(Tommaso Merlo) – Gli abitanti della Val di Susa hanno ragione da vendere, la TAV devasterà il loro territorio. Ed hanno fatto benissimo a ribellarsi con coraggio ed ostinazione per anni. Una politica degna non avrebbe nemmeno pensato un ecomostro del genere e avrebbe permesso a quelle comunità locali di partecipare a decisioni così impattanti. Quanto alla violenza, le prediche di certi giullari politici e mediatici fanno venire l’orticaria. Violenza vuol dire guerra ed è un limite da non oltrepassare perché dalla costruzione si passa all’autodistruzione. Ma questo vale in Val di Susa come a Washington e in Medioriente. O la violenza si rigetta e si condanna sempre, oppure sarebbe meglio che certa gente cambi finalmente mestiere liberandoci da una ipocrisia che sta diventando asfissiante. Vandalizzare i cantieri e pestare i poliziotti non serve a nulla ed anzi dona l’opportunità al sistema di ghettizzare i rivoltosi, di sminuire le ragioni della protesta e d’imporsi dandosi arie. La lotta può essere anche dura ma deve rimanere civile e non violenta. Sempre e comunque. Non è una questione solo morale, la lotta civile è molto più efficace perché mentre la violenza fa innalzare muri anche mentali e alimenta violenza opposta, la lotta civile permette di comunicare le proprie ragioni e allargare il consenso rendendola più potente e quindi capace di raggiungere i suoi obiettivi. Un nanerottolo in mutande e scalzo come Gandhi ha sconfitto uno degli imperi più potenti della storia con una lotta civile intelligente e caparbia che aveva nella non violenza il suo pilastro portante. Detto questo, oltre alla violenza dei facinorosi, va condannata anche quella dei giullari politici e mediatici schierati a prescindere col sistema per mantenere le loro natiche al caldo. Tutti coloro che non hanno mai davvero ascoltato e capito il dolore delle comunità della Val di Susa ed hanno denigrato e demonizzato come irragionevoli estremisti chiunque osasse essere contrario all’ecomostro della TAV. Quelle pecore altolocate che hanno nel vile conformismo e nell’egoismo arrivista la loro filosofia di vita. Giullari politici e mediatici che oggi s’indignano e dai loro pulpiti spargono frasi fatte e mielosi perbenismi accostando la violenza in Val di Susa al terrorismo, gli stessi che hanno girato la faccia dall’altra parte mentre i sionisti sterminavano intenzionalmente decine di migliaia di bambini e di civili innocenti a Gaza. Uno degli atti terroristici più imponenti ed atroci della storia dell’umanità oggi esteso al sud del Libano ed alla Cisgiordania dove il terrorismo sionista sta rilanciando la pulizia etnica. Già, o la violenza si rigetta e si condanna sempre, oppure sarebbe meglio che certa gente cambi finalmente mestiere liberandoci da una ipocrisia che sta diventando davvero asfissiante. Già, siamo vittime di un sistema che ha sdoganato la violenza e quindi la guerra come strumento lecito per raggiungere obiettivi politici. Esattamente quello che rimproverano ai violenti della Val di Susa. Un sistema per cui la violenza e quindi la guerra è utile e addirittura indispensabile pratica democratica. Ed è quindi lecito e ragionevole sottrarre decine di miliardi a cittadini che lottano per riuscire a mantenere i loro figli per produrre armi di sterminio per alimentare guerre decise a tavolino da qualche lobby senza volto e senza cuore. Con giullari politici e mediatici parte integrante della macchina bellica e col compito di creare mostri, di alimentare odio e paura, di esasperare pericoli e minacce in modo che le masse si rassegnino alla guerra e continuino a tirare la carretta senza fiatare. Ma la storia insegna che la guerra è sempre terroristica in quanto porta terrore ed oggi più che mai visto che coinvolge sempre più i civili. Oggi il più grande terrorista in circolazione è Donald Trump che dopo aver promesso la pace nel mondo e preteso il Nobel, ha bombardato ovunque al punto da finire le scorte missilistiche. E noi servi europei ai suoi luridi piedi. Guerre illegali che calpestano cioè il diritto internazionale su cui blateravano si fondasse la nostra superiore civiltà occidentale. Stragi di civili innocenti, bombardamento di ospedali, di scuole, di ponti coi giullari politici e mediatici che tacciono e misurano le parole e poi quando scoppiano disordini come in Val di Susa si stracciano le vesti e salgono sui loro ipocriti pulpiti spargendo frasi strafatte e mielosi perbenismi. Trump è un terrorista secondo solo a quel mostro genocidario di Netanyahu che i governi occidentali hanno sempre protetto anche a genocidio in corso. Un ricercato per crimini contro l’umanità che verrà ricevuto nuovamente alla Casa Bianca e noi servi europei ai loro luridi piedi. L’apoteosi della violenza omissiva ed omertosa e dell’ipocrisia sistemica. I giullari politici e mediatici dovrebbero piuttosto guardarsi allo specchio mentre i cittadini guardare avanti. La pace e la non violenza sono scelte di vita che diffuse diventano scelte politiche efficaci. E sarebbe ora di rimboccarsi le maniche a livello personale e collettivo in modo che certi ecomostri non vengano nemmeno pensati e in modo di ripudiare la violenza e quindi la guerra ma per davvero e una volta per tutte.