L’eterno ritorno della destra: la guerra a poveri e stranieri

Da sempre, quando il potere decide di cavalcare la paura, finisce per colpire sempre le stesse due categorie, eternamente odiate e spesso coincidenti. Come sarà l’Italia sotto la fiamma nera? Saperlo non è difficile, basta guardare alle numerosissime regioni e città italiane che già si sono consegnate […]

(DI TOMASO MONTANARI – Il Fatto Quotidiano) – Come sarà l’Italia sotto la fiamma nera? Saperlo non è difficile, basta guardare alle numerosissime regioni e città italiane che già si sono consegnate a questa regressione. Ultima, la civile, bellissima, Lucca, sprofondata fino ad avere un assessore direttamente di Casa Pound. In una ordinanza del 25 agosto, il nuovo sindaco prende atto che “risultano ancora presenti, soprattutto nel centro storico cittadino, fenomeni che contrastano col decoro e la vivibilità urbana e che si concretizzano nell’occupazione impropria di spazi pubblici e privati, di beni monumentali e di arredi urbani attraverso condotte quali sedersi o sdraiarsi sui gradini, sui sagrati delle Chiese, sui piedistalli delle statue, sul suolo pubblico, su pavimentazione di edifici ovvero nell’utilizzare gli arredi urbani in maniera impropria. Tali condotte, oltre che contrarie al pubblico decoro, costituiscono di fatto un impedimento alla accessibilità per gli altri cittadini ed utilizzatori (studenti, turisti, pendolari, fruitori della città) di spazi pubblici e privati quali arredi urbani, gradini di accesso, soglie, sagrati delle Chiese e quant’altro”.

Insomma, alcuni poveretti osano sedersi o perfino sdraiarsi sugli arredi urbani. Il sindaco di Lucca non lo sa, ma le panche di via sulla base dei più bei palazzi di Lucca, così come avviene a Firenze e in molte altre città di impronta rinascimentale, avevano esattamente quello scopo: offrire riposo ai viandanti, non importa se poveri o neri. Ma ora no, per la giunta di estrema destra, questi corpi “costituiscono anche un danno all’immagine della città e suscitano la percezione di incuria della città stessa, in forte contrasto con le iniziative di valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed architettonico”. Di qui la decisione: “Nell’ambito di tutto il centro storico, così come delimitato dalle mura urbane (comprese le stesse) del territorio comunale di Lucca, è fatto divieto a chiunque di sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o nelle aree ad uso pubblico o aperte al pubblico passaggio, sui sagrati delle Chiese, sui gradini dei piedistalli della statue e dei monumenti, sulle soglie, sulle pavimentazioni, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati”. E, naturalmente, “è vietato altresì sdraiarsi e dormire sulle panchine pubbliche ovvero bivaccare nelle aree pubbliche ed in quelle soggette a uso pubblico o a pubblico passaggio”.

Nulla di nuovo o originale: era il 1997 quando il sindaco-sceriffo leghista di Treviso fece togliere dalla città tutte le panchine, dichiarando di aver visto “nella zona della stazione decine di negri seduti sulle spallette del ponte, altri extracomunitari seduti sulle panchine e sacchetti e zaini attaccati penzoloni ai rami degli alberi. Il giorno dopo sono andato dal prefetto perché non tollero che Treviso diventi – continuava il sindaco – una terra di occupazione”.

Dopo venne un sindaco leghista di Verona, che usò il simbolo del cuore, piazzato in ferro in mezzo alle panchine, per impedire ai poveri di sdraiarcisi: con una perversione semantica davvero estrema. Ma questa commendevole tradizione ha un capostipite ben più antico e terribile. Mi ricorda Franco Marcoaldi che Stefan Zweig, nel capitolo finale del suo Mondo di ieri (uscito nel 1942), racconta come “pochi giorni dopo presa di Vienna da parte di Hitler fu emanato il bestiale decreto che vietava agli ebrei di sedersi sulle panchine, uno di quei provvedimenti che chiaramente avevano come unico scopo di tormentare gli ebrei con sadica crudeltà”. Oggi i bersagli non sono, ancora, gli ebrei, ma altri diversi: i poveri, i neri.

Si sbaglierebbe, però, a non vedere il nesso. In Uomini comuni. Polizia tedesca e soluzione finale in Polonia, lo storico americano Christopher Browning racconta che, organizzando una rappresaglia, il sindaco polacco e gli ufficiali nazisti si accordarono per “colpire due sole categorie: quella degli stranieri e dei residenti temporanei e quella dei cittadini ‘privi di sufficienti mezzi di sussistenza’”. Settantotto polacchi furono fucilati, e furono uccisi “i più poveri tra i poveri”. Emerge una costante: il potere che cavalca la paura colpisce sempre due categorie, eternamente odiate e spesso coincidenti: gli stranieri e i poveri.

