La cura delle destre. Scaricare su Draghi la grana del caro-bollette

Salvini e Berlusconi puntano a scaricare su Mario Draghi le responsabilità di un intervento corposo contro il caro-bollette.

2 GIUGNO, FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

(Greta Lorusso – lanotiziagiornale.it) – La strategia è chiara ma le possibilità che produca i risultati sperati sono scarse, anzi scarsissime. La Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi puntano a scaricare su Mario Draghi le responsabilità di un intervento corposo contro il caro-bollette che rischia di mettere a repentaglio i nostri conti pubblici.

Caro-bollette, Lega e Forza Italia in pressing: intervento in deficit. Ma la Meloni con Tremonti frena

Ma il premier, sostenuto dal ministro dell’Economia Daniele Franco, non ha nessuna intenzione di rimanere incastrato in un’operazione che potrebbe andare incontro al severo giudizio della Commissione europea ed esporre il nostro Paese alla speculazione sui mercati finanziari. Operazione infine che sarebbe difficilmente giustificabile per un esecutivo in carica solo per gli affari correnti.

Sarebbe molto più ragionevole infatti che fosse il prossimo Governo a farsi carico di un intervento corposo contro il caro-bollette. Ma per Lega e Forza Italia non c’è tempo da perdere: bisogna agire ora e a farlo dev’essere il Governo Draghi sebbene Salvini e Berlusconi ne abbiano provocato la caduta. Tanto che Matteo Renzi ha buon gioco a provocare i due leader di centrodestra. “Ma quelli che hanno mandato a casa Draghi e ora chiedono a Draghi di risolvere il problema bollette come li definiamo?”, si interroga il leader di Italia viva.

Ma Salvini e Berlusconi non intendono sentir ragioni. “Lo approviamo la settimana prossima un decreto urgente da 30 miliardi di euro per bloccare come hanno fatto in Francia gli aumenti alle bollette della luce e del gas? La Lega è pronta, aspettiamo il sì di tutti gli altri e chi dice di no non è un amico dell’Italia e degli italiani”, dichiara Salvini. Che esclude che il problema possa essere affrontato dal prossimo Governo.

“Qualcuno dice: parliamone ad ottobre. Ma chi sostiene questa tesi vive su un altro pianeta. Ci sono aziende che a settembre non riusciranno a riaprire”, spiega. E per mettere a terra gli aiuti a cui pensa il leader leghista non c’è che una strada: agire in deficit. “I soldi non crescono sugli alberi”, sentenzia.

Gli dà man forte il coordinatore di Forza Italia. “Draghi ha il nostro pieno sostegno per un intervento d’emergenza contro l’impennata dei prezzi”, dice Antonio Tajani, convinto che non ci si debba far impressionare dai vincoli di bilancio, perché “bisogna preoccuparsi dei conti, ma la priorità è aiutare il tessuto economico e sociale”. E dunque uno scostamento di bilancio “non si può escludere a priori”.

Frena Fratelli d’Italia. “è necessario ricorrere alle risorse disponibili e capire a quanto ammontino e se siano sufficienti a soccorrere famiglie e imprese aggredite dal rincaro energia. I trenta miliardi di cui si parla sono un’intera manovra finanziaria, per questo occorre prudenza”, dice Fabio Rampelli. Idem Giulio Tremonti. Uno scostamento di bilancio, per far fronte al caro-energia, “con l’inflazione e la speculazione in netta ripresa sarebbe una misura molto rischiosa”, dice l’ex ministro dell’Economia dei governi Berlusconi, ora candidato con FdI.

“Trovo ipocrita il comportamento di quelle forze politiche che prima hanno fatto cadere il Governo Draghi e oggi invocano una soluzione da parte dello stesso Governo”. spiega il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, che è in campo con Azione. “Il Governo oggi è in carica solo per gli affari correnti quindi non potrebbe, ad esempio, approvare uno scostamento di bilancio”, rilancia Gelmini. Ma Salvini e Berlusconi non hanno intenzione di allentare il pressing.

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8 replies

  1. “Ohé!! Padrona di casa! L’affitto quadruplicato!!!!”
    “L’affitto quadruplicato te l’ha appioppato il vecchio padrone di casa, il mese scorso.”
    “Perché glielo hai chiesto te!!” 🤬

    Wanna Meloni.

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  2. Lungi da me difendere il trio lescano ma……l’aumento dei prezzi È responsabilità del bankiere bimbominkia.
    Sia prima della guerra sia , a maggior ragione, dopo l’inizio della guerra in cui ( sempre lui) ci ha messo come protagonisti in prima fila subito dopo il macellaio zelenski.
    Ovviamente il trio lescano dovrebbe solo tacere, dal momento che lo hanno seguito e appoggiato più zelanti che mai.

