Di Maio ha fatto la fine di Alfano

(Concetto Vecchio – la Repubblica) – È un tonfo che fa rumore, perché Luigi Di Maio a 36 anni sembrava avviato a una carriera politica alla Andreotti e invece ha fatto la fine di Alfano. E si potrebbero fare delle facili ironie («ti aspettiamo al Grande fratello vip», gli scrivono sui social) su questo giovane la cui ascesa era stata inspiegabilmente vertiginosa (vicepresidente della Camera a 27 anni, capo politico a 32, tre volte ministro), ma anche Di Maio merita il rispetto che si deve agli sconfitti.

La sua caduta implica tuttavia una lezione: non si possono giocare troppe parti in commedia nella vita, una è più che sufficiente. E Di Maio è passato dai gilet gialli a draghiano di ferro nel giro di un solo inverno. C’è un limite anche all’italico trasformismo. «È come un figlio» lo aveva accolto sotto la sua ala paterna una vecchia volpe come Bruno Tabacci. Naturalmente lui ce l’ha fatta.

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14 replies

  1. Veramente era già passato da “Impeachment Impeachment a Presidente Presidente” nel giro di una nottata, i presupposti c’erano tutti, solo che sotto l’ala del Movimento era tutto più facile e protetto. E’ stato divorato dall’ambizione, ha perso i contatti con la realtà e non ha mai acquisito la consapevolezza di non avere lo spessore, nè culturale nè personale, per durare da solo.

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  2. La differenza è che Alfano si è ritirato dalla politica prima di subire una prevedibile batosta, il buon Giggino invece si è sottoposto al giudizio degli elettori ma è stato tranvato

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    • Oltre al fatto che Alfano era ed è un avvocato: ha avuto modo di rifarsi un’altra vita.
      A cartelletta si è fermato all’università ai primi esami.

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  3. Angelino Alfano è stato – come dire – “congedato” dalla politica ma non è mica finito a mendicare o a fare lavori con paghe da fame, basta documentarsi per saperlo.
    Negli anni della politica “d’alto bordo” (non a caso potrebbe scattare l’associazione mentale) ha intrecciato rapporti importanti che poi ha capitalizzato con incarichi prestigiosi e molto ben pagati (vedi holding Policlinico San Donato).
    E tutti sappiamo che anche “Di Mario” più che svolgere il suo incarico istituzionale ha fatto lo stesso, soprattutto negli ultimi anni.
    Ammesso che non si ricandidi in futuro, di certo non finirà in strada a fare il barbone.
    Peraltro in questi anni ha avuto modo di guadagnare bene e con la fine della legislatura incasserà una bella sommetta (con la quale ci sono persone che ci vivrebbero anni).
    Quindi, stare ad occuparsi di lui mentre c’è tanta gente che non ha prospettive future e ha famiglie da mantenere lo trovo ridicolo.
    Figurarsi, poi, dedicargli pure un articolo.
    Qualunque cosa faccia in futuro rimarrà nella memoria di tutti come l’ennesimo giuda della politica.
    Niente di nuovo in questo nostro mondo, perché si sa che “Parigi val ben una messa”.
    Vero Luigino?

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    • Non mancherà a nessuno, questo è certo. Ha giocato la sua carta facendosi candidare con voti a prestito, la ricompensa già gliel’hanno data, a questo punto non gli devono più niente, e lui non serve più. Se invece volesse sfruttare il suo sistema di conoscenze per una propria attività, soprattutto se accampa crediti di riconoscenza nel settore di import-export, lì forse ha ancora qualche possibilità

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  4. Alfano, pace all’anima sua politicamente parlando, mi risulta però sposato con una delle più grandi avvocatesse (almeno come fatturato) di Italia. Tanto male non sta messo

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  5. Ho un serio problema. Sarà l’età ( mia), l’età di Di Maio ( potrebbe essere mio figlio), lo sguardo triste nascosto nel suo tradizionale sorriso stampato, le prese in giro dilaganti, conseguenti all’esito finale annichilente ( 0,6% Imbarazzante per chi se ne va dal Movimento che col 33% lo aveva riportato in Parlamento), sarà tutto questo, non lo so, ma non ce la faccio ad Infierire su Luigi Di Maio. Delusissimo da lui gli auguro il meglio. Ma giustamente fuori dal Parlamento. Come gli dice Di Battista, c’è vita fuori dal Palazzo. Chiedo venia per questa debolezza umana.

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