le ultime rivelazioni.

La triste parabola dell’eroe Mimmo Lucano

Ma, appunto, non è l’unico idolo che ha deluso i sostenitori: dall’uomo che indossava gli stivali, al debutto a Montecitorio, al fango mediatico che lo ha travolto in poche ore. Una parabola simile è stata quella dell’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, diventato negli anni un simbolo per le politiche sull’accoglienza, artefice del modello-Riace. Nel piccolo Comune arrivavano i migranti, trovando un’integrazione sociale attraverso il meccanismo del primo cittadino.

Per questo Lucano era stato descritto come un eroe, salvo finire alla sbarra con l’accusa di associazione per delinquere, truffa, peculato, falso e abusi d’ufficio. Proprio a fine ottobre è stata formulata la richiesta di 10 anni e 5 mesi nel processo d’Appello. Lucano, ravvisando alcune affinità tra le vicende, ha voluto esprimere la propria solidarietà a Soumahoro. «È una delegittimazione mediatica che si ripete sempre uguale quando qualcuno si batte per la tutela dei diritti delle persone più deboli.

È un conto da pagare, quasi un effetto collaterale obbligato», ha commentato l’ex primo cittadino del Comune calabrese.

La colf di Boldrini

Un’altra storia simile ha riguardato l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, paladina dei diritti delle donne, finita nel tritacarne per le accuse rivolte da una ex collaboratrice. Secondo la versione della donna, che la deputata aveva scelto per coadiuvarla nel lavoro parlamentare, avrebbe svolto mansioni al di fuori del suo perimetro di competenza.

«Ero assunta come collaboratrice parlamentare e pagata dalla politica per agevolare il lavoro di un parlamentare, ma il mio ruolo era anche pagare gli stipendi alla colf, andarle a ritirare le giacche dal sarto, prenotare il parrucchiere», raccontò l’ex collaboratrice. E in quei giorni pure l’ex colf di Boldrini lamentò la mancata liquidazione spettante dalla fine del contratto di lavoro.

L’ex presidente della Camera, oggi a Montecitorio in qualità di deputata del Pd, si difese, dicendo: «Mi aspettavo da loro che, se ritenevano che ci fosse con me qualche problema, me ne parlassero direttamente e non tramite un giornale, tutte due insieme poi».

L’immagine di paladina dei diritti è uscita comunque ridimensionata. Una parabola paradossale è stata quella di Piercamillo Davigo, ex componente del pool di Mani Pulite ed esponente di punta del giustizialismo, che si è ritrovato con un rinvio a giudizio sul conto per l’ipotesi di reato di «rivelazione di segreto d’ufficio» nell’ambito dell’inchiesta sulla loggia Ungheria. Secondo i pm, suoi ex colleghi, Davigo avrebbe fatto circolare i verbali delle testimonianze rese dall’ex avvocato esterno Eni, Piero Amara.

La galassia degli eroi decaduti

La galleria di vicende simili tocca politici del passato più remoto, come Antonio Di Pietro; alla più prossima Monica Cirinnà; fino all’evergreen Massimo D’Alema. Ha fatto storia la frase di Di Pietro, incalzato dal programma di inchiesta Report, «mia moglie non è mia moglie». Riferimento agli affari di famiglia che hanno oscurato la stella dell’ex star di Tangentopoli, con il figlio Cristiano che finì sotto inchiesta, colpendo l’immagine di cavaliere senza macchia.

E ancora l’ex senatrice del Pd Cirinnà. La madrina delle Unioni civili, è stata coinvolta nella vicenda dei 24mila euro ritrovati nella cuccia del suo cane a Capalbio. A chiudere il cerchio c’è D’Alema che da leader della sinistra, che ha il pacifismo nel dna politico, si è trasformata in mediatore per la vendita di armi in Colombia. L’ex presidente del Consiglio precisò di non averlo fatto per tornaconto personale: «Ho aiutato delle imprese di Stato senza prendere un euro». Una posizione legittima, ma come insegna il caso Soumahoro non sempre servono implicazioni giudiziarie per minare un profilo pubblico.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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23 replies

    • Parlaci anche degli eroi di destra, che so Fini, Berlu, Dellutri, Lupi, A sua insaputa, o quello veneto che si era portato via anche la cornice del camino, che è stato costretto a rimettere al suo posto, Forminchini, Alemagno, Storace, Ecc. Eccèvo un’enciclopedia per finire.
      Che poi contro Di Pietro solo balle, e contro Davigo cosa c’è da dire?

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      • La sinistra va fiera di una propria supposta superiorità morale sulla base della quale si essere titolata a puntare il ditino contro gli altri, in particolare a fare la morale all’avversario (la destra).

        In realtà le cose non stanno esattamente così come dimostrano i fatti elencati nell’articolo il cui senso è proprio stigmatizzare la superbia morale della sinistra.

