Forza Italia, il kit del candidato perfetto: postura, look e social

Il deputato azzurro Alessandro Cattaneo, autore di un documento che insegna a «come vincere», spiega che l’elettore deve essere al centro delle attenzioni

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(di Virginia Piccolillo – corriere.it) – All’inizio, nel ‘94, fu un borsone inzeppato di cravatte regimental, spilletteadesivi, gagliardetti, 15 videocassette di programma. E una valigetta con foto di Silvio Berlusconi e la versione karaoke dell’inno scritto da lui. Nel 2001 un cd-rom con i manifesti e la brochure con 120 foto di Berlusconi. Nel 2006, lo «spartito» degli slogan coniati dal capo, il discorso da recitare e i consigli marketing per conquistare astenuti senza sprecare soldi. Quindi, nel 2013, l’era della sobrietà: uno scatolone azzurro con una videocassetta, un cd, un frasario in pillole e slogan sulle «balle di Monti e della sinistra». Quest’anno il kit del «buon candidato» è virtuale, con tanto di video; la gif, mini-immagine, di Silvio Berlusconi festante e un’animazione su come votare.

In più un documento di 30 pagine che insegna «come vincere» firmato da Alessandro Cattaneo. Nato a Rho, 43 anni fa, cresciuto col pallino della politica a Pavia, dove è stato eletto sindaco a 29 anni, da ingegnere (elettronico) con fama di «secchione», declina il motto berlusconiano «chi ci crede combatte, non si ferma, e supera ogni ostacolo e vince» in 11 capitoli.

Spiegando che «l’organizzazione è tutto». E dispensando consigli a 360 gradi, da come conquistare il proprio collegio a quali temi usare. E quali no: «Sulla futura leadership di governo meglio soprassedere e ricordare il ruolo di Berlusconi che ha fatto nascere il centrodestra». Senza trascurare l’attenzione a «intonazione, postura e sguardo», «contatto visivo» («non lasciarsi distrarre da telefonate e sms») e, naturalmente, look. Lui, volto da «bravo ragazzo che piace alle mamme», cravatta e capelli sempre in ordine, li aveva da prima di entrare in Parlamento con Forza Italia. «Ai tempi del primo kit ero ancora bambino: mi sono candidato nel 2008. Ma nel mio dna ho i canoni berlusconiani, a parte il tifo per l’Inter: mai avuto barba, né baffi, né tatuaggi», dice.

Non è specificato nel manuale che Berlusconi non li gradisce. Si sa dal ‘94, quando i candidati vennero ricalcati sul personale Publitalia. E tutti a radersi, molti convertiti al Milan. Anche se qualche eccezione fu tollerata. «Io, Adornato e Giuliano Ferrara arrivammo con la barba e ce la tenemmo. Adornato un poco la scorciò. La tendenza di Berlusconi è guardare chi ha barba e capelli incolti come un pericoloso sovversivo. Ma nessuno ci disse nulla», sorride l’ex deputato FI, Paolo Guzzanti.

L’attenzione al dress code rimbalza dal ‘94, quando Achille Occhetto in abito marrone perse il confronto con Berlusconi in tv , e poi le elezioni. Siamo ancora lì? «Il “plasticato” in Forza Italia non esiste più. Anche se per noi la forma è anche sostanza: essere educati e in ordine è rispetto per le istituzioni e per l’elettore», chiarisce il responsabile nazionale dei dipartimenti di FI. Sui social mette in guardia: «Sono importanti. Ma va privilegiato il contatto. Mi sono candidato sindaco ai tempi in cui Obama faceva campagna elettorale su YouTube. Ci provò il mio avversario. Sembrò innovativo. Ma ebbe solo 240 visualizzazioni, su 70.000 persone. Allora meglio non sottovalutare il porta a porta: contattare associazioni, opinion leader, parroci». Di persona, specifica la «check list per conquistare tanti voti», che raccomanda di «partecipare a tutte le cerimonie sacramentali o eventi importanti per la persona», «rispondere sempre al telefono» e ricordarsi che «un elettore di sinistra o grillino non è per forza un elettore perso».

Il manuale fornisce slogan. Primo fra tutti quello sulla flat tax : «Pagare meno, pagare tutti», inventato direttamente da Berlusconi, assicura Cattaneo. Suggerisce di usare alcuni concetti: «Scelta di campo», «lo scontro è tra noi e loro», il «centro è rappresentato da Forza Italia». E chiede di non citare i sondaggi: «Si allontanano gli indecisi e si accredita un risultato vincente dei nostri alleati».

Su Calenda Renzi consiglia di descriverne la «scarsa affidabilità».Il primo ironizza: «Finire sul manuale è un sogno avverato». «Il nostro non è un attacco ma una difesa attiva. Questo pseudo Terzo polo (quarto nei sondaggi) ci tiene nel mirino», dice Cattaneo. E ricorda la sua prima candidatura, a rappresentante di classe il primo anno di liceo: «Venni battuto da un compagno di classe ripetente. A Calenda dico: attento che a volte chi fa troppo il primo della classe viene sconfitto».

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10 replies

  1. ma il manuale parla anche delle dentiere?
    per la maggior parte dei candidati è un argomento derimente,
    a parte la “quasi” moglie-badante-bambina prodigio

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    • Più dirimente dei filtri che usano prima di postare le foto?
      Non lo so. Guarda che bel giovanotto, guarda che collo liscio, che manco nel 94!

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  2. i CGI software sono diventati sempre più sofisticati, infatti compare solo in video o in foto, devono migliorare l’audio, poichè la dentiera non è perfetta, gli szzszzcappa sempre la essccczzccchhhh

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    • La dentiera è larga. Dopo una certa età si consuma tutto, anche il palato, per cui kukident non è sufficiente.
      Certo coi soldi che ha, potrebbe farsene una al mese, ma evidentemente non gli va.
      Forse nemmeno si cambia le mutande ogni giorno se non glielo ricordano.

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