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  3. Paolo Maddalena (giudice della Corte Costituzionale)

    Il mercato unico globale, che ingoia la ricchezza del Popolo, sta distruggendo l’Italia. La speculazione sul gas negli ultimi mesi ha trasferito ad Eni oltre 7 miliardi di euro di extra-profitti, praticamente rubati alle fasce più povere della popolazione
    Sfugge a tutti che l’unica soluzione è quella di nazionalizzare, come impone l’articolo 43 Cost., le fonti di energia e cioè Eni, riacquistandola, con una giusta quotazione di mercato, investendo in questa i miliardi che altrimenti sarebbero buttati al vento.
    Mentre l’Italia continua a difendere il mercato libero delle fonti energetiche, che giova alla scandalosa speculazione dell’Olanda, la Francia si mette al sicuro nazionalizzando le sue fonti di produzione di energia nucleare (EDF).
    Bene De Magistris che vuole tassare al 90% gli extra-profitti delle grandi multinazionali energetiche come Eni e Enel. Non si parla di Robin Hood, ma di restituire al Popolo ciò che è suo secondo la Costituzione (art.43)
    .
    IL FATTO QUOTIDIANO
    La crisi del gas riporta allo scandalo delle privatizzazioni: l’unica soluzione è nazionalizzare
    Lo scandalo delle privatizzazioni dei beni appartenenti in proprietà pubblica al popolo italiano, per darli a privati soprattutto stranieri, sta dando i suoi nocivi effetti più visibili con la crisi del gas, i cui prezzi sono passati in un solo anno dai 20 euro al chilowattora agli oltre 330 euro di oggi.
    LIBERISMO VUOL DIRE PRIVATIZZARE.
    Le privatizzazioni hanno posto sul mercato libero beni di prima necessità, come quelli energetici, che in Italia erano fuori commercio, e quindi al sicuro da qualsiasi speculazione di mercato. L’errore madornale, ottenuto con le privatizzazioni, è stato proprio quello di porre nel mercato, in modo che chiunque potesse acquistarli, i beni appartenenti allo Stato-Comunità, cioè al popolo.
    Inizialmente il governo Ciampi-Amato nel 1990 ha venduto a privati 15 banche pubbliche; nel 1992, su insistenza di Mario Draghi, il governo Amato ha posto sul mercato, cioè ha privatizzato, l’Ina, stracarica di soldi, l’Enel, e cioè l’energia elettrica, l’Eni, e cioè il gas, il petrolio, la benzina ecc. e l’intera Iri, con oltre mille aziende pubbliche e oltre 600mila dipendenti finiti sul lastrico.
    Ora l’opinione pubblica dovrà valutare, anche in sede elettorale, l’opera di tutti i governi di destra e di sinistra che hanno continuato quest’azione deleteria, iniziata negli anni ’90 e continuata fino a oggi.
    Mentre l’Italia continua a difendere il mercato libero (tutti i partiti meno il M5S difendono l’Agenda Draghi che intende privatizzare tutto come Renzi), la Francia si mette al sicuro nazionalizzando le sue fonti di produzione di energia nucleare.
    E pensare che le fonti di produzione di energia in Italia erano al sicuro perché proprietà pubblica inalienabile di un Ente pubblico economico, cioè dell’Eni, che è stato privatizzato e poi svenduto a stranieri e che ora ha un surplus commerciale di oltre 8 miliardi di euro solo per il primo semestre del 2022.
    All’interno dell’Europa ancora più scandalosa è l’azione dell’Olanda, che si auto-definisce un Paese frugale, ma è nella realtà un Paese predatorio della ricchezza degli altri Stati membri. Essa, commerciando da tempo la materia energetica costituita soprattutto dal gas, con un’azienda di Stato denominato Gasunie, ora sta speculando sull’aumento di questo bene energetico attraverso il sistema dei derivati (futures), e tutto ai danni degli altri Stati membri.
    L’Olanda, peraltro, si è impegnata da tempo ad acquisti e vendite anche fuori dall’Europa e Amsterdam è diventata il centro commerciale dove il gioco speculativo del prezzo tra acquisiti e vendite del gas viene determinato da operazioni finanziare anche allo scoperto, i cosiddetti futures, determinando il prezzo del gas. Negli ultimi tempi, l’Olanda, proprio attraverso le scommesse sull’aumento del prezzo del gas, ha avuto un surplus commerciale notevole e inatteso, cui ha fatto riscontro la grande contrazione commerciale di Italia, Spagna e Germania. Ed è per questo che essa si oppone fortemente all’imposizione di un tetto massimo al prezzo del gas.
    In Francia Edf ha fatto causa allo Stato per 8 miliardi di euro
    In Italia si discute invece di un semplice aiuto statale sul prezzo delle bollette divenute insopportabili per i cittadini, ma Draghi, fermo sostenitore del mercato libero e quindi anche della speculazione che questo comporta, non vuole accettare altri scostamenti di bilancio. La sua risposta è stata che se ne parlerà il 15 settembre a Bruxelles nella riunione dei ministri competenti per materia e poi ai primi di ottobre quando si riunirà il Consiglio europeo.
    Sfugge a tutti che l’unica soluzione, proposta soltanto dalla nascente coalizione Unione Popolare, è quella di nazionalizzare, come impone l’articolo 43 della Costituzione, le fonti di energia e cioè l’Eni, riacquistandola, con una giusta quotazione di mercato, investendo in questa i miliardi che altrimenti sarebbero buttati al vento. Avremo così risolto una parte degli errori imperdonabili commessi dai nostri governanti a partire da Draghi, Ciampi, Amato, Monti, Berlusconi e Prodi fino ad oggi.

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    • Ma no Viviana…..
      Noi siamo i migliori e abbiamo un fiuto per gli affari da far invidia a Zio Paperone…
      Stai tranquilla e , se questo inverno avremo freddo, basta continuare a ripeterselo tipo mantra.
      Vedrai che il nostro spirito ne gioverà e riusciremo a sentire meno il freddo.

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  4. @Viviana, il tuo commento mi ricorda il libro ” Il più grande crimine” scritto da Paolo Barnard nel 2010.

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