Vacanze a peso d’oro

(Anna Lombardi – repubblica.it) – “Dearest New York, carissima Grande Mela. E non è una lettera d’amore…”. Al fresco, si fa per dire, degli alberi che incorniciano il Great Lawn di Central Park, Marta e Filippo Greco, italiani di 39 e 42 anni, inprovvisano un picnic con i loro bimbi di 9 e 8 anni. “Sapevamo che il viaggio ci sarebbe costato, ma non così tanto. Avevamo prenotato 3 mesi fa, non immaginavamo la parità euro-dollaro che si è “pappata” il 15 per cento del nostro potere d’acquisto” nota lui, architetto di Palermo trapiantato a Milano.

“La casa su airbnb, per fortuna, l’avevamo pagata prima. Ma in 4 una cena in pizzeria si porta via 200 dollari. Siamo felici di essere qui: per colpa della pandemia l’ultimo viaggio risale a tre anni fa, i bambini neanche lo ricordano. Ma a fine giornata hai speso una follia. Ecco perché almeno a pranzo i panini ce li facciamo da noi”.

 Gli fa eco Flavia Bernardini, docente d’inglese che accompagna da Lecce 30 studenti in un viaggio-studi organizzato da Master Studies: “I ragazzi si stanno divertendo tantissimo, ma siamo impressionati dai prezzi. Nel pacchetto costato 4000 euro era compreso tutto, ma gli extra pesano e come: 4 dollari un caffè, 3 una bottiglia d’acqua, 13 un hot dog e una pepsi…”.

Già, bentornati a New York. Dove le vacanze, quest’anno sono più care che mai. A partire dagli alloggi. Sì perché se stando ai dati del Trivago Hotel Price Index, il prezzo medio di una stanza d’hotel in America è aumentato del 33 per cento nelle grandi città i costi sono triplicati. Così se a San Francisco la media è 287 dollari, su del 68,5 per cento rispetto al 2022 a New York bisogna sborsarne 393: il 92,1 per cento in più.

Un bel salto rispetto ad altre città nel mondo: in Europa, per dire, secondo una lista di Bloomberg a Vienna si dorme con 128 euro, su del 25,6 per cento, mentre da noi in Italia la media è 120, su del 21,4. A Marrakech, Marocco servono 114 euro: “appena” l’8 per cento in più del 2022. Mentre nella un tempo carissima Tokyo – col Giappone alle prese con una nuova impennata di Covid – “bastano” 101 euro, il 2,1 in più.

New York, d’altronde – a patto di arrivarci, coi voli rincarati del 124 per cento per colpa del costo del carburante – non è cara solo per gli europei, che pure fanno i conti col cambio sfavorevole, ma anche per i suoi stessi abitanti. L’inflazione all’11,3 per cento ha fatto aumentare del 18 i prezzi alimentari: costringendo pure i salumieri a raddoppiare i prezzi.

Così perfino il Breakfast Sandwich, l’economico panino con le uova strapazzate popolare fra gli operai è balzato da 2.50 a 4.50 dollari. Figuriamoci la bistecca: costava 72 dollari nel 2021. Ora arriva a 115 (bevande e mance escluse). Un rialzo dei prezzi in menù a prescindere dal tipo di ristorante che, nota il New York Post “è di circa il 20 per cento, ben più dell’8,6 stimato dal Bureau of Labor Statistics”.

Seconda città più cara al mondo dove vivere subito dopo Hong Kong grazie ai prezzi degli affitti su del 30 per cento – coi proprietari intenzionati a rifarsi dei prezzi bloccati durante la pandemia – la Grande Mela è ottava (appena due posizioni sopra la Puglia) nella Holiday Money Report 2022 stilata, basandosi su certi beni di consumo, dal Post Office britannico. Per loro è dunque Reykyavik, Islanda, la città più cara al mondo da visitare, d’altronde già da tempo fra le più costose d’Europa: seguita da Bridgetown nel paradiso fiscale delle Barbados e Jumeirah, la spiaggia di Dubai.

Ma coi prezzi in ascesa ovunque, dalla un tempo abbordabile Grecia a Parigi che resta meta più ambita, dove andare con pochi soldi in tasca? Post Office suggerisce Marmaris, Turchia. Insieme alla costa bulgara di quel Mar Nero, che, certo, qualche centinaio di chilometri più in là è teatro di guerra. E poi la splendida Algarve nel sud del Portogallo. Al decimo spunta pure Orlando, Florida, sì, sede del Magic Kingdom Disney: ultima meta delle vacanze rimasta abbordabile in America.

Categorie:Cronaca, Inchieste, Interno

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7 replies

  1. Chissenefrega di Nueva York, torneremo a fare le escursioni al mare di un giorno, in lambretta, padre, madre e figlio, come nei fulgidi anni 60.

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  2. ” Ecco perché almeno a pranzo i panini ce li facciamo da noi””

    Voleva pranzare e cenare fuori, quando ha prenotato.
    Questo sì che ci tocca il Quore.

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  3. seeee…e adesso se l’UE nega i visti ai Russi per il turismo…siamo talmente masochisti che preferiamo
    mettere in crisi anche il Turismo.
    Noi che abbiamo dei tesori proibiamo ai russi di venire.
    Il bumerang del turismo!
    Grazie UE!

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  4. Leggo ora che l’ UE vuole la sospensione dei visti turistici per i cittadini russi: “Non è appropriato che camminino nelle nostre città e nei nostri porti turistici…”.
    Dopo la debacle del gas un’ altra clamorosa martellata sui pollicioni..
    Già il nostro turismo è in crisi ( o almeno questo piangono i nostri operatori del settore, alberghiero, cantieristico, …), già li abbiamo mandati via ( i più abbienti) sequestrando (legalmente?) Yacht e proprietà.
    Già per lo più non vengono più a comprare, soggiornare, farsi costruire barche… ed i loro soldi mancano, eccome… Adesso pure il provvedimento razzista?
    Secondo voi, i turisti russi con possibilità di spesa, avranno difficloltà a trovare un altro Paese dei Balocchi nell’ intero mondo? E toirneranno poi, in un clima irrimediabilmente avvelenato? Quanti provvedimenti del genere sono stati presi nei confronti di altri Paesi in guerra (In Africa ad esempio certamente non mancano…)?
    Molto più difficile per noi sostituirli: e dare soldi ( a debito, ricordiamolo) agli imprenditori del settore ( magari con fantomatico “scostamento di bilancio”) che senza di loro saranno in difficoltà.

    A questo punto non so proprio più cosa pensare: ma ci sono o ci fanno?
    Immagino le lezioni di geografia del prossimo anno scolastico: nelle carte geografiche un immenso territorio bianco, con mostri alati e serpenti sputanti fuoco: Hic sunt leones…
    E’ proprio vero che la storia si ripete. E non insegna alcunchè…

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  5. Queste demenziali decisioni servono solo a far crescere la rabbia verso chi le prende e credo che questo sia il vero obbiettivo

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