        A destra, invece, non l’abitudine si fare la morale agli altri in questo modo. Per questo non c’entra nulla menzionarli in questo articolo.

        Naturalmente, non vuol dire che non abbiano altri difetti, talvolta anche peggiori (anche se l’ipocrisia e il moralismo non sono cosette secondarie: perfino Cristo li bacchettò, al punto che fariseo – il dotto che si sentiva superiore e moraleggiavano all’epoca di Cristo – è diventato un termine il cui senso corrente ben si attaglia alle persone citate nell’articolo).

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      • L’articolo mischia (perfidamente) lestofanti con galantuomini, di cosa è accusato il dott. Di Pietro? E il Dott. Davigo?
        I “reati” non sono tutti uguali, non basta aver avuto un accusa per essere al pari di Scail o di Squillant.
        Sappiamo quanto Nordiol ha perseguito di Pietro anche perchè questi aveva perseguito il fratello per veri reati
        .

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    • Caro Iannacone, mi spiace ma il talento che mostri nello scrivere non è pari all’ambizione.
      Alcune critiche alla sinistra col portafoglio a destra ci possono stare, ma mettere in mezzo Davigo, dimostra solo che sei un fazioso con poca arte.

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  1. Diciamo anche che gli “eroi” di sinistra subiscono un accanimento mediatico ingiustificato anche quando NON sono colpevoli, almeno direttamente, o hanno agito a fin di bene.
    Se poi sono NERI e noti per la difesa dei migranti e degli sfruttati, sparisce dai radar anche la minima traccia del tanto proclamato garantismo (valido solo per il LORO VERI e ACCERTATI delinquenti) e nessuna “claque” oserà prenderne le difese…
    Non sia mai che non si approfitti per dare un colpo anche a tutta la faccenda “poveracci, migranti, neri etc”, con relative associazioni di assistenza, facendo di tutte le erbe un fascio.
    È lo stile ONG: colpirne uno per colpire tutti.

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    • accanimento mediatico di chi? i primi tre giornali italiani (Corriere, Repubblica e Stampa) sono di sinistra, anzi più precisamente radical-chic, quindi certo non tirano a destra e non hanno interesse ad accanirsi contro gli eroi di sinistra.
      i fogliacci di destra li leggono in quattro gatti, e tutti già di destra: delle persone neutrali o di altri schieramenti gli dà credito nessuno (dai, c’è qualcuno che crede alle balle di Nosferatu o di Mentolindo?)
      i principali talk-show idem: Fazio è un sinistro, Formigli non ne parliamo, Lilli Gruber e Bianca Berlinguer certo non sono amici della destra: tutti radical-chic con la puzza sotto il naso.
      i programmi sulle reti Mediaset non se li ca*a nessuno.
      quindi se i principali media si mettono a massacrare eroi di sinistra (come stanno facendo con Soumahoro, che peraltro gli stessi giornali fino a ieri dipingevano come l’eroe dei due mondi) non è perché sono di sinistra, ma perché questi mass media si beano del potere di affondare miti che loro stessi hanno creato o contribuito a creare.

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      • Continui a confondere Sinistra e Pd.
        Corriere, Repubblica, Stampa sono di sinistra? 😆
        Dici tu stesso che sono radical chic, aggiungi anche tendenti al neoliberismo, ormai.
        Hanno eccome interesse ad andare contro la sinistra.
        Poi, Sallusti e Mentana neutrali!?!?
        E che cosa importa che siano seguiti o no, i giornali di destra?
        Diciamo pure che bastano i TITOLI… perché di quello si accontentano i loro lettori/elettori, che, intanto, verso quelle parti e secondo quelle becerità hanno votato.
        Tutti i giornali e i media che hai nominato, non importa con quale seguito, perché “la calunnia è un venticello” (cit), di sinistra non hanno l’ombra, se non come nemico, anche interno, da abbattere.
        Sulla tua frase finale sono d’accordo, ma l’accanimento verso questo elemento, non DIRETTAMENTE coinvolto nei reati in oggetto, non trova sollievo neanche nel sostegno che ebbe un Mimmo Lucano.
        Ma lui non era nero e non osava, nonostante ciò, essere anche un immigrato acculturato.

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      • E comunque, hai un ASTIO per la “SINISTRA”, che neanche Berlusconi per i comunisti.
        E mamma mia…certo non hai lo stesso “trasporto” verso questa destra becera e fascista o verso l’atlantismo, difensore di nazisti e fascisti che gli fanno comodo.
        Direi che sei piuttosto fuori moda, ormai…
        È il m5s l’unico partito ad essere di sinistra…ops “progressista”.. perché, come dice De Masi: “c’è chi dice di essere di sinistra senza esserlo e chi lo è senza dirlo”.

