Inflessibile Mattarella “è un rullo”, “ha letto ogni pagina”

Il tripudio dei quotidiani di corte, sempre megafoni del Verbo del Quirinale: “Mattarella striglia il Fatto”

(di Tommaso Rodano – ilfattoquotidiano.it) – Per la stampa nazionale la questione Minetti è finalmente chiusa. Lo certificano i giornali che, negli ultimi mesi, sono riusciti nell’impresa di attraversare tutte le fasi possibili della vicenda senza mai fermarsi troppo sui fatti. Prima il caso non esisteva. Poi esisteva, ma era una vergognosa invenzione del Fatto. Poi esisteva davvero. Adesso – di nuovo – non esiste più. Una gestione impeccabile: più che cronaca, raccolta differenziata delle notizie.

Per gustare appieno il senso di sollievo con cui è stato archiviato ogni imbarazzo, bisogna rileggersi le ossequiosissime cronache quirinalizie sui quotidiani di ieri. L’attacco del Corriere della Sera è lirico, gustosissimo: “Sergio Mattarella si è preso ventiquattr’ore di tempo, ha inforcato gli occhiali, ha letto con cura e scrupolo centinaia e centinaia di pagine di carte, finché ieri (giovedì, ndr) ha rotto il silenzio”. È un’immagine vivida e solenne: sembra di vederlo, il presidente, con lo sguardo grave e le lenti monofocali, chinato sul dossier, con gli eleganti soffitti del Quirinale sopra di sé e la legge morale dentro di sé. L’articolo della Stampa è meno poetico, ma non meno enfatico: “Il Quirinale chiude il caso Minetti, quantomeno ci prova. Resiste alla tentazione di cavalcare le conclusioni della Procura generale milanese, limitandosi – com’è umano, ndr – a prenderne atto ‘con rispetto’, magari nella speranza che lo stesso atteggiamento misurato e la stessa ‘fiducia nella magistratura’ ispirino chi aveva sollevato lo scandalo per la grazia all’ex igienista mentale di Silvio Berlusconi”. Traduciamo volgarmente il messaggio, arricchito dai virgolettati ispirati dal Colle: il Fatto Quotidiano adesso se ne stia buonino. E se ne deve stare buonino, il Fatto, anche se arrivano promesse di querele ultramilionarie. Come sottolinea diligentemente un apposito articolo di Repubblica: “I legali di Cipriani pronti a chiedere danni per 250 milioni”. Per il resto, il giornale diretto da Mario Orfeo si limita – come praticamente tutti gli altri – a riportare la versione della presidenza: “Grazia a Minetti, il Colle conferma: ‘Nessuna segretezza inconsueta’”. Nell’articolo spiccano un paio di domande retoriche: “Il Quirinale era stato tratto in inganno? Non era quindi vero che Nicole Minetti aveva cambiato vita?”. Ma certo che no: “Cinque settimane dopo i magistrati hanno confermato il parere positivo alla grazia. E Mattarella concorda”.

Poi ci sono i quotidiani di destra, che giocano un campionato a sé, sono fuori categoria. Il Giornale dedica una struggente intervista al legale di Nicole Minetti, Emanuele Fisicaro, che riporta la versione della madre ferita: “Hanno fatto del male a un minore innocente, un male di cui dovranno in qualche modo rispondere”. Il Fatto Quotidiano, si legge, “non ha avuto pietà”. Libero compie una sintesi mirabile nel colonnino in prima pagina: “Il Colle conferma la grazia a Minetti e striglia il Fatto”. Il presidente è quasi irritato (ma “ci vuole altro”), ma viene definito, testualmente, “un rullo compressore”. Olè.