Ma attenzione: la corsa verso il mostruoso che ci ha portato fin qua coinvolge molte altre destre che oggi si tinteggiano con un non credibile antifascismo. Tra le prime città che applicarono i “daspo urbani” previsti dai Decreti Sicurezza di Salvini ci fu la Firenze del “democratico” Nardella, che espulse i poveri dalla zona rossa del centro-cartolina, rivendicando alla sua parte (via Minniti) un ruolo nella genealogia culturale e politica di quella aberrazione. Parafrasando Virginia Woolf, il modo migliore per battere questa destra “non è di ripetere le vostre parole e seguire i vostri metodi, ma di trovare nuove parole e inventare nuovi metodi”.

9 replies

  1. “Tra le prime città che applicarono i “daspo urbani” previsti dai Decreti Sicurezza di Salvini ci fu la Firenze del “democratico” Nardella”

    E chi sarà mai la guida spirituale di Nardella?

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  2. I poveri sono un conto, i senza fissa dimora e gli zingari un’altra cosa.

    Sono DUE cateorie diverse. e chiunque ha visto come molti centri storici sono ridotti sa che è vero.

    Secondo voi è possibile che certi centri storici come Perugia siano infestati di balordi e spacciatori, guarda caso ‘senza fissa dimora’?

    Secondo voi è possibile, per esempio, che la stazione Termini sia ridotta a bivacco di balordi e pericolosa di notte?

    Parliamo del biglietto da visita di Roma. Andate a vedere se non ci siete già stati, è pericolosa specie di notte.

    E se non credete a me, almeno date un’occhiata tramite lo sguardo di uno che Roma la conosce bene:

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  3. Ps ringraziamo gli accoglioni della sinistra se le città più belle d’Italia si sono ridotte, anno dopo anno, in questo modo.

    E non venitemi a dire che poi non capirete perché la destra vince le elezioni: questi del fiammifero nero meloniano, su questi argomenti, vincono su tutta la linea anche di per sé sono fara butti e incapaci di risolvere i problemi sociali.

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  4. Er Tronco pensa che in questo caso la demagogia sia di Montanari. Ripristinare il decoro urbano e’ un dovere di qualsiasi amministratore. Se poi il provedimento riguardasse solo i migranti e’ tutt’altra storia.

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  5. Ricetta della destra pidiotesca:
    Non ammettere/minimizzare l’esistenza di un problema.
    Tanto se vivi la tua vita tra ztl in cui risiedi , hotel , congressi e centri di potere vari il problema non lo vedi e quindi per te non esiste.
    Ne è un esempio il dannatissimo sindaco di Milano, talmente preso a riempirsi la bocca con altisonanti paroloni che inneggiano ai diritti dei delinquenti da dimenticarsi quelli delle brave persone ( italiane e non ) che lavorano onestamente e che con quei delinquenti ci devono convivere tutti i santi giorni.
    Ma d’altronde si sa…..il pericolo della destra “tradizionale” non è nulla rispetto ai pericoli ( anzi le certezze) della destra pidiotesca che ci governa da anni.

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  6. La cronaca è completamente sparita , come ai tempi del fascismo. Sarebbe comunque salutare dare un’ occhiata ogni tanto: accoltellamenti ogni giorno. Per non parlare delle risse, degli scippi, dei furti e delle botte a controllori che “osano” chiedere il biglietto.
    Due volte su tre ( anche più) si tratta di Nordafricani, cioè Algerini, Marocchini, Tunisini irregolari o “richiedenti asilo” , pregiudicati o “già noti alle forze dell’ ordine” e spesso “in possesso del foglio di via” (figurarsi…)
    Dato che nei suddetti Paesi non c’è guerra ( e neppure l’ Isis) e sono in piena ripresa economica ( col gas, ora, poi…) mi chiedo perchè siano qui.
    Ma non si può dire: razzista, fascista, sovranista ( evidentemente a qualcuno servono).
    Ecco spiegato in gran parte il successo delle Destre, ma evidentemente il malloppo dell’ “accoglienza”, in tutte le sue forme, è troppo cospicuo perchè la “sinistra” intervenga, quindi è inutile piangere e recriminare e nel medesimo tempo stendere tappeti d’oro.
    E’ la povera gente ad avere paura, e molto spesso è giustificata.

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