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  2. Questo Iannacone è proprio un fascistone.
    Vale ancora la presunzione d’innocenza fino al 3° grado di giudizio o è una prerogativa esclusiva dei fasciolegaioli e forzamafiosi?
    Che condanne ha ricevuto Di Pietro? E Davigo?
    E su Mimmo Lucano c’è stato un accanimento giudiziario del sistema calabrese, con un’erogazione di pena esagerata e mai applicata ai mafiosi che non si fossero macchiati di reati di sangue.
    Su di lui c’era stata una richiesta di archiviazione del Procuratore Nicola Gratteri.
    Lui è stato perseguitato da un Prefetto che si era messo in luce agli occhi del capitone sciacallo e Baciasalami quando era ministro dell’Interno.
    Poi la moglie di tale prefetto è stata accusata di caporalato in Puglia.
    E il cerchio si chiude.

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    • Mimmo Lucano è una schifezza.
      e non si capisce chi si dovrebbe essere accanito contro di lui: i giudici non erano tutti comunisti e di sinistra? e allora perché mai se la sarebbero presa con un sinistro tra i più sinistri di tutti?
      la realtà è che non c’è nessuna persecuzione e nessun complotto: il puzzone meritava quella pena, visto che, pur se da pubblico ufficiale, ha deciso di stabilire lui quali leggi seguire e quali no, le ha infrante deliberatamente perché pensava che, essendo di sinistra, fosse autorizzato a fare quello che voleva, tanto la sinistra non si tocca.
      lo hanno rimesso al suo posto, il puzzone.
      speriamo se li faccia tutti gli anni di carcere.

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  3. L’articolista vuole dare una lezione di moralità sulla sedicente superiorità morale della sinistra e fa bene, anche se non vedo cosa centri Davigo. I commenti faziosi da tifo da stadio no.
    Ciò che bisognerebbe cercare di ottenere è di avere nel Parlamento e nelle istituzioni uomini e donne esenti da ogni possibile indizio di colpa o anche solo di complicità con i colpevoli. Non basta essere innocenti, non bisogna neppure sembrare di poter essere colpevoli, bisogna essere onesti.

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  4. Davigo è stato forzatamente messo in un articolo che evidenzia molta ipocrisia “sinistra”. Ma inserire il magistrato dà l’idea di un minestrone dove gli ingredienti sono coloro che stanno sulle palle a Iannaccone. Minando la credibilità dell’articolo pure sulle denunce opportune.

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  5. Davigo non è mai stato di sinistra, anzi era considerato un magistrato di destra. il fatto che indagasse su B. non lo rende automaticamente di sinistra, se non appunto nella retorica berlusconiana, per la quale chi era contro di lui era un comunista.
    per il resto sono schifezze umane.
    il peggio è il tanto amato Lucano, che incarna perfettamente il doppiopesismo di sinistra: tanti presidi per la legalità, contro le mafie, ma la realtà è che la sinistra ragiona così: “se le leggi mi piacciono, le applico, anzi mi faccio campione della legalità; se la legge non mi piace, mi invento che è contro la Costituzione, contro le convenzioni internazionali, contro l’umanità, e la infrango impunemente, e pretendo di non essere perseguito, anzi di essere lodato”. perché?
    PERCHE’ SECONDO QUESTI BIDONI DELL’IMMONDIZIA UMANI LA SINISTRA NON SI PROCESSA.
    per loro la sinistra ha sempre ragione, anche quando ha torto, dato che lotta per il bene, per i poveri, gli sfruttati, i migranti, i diseredati ecc. ecc.
    questi palloni gonfiati, pieni di boria e della loro autoattribuita superiorità morale, si ritengono in grado di dare lezioni al resto del mondo, si ritengono al di sopra della legge, delle regole, si ritengono dei santi, e gli altri (la destra) sono tutti razzistinazistifascistisovranistipopulisti e chi più ne ha più ne metta.
    ecco allora che nascono i fenomeni mediatici dei Lucano, dei Soumahoro, i grandi modelli di moralità sbandierata ai quattro venti, i pagliaccioni degli stivali in Parlamento, quelli che agitano il dito, che giudicano, pontificano, condannano.
    e poi puntualmente si rivelano solo dei grandi bluff.

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    • Tu sei prevenuto e pure un gran C0l0NE.
      Stai dando giudizi gratuiti di moralità gridandogli dal basso della fogna in cui sei immerso.
      Ma conosci le carte, non dico processuali, ma anche dell’inchiesta?
      Sei abituato a fare di tutta l’erba un FASCIO con lo spirito vendicativo di chi ha sempre visto i suoi referenti perseguitati.
      Ma lo erano perché mafiosi, corruttori, corrotti, evasori e finanche terroristi con le loro logge massoniche deviate.
      Lucano È POVERO, non si è appropriato di un centesimo. È stato un gran pasticcione facendo confusione, ma aveva rivitalizzato un paese morto.
      Aveva innescato un percorso di crescita che aveva come finalità uno sviluppo autonomo e sostenibile della sua comunità.
      È stato colpito e condannato con una ferocia vendicativa, su di lui la Legge ha scaricato le frustrazioni accumulate nel tenere la testa piegata contro le potentissime organizzazioni criminali indigene.
      Ti atteggi a moralizzatore con una spocchia odiosa e puerile. Ora che i tuoi idoli cavernicoli governano hanno subito indicato la strada da seguire: Le flatulenze di pance fasciste e razziste.
      Vaste Programme.
      Accusano Lucano e poi sfornano condoni, favoriscono il nero per evadere, favoriscono il rientro di capitali mafiosi con uno scudo penale a garanzia dell’immunità.
      Limitandosi a queste porcate quanti MILIARDI perde lo Stato?
      Vito.

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      • ma certo. e i tre giudici che lo hanno giudicato, erano prevenuti pure loro?
        le carte le hanno lette. e bene. e a lungo.
        e hanno detto “colpevole”.
        certo, ci sono altri due gradi di giudizio, vedremo.
        ma intanto il bidone è stato rimesso al suo posto.
        e btw: mai ho detto che ha fatto quello che ha fatto per arricchirsi.
        ha fatto di peggio: ha tradito la legge che doveva osservare e far osservare.
        si è fatto legge e legislatore credendo di essere investito di un potere superiore, solo perché di sinistra.
        il tribunale (non fatto da fascistoni) gli ha spiegato che non è così.
        cornacci.

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  6. Non hai capito una beneamata fava e te ne compiaci.
    Lucano ha avuto una condanna abnorme per il cumulativo dei reati commessi.
    Il piduista mafioso ha esportato, sottraendoli al fisco, miliardi di euro nei paradisi fiscali attraverso triangolazioni con società di comodo là create per il pagamento dei diritti televisivi.
    Per esempio: Doveva saldare 100 milioni di euro a favore della MetroGM per trasmettere le loro produzioni sulle sue TV?
    Invece di bonificare direttamente l’importo dall’Italia alla sede americana del produttore ne disponeva uno più alto, es. 500 milioni, a favore di una società terza con sede in uno stato pirata disperso in mezzo a qualche oceano. Da qui i 100 milioni saldavano gli impegni con la Major e altri 400 si “perdevano”.
    Con questo scherzo continuo e ripetuto il nano mafioso ha accumulato una condanna RIDICOLA da scontare andando a fare il fenomeno una volta a settimana in un ospizio di Cesano Boscone.
    Parliamo di Miliardi di euro che tornano indietro alla bisogna, uper esempio nel teatrino della vendita del Milan a una sua testa di legno cinese e spiantata, Li, che versò in Italia circa 600 milioni necessari in quel momento a Berlusconi per rintuzzare la scalata ostile in borsa a Mediaset da parte della francese Vivendi.
    Lucano ha commesso errori formali per importi infinitamente minori, qualche decina di migliaia di euro, che hanno fatto scattare reati di associazione per delinquere finalizzata a “commettere un numero indeterminato di delitti”, falso in atto pubblico e in certificato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio e peculato.
    In pratica rendicontata alla membro di segugio i fondi per alimentare gli Sprar, aveva emesso una carta d’identità a favore di una persona non residente a Riace, aveva avallato, da sindaco, matrimoni di comodo per far ottenere la cittadinanza italiana a dei migranti, aveva investito fondi pubblici statali e UE in un frantoio e altri nella ristrutturazione di abitazioni abbandonate, sempre con molta superficialità e buona fede, ma nell’illegalità.
    Formalmente la condanna a 14 anni e due mesi è stata quasi il doppio di quella richiesta dai PM che sostenevano l’accusa. In punta di diritto giusta ma abominevole se rapportata a tutto il contesto.
    Se avesse avuto buoni e costosi avvocati, come quelli del piduista, ne sarebbe uscito pulito.
    L’essere spiantato, al contrario, fa di lui un delinquente.
    Mi viene in mente un parallelismo con il caso di OJ Simpson, che grazie ad un brillante e costoso avvocati, riuscì a sfangare una condanna a morte per omicidio a differenza di tanti altri imputati poveri.
    O al caso dell’omicidio di Meredith Kercher, per cui è stato condannato in concorso con altri il solo Rudy Guede, mentre gli altri due soggetti presenti sul luogo dell’omicidio, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, sono usciti puliti.
    Sempre in punta di diritto che analizza e giudica ma senza tenere conto del contesto complessivo.
    È così che viene favorita la strategia degli avvocati che smontano pezzo pezzo i processi.
    Chi non li avesse si becca invece il cumulativo delle pene.

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